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Telecom Italia: utile a 985 milioni, si punta su banda ultra larga

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chiude i primi nove mesi del 2014 con un utile di 985 milioni di euro (rispetto a un rosso di 902 mln nel 2013 che scontava la svalutazione dell’avviamento). Il Consiglio di Amministrazione ha esaminato e approvato il Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2014 da cui emerge che i ricavi sono calati del 6% a 15.972 milioni di euro in termini organici, l’ebitda del 6,4% a 6.588 milioni di euro e il risultato operativo è stato pari a 3.393 milioni.

Gli investimenti industriali sono stati finora pari a 2.640 milioni di euro, con un decremento di 397 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2013. In Italia in particolare sono stati investiti 233 milioni in meno del 2013 attribuibile alle componenti più tradizionali di investimento e ha comportato l’abbandono di alcune piattaforme e la semplificazione di alcuni processi industriali, si legge in una nota. Questi risparmi sono stati in parte reindirizzati allo sviluppo delle reti di nuova generazione (rete LTE e Fibra, +102 milioni di euro di investimenti rispetto ai primi nove mesi del 2013) che raggiungono il 35% degli investimenti di rete (27% nei primi nove mesi del 2013).

E il focus sulle reti viene ribadito anche dal Presidente Giuseppe Recchi: “Stiamo investendo fortemente sia in Italia che in Brasile per sviluppare l’ultrabroadband fisso e mobile e lo stiamo facendo in un’ottica di compatibilità finanziaria. In Italia, con circa 3 miliardi all’anno, siamo la prima società per investimenti e stiamo portando avanti un piano di copertura ultrabroadband che ha già raggiunto 100 città con la fibra e oltre 2500 comuni con la telefonia mobile LTE. Telecom Italia prosegue sulla strada dell’innovazione tecnologica e dei nuovi servizi puntando a mantenere la leadership tecnologica e le promesse fatte sullo sviluppo delle infrastrutture nel nostro Paese”. 

Meglio anche il settore domestic: “I segnali di miglioramento che arrivano dal mercato domestic sono ormai una realtà: abbiamo superato la stagione della guerra dei prezzi contrapponendo la nostra politica incentrata sulla qualità del servizio” commenta l’ad Marco Patuano dopo i conti dei 9 mesi che vedono i ricavi domestic a 11.336 milioni di euro (-7,2%) ma che nel terzo trimestre in particolare contengono il calo al 5% in significativo recupero rispetto ai periodi precedenti. “I nostri investimenti stanno portando risultati concreti, ad oggi sono più di 150.000 i clienti che si sono abbonati al servizio Tuttofibra, e stiamo procedendo con una media di oltre 1.500 nuovi contratti al giorno. Anche nella telefonia mobile, il 4G è ormai una tecnologia matura che sta entrando nell’uso quotidiano e che differenzia la nostra offerta rispetto a quella dei nostri competitor. Il rilancio della società è partito dal mercato italiano”.

Sul fronte brasiliano si è registrato un decremento di 149 milioni di euro per un effetto cambio negativo in assenza del quale il decremento sarebbe risultato pari a 49 milioni di euro e sono stati orientati allo sviluppo delle infrastrutture. Il flusso di cassa della gestione operativa è positivo per 2.272 milioni di euro (positivo per 2.456 milioni di euro nei primi nove mesi del 2013).

Telecom Italia sottolinea che il mercato delle telecomunicazioni sarà ancora “caratterizzato da una flessione dei servizi tradizionali (accesso e voce) a fronte di un incremento dei servizi innovativi (broadband e servizi broadband enabled)” cosa che determinierà un’ulteriore flessione complessiva del mercato domestico anche se più contenuta rispetto a quella osservata nel 2013, ed una crescita del mercato Brasile. In tale contesto, il “Gruppo Telecom Italia, come annunciato nel Piano 2014 – 2016, continuerà a difendere le proprie market share, ad investire nello sviluppo delle infrastrutture, con una forte accelerazione degli investimenti innovativi destinati in particolare all’Ultra Broadband.”

 

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