Postilla Digitale

Aste telematiche: come funzionano e quali sono le principali caratteristiche?

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Le aste telematiche, o aste on line, o, con espressione più enfatica, le vendite telematiche “a prezzo dinamico”, sono ormai diffusissime, e non possono certamente definirsi una novità: basti pensare che il più grande operatore mondiale del settore, eBay, è nato nell’ormai lontano 1995, e non è stato certamente il primo. In generale, si intende per la procedura che conduce all’individuazione di un aggiudicatario di un bene o servizio attraverso una successione di offerte trasmesse via . Questa caratteristica di base è comune ad ogni asta del genere, anche se le tipologie concrete di gara sono molteplici.

GiustiziaL’affermazione dell’asta telematica, in continua ascesa, si spiega facilmente riflettendo sui suoi tre punti di forza: la possibilità di partecipare all’asta via internet amplia la platea dei concorrenti, riduce enormemente i costi di partecipazione ed evita il c.d. stress d’asta, cioè la pressione psicologica di dover competere “de visu” con altri.

Come accennato, l’asta telematica può svolgersi secondo svariati modelli, più o meno complessi, che qui non è possibile passare in rassegna, ma può essere un esercizio utile tentare di individuare le caratteristiche della “asta telematica perfetta”, avvertendo che – come si vedrà – l’”asta perfetta” è un modello teorico, applicabile ad un numero limitato di ipotesi.

L’asta telematica perfetta dovrebbe prevedere la contemporanea ricorrenza di almeno 5 condizioni:

  1. semplicità di partecipazione diretta (chiunque sia dotato di un terminale, anche minimo, e di un accesso ad internet dovrebbe poter partecipare);
  2. identificazione sicura dell’offerente, e certezza della sua capacità di contrarre obbligazioni, cioè di assumere impegni giuridicamente vincolanti;
  3. sicurezza nella movimentazione delle somme di denaro;
  4. liceità del trasferimento del diritto acquistato all’asta;
  5. trasparenza di tutte le operazioni, ovvero la possibilità per tutti i partecipanti di assistere in simultanea ad ogni fase.

In realtà, la condizione 1) e la condizione 2) possono convivere con qualche difficoltà. Quanto più è rilevante il valore dell’oggetto dell’asta, tanto più appare necessario “sacrificare” la facilità di accesso in favore della identificazione “forte” di chi accede. Non è solo un problema di identità digitale, che viene affrontato in maniere diversa (dalle più semplicistiche alle più complesse) da ciascun sistema informatico; è anche un problema di certezza che la manifestazione di volontà di “colui che sta in un altro punto della rete” sia valida secondo la Legge, e cioè che non sia affetta da errore, violenza, dolo, incapacità, o altri vizi giuridicamente rilevanti.

Anche le condizioni 3) e 4) , in alcuni casi, possono andare in conflitto. Infatti, il fatto di aver pagato un bene non sempre ne assicura l’acquisto. Ciò accade in tutti i casi (e non sono pochi) in cui un bene, pur in astratto liberamente commerciabile, non possa, per disposizione di Legge, essere comprato da un determinato soggetto, o da una categoria di soggetti, che quindi non potrebbero rendersi nemmeno aggiudicatari. Molto spesso questi divieti di compera sono ignoti al cittadino comune, richiedendo una specifica competenza: solo per fare uno dei tanti esempi possibili, un cittadino svizzero, non soggiornante in Italia, non potrebbe acquistare in Italia un terreno di superficie superiore a 1.000 metri quadrati.

Pertanto, a volte è necessario il sacrificio di una delle condizioni teoriche della “asta perfetta”, proprio per far sì che, alla fine, l’asta abbia un buon esito.

euroVa detto che non manca chi, spesso per ragioni commerciali, sottovaluta quanto sopra osservato, e propugna un uso incontrollato dell’asta telematica; in genere, chi sostiene questo modo di pensare ritiene che un controllo “a valle” dell’asta, cioè a vincitore acquisito, possa essere sufficiente ad evitare gravi conseguenze. Ma non è così, per due ordini di ragioni: la prima è che non sempre l’annullamento dell’asta già tenuta, magari con versamento di cauzioni o addirittura delle somme per intero, è operazione indolore; la seconda è che il successo delle aste telematiche è strettamente dipendente dalla affidabilità delle stesse, cioè dalla fiducia che infondono, nella garanzia che ciò che viene aggiudicato on line è sicuro quanto ciò che viene aggiudicato in un contesto tradizionale; e perciò, in questa ottica, ogni annullamento di una gara “a valle” a causa di un omesso filtro “a monte” costituisce un danno alla credibilità dello strumento, danno che, se ripetuto spesso ed ingiustificatamente, potrebbe causare l’abbandono dello strumento stesso.

Si deve quindi prendere atto che l’asta telematica perfetta non esiste, o meglio esistono casi in cui tutte le condizioni teoriche dell’asta perfetta non possono ricorrere, o è opportuno che non ricorrano.  A seconda del tipo di bene o servizio posto all’asta, nonché del valore del medesimo, un attento banditore deve scegliere quale aspetto dell’asta deve essere rafforzato, magari a scapito di un altro, che può essere affievolito, o perfino eliminato.

Ad esempio, nel caso di asta che abbia ad oggetto beni immobili, i notai italiani, molto presenti sul mercato della aste on line con la loro piattaforma RAN (acronimo di Rete Aste Notarili), hanno ritenuto che le esigenze di identificazione e di corretta informazione del partecipante alla gara (in relazione alla normativa in materia di antiriciclaggio, sotto il profilo della liceità dell’acquisto, della regolarità urbanistica del bene e dell’impatto della normativa fiscale) dovessero avere un ruolo preminente. Perciò la partecipazione del cittadino ad un’asta telematica gestita dal Notariato avviene non direttamente, ma attraverso uno qualsiasi dei notai dislocati su tutto il territorio nazionale e collegati fra loro via web tramite la piattaforma RAN. Questo modello organizzativo, utilizzato per la vendita di immobili su delega dell’Autorità Giudiziaria e di immobili rientranti nei piani di dismissione degli Enti (come INAIL, Croce Rossa Italiana, Ministero della Difesa, ICE), si sta mostrando molto performante, tanto che, ad esempio, dalla fine del 2013 fino a novembre 2014 sono stati aggiudicati in quattro turni d’asta il 45% dei lotti immobiliari posti in vendita dall’INAIL, in controtendenza rispetto alle precedenti dismissioni, condotte con asta tradizionale.

Roberto Braccio

Roberto Braccio

Roberto Braccio è nato a Gallipoli (LE) il 21 gennaio 1969.
Si è laureato in giurisprudenza con lode nel 1992 presso Università degli studi di Roma “La Sapienza”, discutendo la tesi in Diritto Civile dal titolo “La rappresentanza degli enti non commerciali”, relatore Prof. Cesare Massimo Bianca. Nel corso degli anni 1993 – 1994 è stato Ufficiale di Complemento della Guardia di Finanza, Addetto al Comando Generale, I Reparto, Sezione Contenzioso.
Dal 1995 al 1998 ha esercitato la professione di avvocato, e dal 1999 è in Brindisi.
Dal 2010 è membro del Consiglio Nazionale del Notariato e del Comitato Esecutivo del CNN, con delega all’informatica.

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