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#IoEforumita: l’innovazione è qui, al centro le persone

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Internet of Everything, of Everybody e anche for Employment: l’Internet di tutte le cose, di tutte le persone e anche del lavoro. E’ questo il mondo connesso del futuro che è andato in scena oggi, nel corso dell’evento Internet of everything Forum di Cisco Italia a Milano. Un momento di riflessione che ha ribadito la necessaria centralità delle persone, di tutti noi, nel processo di convergenza della rete nelle cose, nei processi e nei dati e che ha posto l’accento su cosa, già oggi, l’ fa nel mondo delle imprese. A distanza di un anno, infatti, dall’evento che ha simbolicamente avviato il dibattito dell’ anche in Italia, quello che emerge non è solo una forte accelerazione numerica dell’, con circa 23 miliardi di sensori spediti nel solo 2014, spiega David Bevilacqua, Vice presidente South Europe di di Cisco. Quello che emerge è l’interesse e l’attenzione di tutti verso un fenomeno globale che ruota attorno a molti pilastri. L’evento di Cisco Italia ne ha evidenziati molti e noi ne abbiamo identificati tre, veri e propri “fili rossi” della discussione odierna.

La centralità delle persone

La prima evidenza è certamente quella che le persone sono al cento della rivoluzione dell’IoE. Il vero valore dell’internet of Everything viene dal riconoscere che deve esso necessariamente migliorare la qualità della vita delle persone, dalla scuola, allo studio, al lavoro, alla salute. Non c’è IoE, quindi, se non c’è miglioramento delle condizioni di vita.

La centralità della persona è un valore condiviso anche dai partner dell’evento. Carmine Stragapede, Direttore Generale di Intel Italia, che commenta: “La persona, le sue abitudini e i suoi comportamenti orientano oggi in Intel la progettazione di ogni nuovo prodotto e qualunque passo compiuto sul terreno dell’innovazione. Lavoriamo costantemente per estendere l’intelligenza del computing a un numero sempre maggiore di oggetti del vivere quotidiano per dare vita ad un contesto digitale che possa essere sempre a misura di singolo individuo, in grado di rendere le opportunità della Rete e dell’IoE sempre accessibili in modo più semplice, intuitivo, condiviso, gratificante.

Anche nella scuola, e nella formazione. Il mondo dell’education, infatti, è il luogo per eccellenza dove l’IoE entra sia come strumento didattico ma soprattutto come modo di interagire con le giovani generazioni. “E’ impossibile insegnare oggi, e pretendere di entrare in relazione con i ragazzi senza il digitale solo con metodi di insegnamento frontale” ha spiegato infatti Dianora Bardi, docente di lettere e Vice presidente dell’Associazione Impara Digitale. “Oggi la società, questa società di cui parliamo insieme qui, esige e ci chiede che i giovani abbiano competenze diverse, che non siano solo conoscenze. Ecco perché la didattica deve cambiare e con essa l’approccio dei docenti che non devono spaventarsi: il digitale non sostituisce, integra la didattica. E aiuta noi prof. a far si che cambi il modo con cui i ragazzi diventano protagonisti del loro percorso di apprendimento.” Un mutamento radicale che porrebbe al centro i giovani, le persone appunto, con benefici non anche sociali e professionali.

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Tecnologie e dati non sono tutto

E’ il secondo punto fermo emerso dall’IoEforumita. Lo spiega bene ancora Bevilacqua: “Oggi solo l’1% dei dati viene trasformato in informazioni.” I dati, questa enorme potenzialità che abbiamo, non stanno esprimendo tutte le potenzialità. E questo vuol dire che tante informazioni utili per decisori, imprese, pa, non stanno arrivando alle persone giuste al momento giusto sul device giusto. E’ un limite che va superato e che apre prospettive assolute.

D’altra parte, lo spiega anche Massimo Banzi, co-fondatore del Progetto Arduino: “grazie alle tecnologie abbiamo tanti dati e sappiamo come si fanno molte cose”. Il problema, dunque, non è avere strumenti e connettività di rete “ma è capire cosa fare dei dati e come usare davvero le tecnologie.” La ricetta, per Banzi, è questa: good, clear, fair, buono, pulito e onesto. Una tecnologia che abbia queste caratteristiche, ovvero che permette a tutti di essere appresa, capita e usata anche in modo open, se crea esperienze d’uso utili per le persone, e se non rendono i dati delle persone prodotti da vendere, allora tale tecnologia realizza l’IoE orientato davvero alle persone.

Le competenze digitali e il lavoro

E’ il terzo pilastro della giornata di dibattito. L’IoE non può, e non potrà esserci, senza persone che sappiano di tecnologie e che applichino e declinino le loro conoscenze all’interno delle aziende. “Nei prossimi 5 anni” ha spiegato Bevilacqua “mancheranno 1 milione di figure esperte di cyber security, e nei prossimi 10 due milioni nell’ICT. Eppure la domanda di analisti di dati è cresciuta del 40% nel brevissimo periodo”.

Ciò dimostra, ancora una volta, che di opportunità ce ne sono e anche l’Italia può giocare la sua partita “sì, anche il nostro Paese può fare l’IoE”, ha affermato con convinzione Agostino Santoni, Ad di Cisco Italia. “La rivoluzione è in atto, e il nostro Paese ha a disposizione strumenti incredibili per crescere, ma la condizione per produrre un cambiamento duraturo è che le persone abbiano la capacità di comprenderli, l’abilità per utilizzarli e i mezzi per immaginare e realizzare il futuro.

Questa edizione del Forum ha visto anche la partecipazione di alcune delle maggiori aziende italiane, per la prima volta, sottolinea Agostino Santoni, sedute insieme a parlare e confrontarsi sull’innovazione dell’IoE: Gianluigi Castelli, Executive Vice President ICT di ENI, il Direttore Sistemi Informativi di Intesa San Paolo Group Services Silvio Fraternali, Paola Petroni Responsabile Network Technology di ENEL ed il CIO di FIAT Gilberto Ceresa. Insieme hanno sottolineato la rilevanza dell’IoE nella diverse prospettive di business che offre al mondo della banche, delle utility e dell’automotive.

Infine, non sono mancati momenti istituzionali: l’intervento finale del Presidente della Regione Lombardia Maroni o la chiusura affidata al Digital Champion Riccardo Luna. Ma a rendere speciale questa edizione è stata anche l’apertura dell’evento, affidata ad Anna e Blanca Zamperini, moglie e figlia di Marco Zamperini a cui è stata dedicata l’edizione 2015 del Forum. La presenza di queste ultime non ha fatto che ribadire l’importanza delle persone nel processo di innovazione digitale del nostro mondo: sono le loro parole, i loro gesti, la loro passione a innescare davvero l’innovazione.

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