Best Practice

#IoE: Copenhagen, prima smart city europea con un’anima “verde”

Copenaghen

Da anni gli esempi più virtuosi in fatto di politiche sociali arrivano dalle capitali del Nord Europa e anche sul terreno delle smart city le metropoli del freddo non si smentiscono, fornendo esempi e sperimentazioni che fanno scuola. Copenhagen, secondo una recente classifica stilata da Boyd Cohen (climatologo ed urbanista americano esperto di sostenibilità ambientale), è in testa alle dieci città europee più smart, seguita nell’ordine da Amsterdam, Vienna, Barcellona, Parigi, Stoccolma, Londra, Amburgo, Berlino e Helsinki. Per stilare la sua classifica Boyd Cohen ha utilizzato 27 indicatori, distribuiti su 6 macroaree: Ambiente, Mobilità, Governo, Economia, Società, Qualità della vita.

copenhagenwinner2014Un risultato che non desta stupore visto che la capitale danese è considerata da tempo la città con la miglior qualità della vita al mondo ed è stata anche insignita del premio European Green Capital 2014. Ma l’aspetto che più colpisce di questa città, ormai in cima alla lista per i suoi sforzi sul fronte delle , è la sostenibilità ambientale che permea ogni aspetto legato ai servizi urbanistici, soprattutto quelli di ultima generazione legati a doppio nodo con i progetti nati per l’implementazione di una città intelligente.

Alcuni dati possono dare un primo quadro della situazione sul fronte dell’efficienza energetica e dell’impiego di fonti rinnovabili: il riciclo dei rifiuti è del 90%, mentre la quasi totalità degli edifici urbani (oltre il 98%) usufruisce di sistemi di teleriscaldamento; oltre il 50% della popolazione usa la bicicletta per gli spostamenti urbani (la città ha circa 400 km di piste ciclabili) e nell’ultimo decennio le emissioni di anidride carbonica si sono ridotte del 25%. Risultati estremamente positivi che hanno trovato una nuova spinta grazie all’adozione, su larga scala, di tecnologie basate sull’Internet of Everything.

2020 e 2025: gli obiettivi dei prossimi anni

A sei mesi dalla firma di un accordo tra i tre sindaci locali per stabilire una strategia comune per tutta la municipalità di Copenaghen sul piano dell’Internet of Everything, il percorso della città verso gli obiettivi dei prossimi anni sembra chiaro.

Le scadenze più importanti riguardano infatti il 2020 e il 2025. Entro il 2020 le norme di bioedilizia di cui la città si è dotata la porteranno ad avere tutti gli edifici urbani ad energia zero mentre il 2025 sarà l’anno che sancirà il la trasformazione di Copenaghen in una città carbon neutral, ovvero una città a zero emissioni, dove l’Internet of Everything giocherà un ruolo strategico nel raggiungimento di questo progetto ambizioso.

Un obiettivo che prevede un percorso lungo e caratterizzato da 47 progetti intermedi basati su per digitalizzare i servizi urbani attraverso infrastrutture application-centric e che si fonda principalmente sulla lungimiranza e la capacità di creare sinergie tra manager pubblici privati. Tra i soggetti pubblici troviamo soprattutto i sindaci locali, Frank Jensen, Albertslund e Steen Christiansen e John Schmidt Andersen, insieme ai loro staff, che hanno fatto dell’ il pilota per la realizzazione di progetti ambiziosi in ciascuna delle loro aree. Non mancano i centri di ricerca universitaria e le aziende private sempre più attirate da nuovi investimenti e dalla partnership cross-organizzativa con gli enti municipali.

biciclette-a-copenhagenLa strada che ha portato a questo approccio è partita nel 2012, con le prime sperimentazioni, ed ha tratto ispirazione dalle best practice di alcune città europee, come Londra, Stoccolma e Berlino, già avviate sul terreno dell’innovazione urbana. Ma a fronte di questi ottimi esempi Copenhagen ha saputo trovare la propria cifra stilistica, forte di una dimensione territoriale maggiormente gestibile rispetto alle grandi metropoli del Nord Europa (la capitale danese conta 560 mila abitanti), di una gestione efficace dei servizi pubblici, di una rete di percorsi ciclabili diffusa ed efficiente che può competere, e superare, in estensione, le corsie automobilistiche, di un approvvigionamento energetico basato prevalentemente su fonti rinnovabili e a basso impatto ambientale.

Dall’illuminazione alla gestione del traffico

Sulla scia del protocollo d’intesa firmato pochi mesi fa dalle autorità locali sul piano dell’IoE, sono due i progetti già in corso che segnano l’avvio del viaggio della capitale danese verso il traguardo del 2025. Il primo è il Denmark Outdoor Light Lab (DOLL), attivo dal mese di settembre. Ad Albertslund, nella parte occidentale di Copenhagen, DOLL è stato ricavato uno spazio di un miglio quadrato, definito un “laboratorio vivente all’aperto”, dove sono state installate 37 soluzioni di luce a LED per esterni su oltre sei chilometri di strade.

La rete Wi-Fi città garantita dalla Cisco provvede alla connessione di questo settore e collega gli impianti di luce, fornendo controlli on-line, informazioni digitalizzate, accesso pubblico e video sullo stato di manutenzione dell’area, tutti convergenti in un’unica rete. L’architettura che caratterizza questo spazio riflette le esperienze nel campo dell’IOE già attivate in altre smart city, come Nizza, Barcellona e Chicago.

La particolarità di DOLL è la convergenza di tanti diversi fornitori di luce in un’unica rete, creando così uno standard di comunicazione senza soluzione di continuità per l’industria che provvede alla fornitura dell’illuminazione pubblica. Al momento i test sono limitati alla zona di Albertslund ma i municipi stanno già lavorando all’estensione di questo tipo di servizio nella rete urbana.

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Il secondo progetto riguarda invece il monitoraggio del traffico nel centro di Copenaghen. Un progetto che prevede il controllo in tempo reale del flusso automobilistico attraverso una piattaforma di gestione del traffico con l’obiettivo di ridurre la congestione e i tempi di percorrenza.

Entrambi sono solo due dei diversi progetti in cantiere che andranno in porto entro la metà del 2015 e grazie alla partnership tra la città di Copenaghen e le parti interessate è stato stilato un programma comune di ampio respiro per renderli operativi. L’accordo prevede:

  • la distribuzione della Wi-Fi nelle zone centrali di Copenaghen;
  • l’implementazione di servizi urbani in base al monitoraggio del traffico e dei parcheggi e ad una gestione intelligente dei rifiuti e dei servizi turistici;
  • la creazione di una rete cittadina in tutta la città per il rilevamento e il controllo delle inondazioni.

L’aspetto della città di Copenaghen che colpisce maggiormente in tema di smart city tocca prevalentemente lo stretto rapporto tra l’utilizzo delle tecnologie e il fattore umano, il nodo centrale che è alla base dell’IOE. Se l’IOE si fonda sulla connessione tra persone, cose, dati e processi, emerge con forza, dai progetti attuati in vista del 2015, il ruolo di due fattori strategici per la costruzione della smart city di domani: il lavoro dei responsabili politici e decisionali locali nell’attuazione di un piano pluriennale per affrontare le grandi sfide ambientali e di sostenibilità e le partnership tra il settore pubblico e privato.

Già dal prossimo anno, grazie agli investimenti di grandi aziende su Copenaghen e agli accordi tra i principali enti municipali della città, si potranno vedere i primi risultati di queste sperimentazioni, certi del fatto che costituiranno solo uno step intermedio verso l’obiettivo di una città “a emissioni zero”.

Stefania Carulli

Stefania Carulli

Stefania Carulli è consulente per la formazione. Dal 2009 al 2013 si è occupata di master post lauream e di corsi di aggiornamento per i dipendenti della P.A. E’ dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione alla Sapienza, Università di Roma, con una tesi sull’impatto della cultura partecipativa del web sulle dinamiche associative del volontariato organizzato.

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