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Open data: gli esperti a confronto su Pa e dati aperti

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Gli come strumenti fondamentali per la pubblica amministrazione nel dialogo con cittadini e territorio, ma anche strumenti utili ad associazioni e categorie di professionisti, per realizzare servizi di utilità. Di questo e di molto altro il Chief Editor di Tech Economy Stefano Epifani ha parlato con alcuni dei massimi esperti italiani sul tema con i quali ha approfondito caratteristiche e opportunità offerte dagli nel concreto della loro esperienza e professione.

Approfondimenti verticali prodotti ed erogati per il percorso integrato di formazione “Open data – cosa sono i dati aperti e perchè aprirli“, realizzato dal PA nell’ambito del Progetto ETICA 2013- 2015, guidato da Salvatore Marras, Responsabile egov e open gov di Formez PA.*

Vittorio Alvino (Openpolis): la partecipazione attraverso l’open data
“Le Associazioni hanno un ruolo fondamentale di civic engagement sugli open data: possono mettere in campo competenze e tradurre i dati disponibili in informazioni e conoscenze. Sono un anello decisivo per innescare quel processo che passa dai dati alla trasparenza dei poteri pubblici.”

Gianluca Vanuccini (Comune di Firenze): app per smartphone che riusano dati aperti

“Se il modello a tendere sarà quello delle smart city, sarà sempre più importante offrire ai cittadini i contenuti di cui hanno bisogno nel momento e nel luogo in cui ne hanno bisogno.”

Gianni Dominici (ForumPA): Il riuso dei dati aperti per generare servizi ai cittadini

“Dopo aver liberato i dati, l’importante è che questi vengano effettivamente utilizzati dai cittadini. Per far si che ciò accada le app sono fondamentali: sono strumenti per metabolizzare i dati aperti.”

Guido Romeo (Wired Italia): Open data come nuova opportunità per il giornalismo

“I giornalisti non sono gli unici nè i primi utilizzatori dei dati aperti ma sono un anello importante dell’ecosistema perchè fanno vedere al pubblico qualche può essere l’impatto dei dati sulla Pa. I giornalisti hanno una funzione di moltiplicatori di idee e di spunti di utilizzo.”

Daniele Crespi (Lombardia Informatica): L’open data nell’Agenda digitale lombarda

“Nel 2010 viene fondato in Regione Lombardia un Assessorato e Direzione generale alla semplificazione e digitalizzazione. L’agenda digitale è stata la prima cosa che abbiamo pensato fosse giusto attuare, ispirandoci a esperienze internazionali oltre che all’Agenda digitale Europea. Allora gli open data già stavo prendendo piede ed è così che siamo partiti anche in Regione Lombardia.”

Gianluigi Cogo (Regione Veneto): L’Open data in Regione Veneto

“La nascita di un sistema di open data nella Pa deve avere norme, processi e azioni. E’ un sistema che stenta a crescere perchè molte persone che operano nella PA si pongono in posizione bloccante.”

* L’iniziativa costituisce l’Ambito 2 Linea 2 del Progetto Operativo di Assistenza Tecnica (POAT) alle  Regioni dell’Obiettivo Convergenza 2012/2015 e il programma di riferimento è il Programma Operativo Nazionale Governance e Assistenza tecnica (PON GAT) 2007-2013 (secondo triennio), cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

 

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