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A grandi passi verso l’Internet of Everything: ecco le mosse dell’India

IoT

L’interesse mondiale per l’internet of Everything continua a crescere: se il 2014 è stato l’anno della “scoperta” del fenomeno che cambierà il modo di vivere e di lavorare delle persone, e muterà anche asset e modelli di business delle tech company e non solo, il 2015 si candida ad essere l’anno della consapevolezza. Dodici mesi in cui toccare da vicino quanto è già in cantiere nel mondo e programmare il futuro a partire anche dall’Internet of Everything Italian Forum di , previsto a Milano il prossimo 28 gennaio.

Una dinamica che vale per l’occidente ma anche per paesi, in oriente, in cui il pieno avvento dell’ è solo apparentemente meno prossimo, come in . Come riporta la stampa locale, grazie anche all’attività di aziende come Cisco, L&T, Tech Mahindra e altri, il Paese si sta progressivamente attivando per creare un ecosistema adatto ad accogliere la rivoluzione dell’IoT. Vediamo come.

  1. L’ Internet delle cose sta diventando un focus per la politica
    Il Dipartimento di Elettronica e Information Technology (DeitY) ha redatto una bozza di policy per l’IoT nel mese di dicembre, con cui lo stato non solo si pone l’obiettivo di aumentare i dispositivi collegati nel paese da circa 200 milioni a oltre 2,7 miliardi entro il 2020, ma punta anche a sviluppare le skill più adeguate all’IoT nel campo delle risorse umane e le soluzioni più adeguate alle esigenze indiane in materia di salute, agricoltura e smart city.
  2. Advertising
    All’inizio di agosto, il governo del Karnataka ha siglato una collaborazione con NASSCOM per creare uno spazio di 50.000 m² a Bangalore da offrire come spazio di lavoro e connettività internet a più di 100 startup. La nuova struttura ospiterà anche un laboratorio per l’Internet of Things, un centro di progettazione, un laboratorio per dispositivi mobili, e uno spazio per eventi della comunità.
  3. Smart City
    All’inizio di dicembre, Cisco ha stretto un accordo con la ILF Technologies (ITL), in occasione del Cisco India Summit 2014 tenutosi a Bangalore, per lo sviluppo congiunto di soluzioni per le infrastrutture digitali e le città intelligenti nel paese. Nel mese di luglio, l’azienda ha firmato un accordo strategico con Electronics City Industries Association (Elcia) per istituire un Internet of Things (IoT) Innovation Hub in Bangalore, come parte della sua iniziativa  Smart+Connected Communities.Lo stesso mese, Tech Mahindra ha stretto accordi con Bosch Software Innovations per creare un ecosistema per l’Internet of Things. La partnership vedrà la divisione Digital Enterprise Services di Tech Mahindra lavorare con Bosch per sviluppare soluzioni per le imprese, le città intelligenti e case intelligenti. Tech Mahindra ha anche lanciato un laboratorio di test sull’NFC (Near Field Communications) a Bangalore all’inizio di quest’anno, con il quale sta offrendo servizi di consulenza per costruttori di chipset, OEM, e fornitori di servizi. Anche netCORE ha lanciato una piattaforma per l’Internet of  Things per l’acquisizione e l’analisi di dati in tempo reale chiamato Cloud4One che, essenzialmente, prevede la collocazione di sensori per misurare posizione, temperatura, pressione, umidità su beni mobili, come camion, gru, etc… e quelli immobili, come bancomat, generatori, etc… da analizzare nell’ottica di risparmio ed efficientamento energetico.
  4. Hub per l’ Internet delle cose 
    Nel mese di novembre, L&T Technology Services e la società di comunicazione con sede a Stoccolma Tele2 AB hanno firmato una partnership strategica per creare una soluzione adatta all’Internet of Everything e al M2M per il settore dei trasporti.
    Nel mese di marzo, la divisione Engineering Solutions di Tech Mahindra ha collaborato con la Texas Instruments per impostare un laboratorio chiamato Texas Instruments Lab che si concentrerà sullo sviluppo di soluzioni basate sull’Internet of Things. Stanziato a Bangalore, il laboratorio lancerà soluzioni basate dell’internet degli oggetti per i settori industriali, medicali e automotive.
  5. I finanziamento per l’IoT 
    Cisco Investments, venture capital di Cisco, a giugno scorso ha aumentato l’importo stanziato per gli investimenti nelle imprese attive sull’IoT in India a 40 milioni di dollari. Questo capitale fa parte del fondo di 250 milioni stanziati da Cisco per “investimenti tematici” annunciato a febbraio 2014. 
    Nel mese di novembre, Ineda Systems che produce chip a basso consumo per dispositivi indossabili e Internet of Things, ha ottenuto 2 milioni di dollari di finanziamento proprio da Cisco Investments. La startup prevede di utilizzare questo investimento per sviluppare ulteriormente la sua famiglia di chip a basso consumo per i wearable device. Ineda Esso aveva precedentemente ottenuto anche 17 milioni di dollari di finanziamento da Samsung  e Qualcomm in aprile.

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