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Stefania Girelli: web writer divisa tra tecnologia e sostenibilità

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Stefania Girelli è web writer freelance e autrice del blog Recreathing.

Stefania Girelli è una geek, appassionata di tecnologia fin dall’adolescenza, programmatore in un’azienda ICT per 18 anni e attualmente web writer freelance, grazie al suo blog  Recreathing dove  racconta i suoi progetti di riciclo creativo e design low-cost. “La mia vita ha un prima e un dopo – racconta Stefania – visto che alla soglia dei 40 anni ho cambiato completamente affiancando alla passione per la tecnologia che non mi ha mai abbandonata nuove passioni per tutto quello che è legato all’ecologia, alla sostenibilità e al riciclo, con speciale riferimento alla casa, l’arredamento e il design”. Oltre alla scrittura Stefania è web strategist, ovvero, come dice lei “cerco di far capire a piccolissime realtà del territorio l’importanza di una buona presenza sul web, a partire dal sito, che a volte realizzo io, utilizzando CMS come WordPress, fino all’uso dei social media. Questa è la parte del mio lavoro che un po’ mi riporta alla mia anima tecnica perché mi capita di installare e configurare vari tool e smanettare un po’ sul php”.

3 cose positive del tuo lavoro e 3 per le quali lo cambieresti domani

La prima cosa positiva è che il mio lavoro si svolge in gran parte sul divano. Ho una stanza adibita a studio, ma di solito il mio macBook Pro (il primo regalo che mi sono fatta da freelance) è appoggiato su un tavolino studiato appositamente per essere usato con divani, poltrone e chaise-longue. Inoltre non ho orari e quindi posso organizzarmi il lavoro quando preferisco e avere anche il tempo per qualche progetto di riciclo e altre attività. Poi c’è la libertà (più o meno a seconda del cliente) di scegliere cosa scrivere.
Per quanto riguarda quelle negative, la routine del lavoro da dipendente non mi manca per niente, ma la sicurezza finanziaria sì. Sono passata dall’avere uno stipendio di un buon livello al non sapere mai come sarà il mio futuro finanziario e a 44 anni è una cosa a cui si pensa molto.
Inoltre, io sono una persona abbastanza riservata e faccio fatica a cercare nuovi clienti: non ho la faccia tosta di propormi come la migliore, come invece dovrei fare.
Il terzo aspetto negativo è lo sfruttamento dei freelance. Io mi sono sempre rifiutata di lavorare se il budget non era sopra una certa cifra (non scriverò mai articoli per 3 euro, per esempio), ma molti lo fanno e quindi sembra che questo lavoro valga poco.

Come nasce la passione per le tecnologie?
Ho avuto la fortuna di essere adolescente negli anni 80, quando c’è stata la trasformazione del computer: dal grosso strumento aziendale al piccolo pc da scrivania. Adoravo lo ZX spectrum che mio zio teneva nello sgabuzzino insieme a grossi libri che insegnavano la programmazione. Per un pc personale ho dovuto aspettare un po’, del resto i costi non erano ancora alla portata di tutti. Il mio primo computer è stato un commodore 16 su cui ho imparato le prime istruzioni di Basic. 

Ho messo le mani sul primo pc a 16 anni, in terza superiore: era un olivetti M24 del laboratorio di informatica, con il mitico processore 8086, senza hard disk e con un doppio lettore di floppy da 5” 1/4, uno per l’ambiente di sviluppo e uno per la memorizzazione.

3 consigli per chi vuole fare la web writer
Quello che a me è servito molto è stato il networking, non solo quello online, ma soprattutto quello offline. Oltre a condividere i propri status sui social media, per farsi conoscere bisogna frequentare eventi e incontri. Bisogna essere delle persone molto curiose: non è possibile fare questo lavoro se non si continua a cercare e esplorare. Terza cosa, ma non meno importante, è sapere che quando si comincia non si sa dove si arriva e quindi bisogna essere aperti anche a richieste che non solo legate propriamente agli argomenti in cui si è preparati. Questo non vuol dire improvvisare, ma avere la capacità di approfondire un argomento in modi diversi (libri, siti, corsi).

Un libro che ha cambiato il modo di pensare
“Non temerò alcun male” di Robert A. Heinlein è stato il primo libro di fantascienza che che ho letto e che, probabilmente, mi fatto fare le prime scelte nella mia vita.

Un libro che invece mi ha colpito in età adulta è “Profondo Blu” di Jeffery Deaver un fanta-thriller del 2001 che parla di tecnologia e hacker, temi molti “caldi” a inizio millennio. La citazione in quarta di copertina dice “La prima volta che il tuo computer fa le bizze, non preoccuparti. Problemi di ordinaria amministrazione. Sono certo che con corri alcuni pericolo…probabilmente”. È stato amore a prima vista!

 Stefania è la dimostrazione vivente che crescere a pane e programmazione aiuta. Aiuta ad acquisire la capacità di ricominciare da Start, di analizzare e ripartire, di correggersi, di risolvere i problemi che diventano ostacoli. Perché “Anche se siete sulla strada giusta – ha scritto Arthur Godfrey – resterete travolti dagli altri se vi siederete ad aspettare.”

Sonia Montegiove

Sonia Montegiove

Responsabile editoriale di Tech Economy.
Presidente dell’Associazione LibreItalia, è analista programmatore e formatore. È giornalista per passione ed è entrata a far parte della redazione di Girl Geek Life , convinta che le donne possano essere avvicinate alle nuove tecnologie scrivendo in modo chiaro e selezionando le notizie nel modo giusto.

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