Legal & Digital Rights

UK: in arrivo nuove misure anti terrorismo che coinvolgono gli ISP

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Gli Internet Service Provider e gli operatori di telefonia mobile saranno costretti a conservare le informazioni che collegano gli indirizzi IP ai privati per 12 mesi. Questa è la decisione del governo britannico nell’ambito dei piani antiterrorismo che dovrebbero essere dettagliati nell’arco della prossima settimana, stando a quanto riportato da TechCrunch. La norma sarà inclusa nel prossimo Anti-Terrorism and Security Bill promosso dal governo e segue un altro tentativo fallito da parte del governo lanciato solo lo scorso anno sempre sul tema del controllo dei dati degli utenti.

Tale normativa, infatti, avrebbe costretto le imprese a conservare i dati delle conversazioni online delle persone, le attività di social media, le chiamate e i testi dei messaggi per 12 mesi, ma alcuni partner della coalizione governativa insieme ai liberaldemocratici, hanno osteggiato il piano, definendolo un disegno di legge “illiberale”.

Stavolta però l’iniziativa potrebbe avere il supporto necessario per essere approvata. Anche un’iniziativa simile, sulla conservazione dei dati di emergenza – che richiedono un controllo da parte delle aziende sul traffico Internet e i cellulari aziendali e l’aggiornamento del registro di metadati dei clienti – avanzata a luglio di quest’anno, aveva incontrato alcuni ostacoli, dopo che la Corte di giustizia europea aveva  annullato i poteri di conservazione dei dati europei sulla base del fatto che erano troppo ampia. Infatti il cosiddetto Data Retention e Investigation Powers Bill era stato criticato per essere troppo vago e di lasciare un’ampia discrezionalità alle autorità.

Ma le nuove misure, a detta del Ministro degli Interni Theresa May nel corso di uno show politico sulla BBC, costituiscono “un passo” importante per aiutare i servizi di sicurezza ad identificare i sospetti, anche se è la polizia ad avere un ruolo ancora strategico nei processi di sorveglianza digitale.

Il Ministero sostiene che il provvedimento aiuterà la polizia e i servizi di sicurezza a identificare i sospetti terroristi e i criminali organizzati che utilizzano Internet per comunicare. Non solo. La norma aiuterà gli inquirenti ad identificare altri tipi di utenti di Internet a rischio- tra cui gli hacker, cyber bulli e gli utenti più vulnerabili che utilizzano i social media per discutere di pratiche autolesionistiche o di suicidio. Uno scenario, quest’ultimo, che agli esperti sembra piuttosto strano, soprattutto di fronte alle posizioni del partito conservatore che non vede di buon occhio un ruolo eccessivamente protettivo del governo nei confronti dei cittadini.

 

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