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#IOT360: spunti e riflessioni dal Summit sull’Internet of Things di Roma

IOT360

ll 28 e il 29 ottobre presso il Centro Convegni Frentani di Roma ha avuto luogo il Summit IOT360: un incontro tra esperti di tutto il mondo per poter mettere in condivisione le conoscenze, i progetti e per discutere dell’Internet Of Things. Organizzato dalla European Alliance for Innovation in collaborazione con numerosi partner tra i quali Franhofer Fokus, l’Università La Sapienza di Roma, INSME, Consortium, Smart Week e TechEconomy e sponsorizzato da IBM, Eurotech and Create Net, il Summit 360 è stato uno dei principali eventi internazionali sul tema dell’Internet of Things.

Di cosa stiamo parlando

L’Internet of Things secondo la definizione di Gartnerè un network di oggetti fisici che posseggono la tecnologia per comunicare, percepire e interagire con le loro proprietà interne e con l’ambiente esterno”. Il summit IOT360 ha cercato di mettere in luce i diversi aspetti con i quali l’IoT sta cambiando i processi aziendali, sta ridisegnado i modi di intendere la governance delle città e sta trasformando le abitudini dei singoli individui.

Per affrontare il tema alla luce di diverse prospettive, sono stati invitati relatori di diversa estrazione accademica e professionale, passando dai dirigenti delle Telco a esperti di giurisprudenza digitale, da professori universitari di tutto il mondo fino a uomini della politica incaricati di aiutare lo svolgersi dei processi di innovazione, ma anche imprenditori interessati e numerose startup basate proprio sull’Internet Of Things.

Una parte dei nomi che si sono avvicendati durante gli speech è rappresentata da Usman Haque (Founding Partner di Umbrellium & Thingful.net), Misha Dohler (docente alla cattedra di Wireless Communication presso il King’s College di Londra), Jan Farjh (Vice President Head of Standardization and industry di Ericsson), Michela Magas (fondatore di Music Tech Fest), Roberto Minerva (IEEE), Kang-Won Lee (Senior Vice President of R&D for Information and Communication Tecnology di SK Telecom), Maurizio Decina (Professore Emerito presso il Politecnico di Milano) e molti altri.

L’evento è stato strutturato attraverso tre percorsi formativi e di apprendimento pensati per  affrontare il tema da diversi punti di vista: il percorso “Innovazione” è stato strutturato in modo da contenere gli speech e i dibattiti dedicati da come strutturare un’idea innovativa, come monetizzarla e come creare mercato attorno ad essa; il percorso “tecnologia” era invece basato proprio sulla descrizione degli esperimenti e dei progetti per la messa in atto delle infratrutture tecnologiche abilitanti per l’IoT; il terzo percorso infine ha preso il nome di “Community”, momenti di incontro tra partecipanti, aziende e professionisti per discutere e analizzare i progetti e le proposte più interessanti.

Il Pesidente di , European Alliance for Innovation, Imrich Chlamtac ha dichiarato a margine dell’evento: “sono molto felice di aver avuto l’opportunità di organizzare il vertice IOT360 a Roma. Riunendo i rappresentanti di centinaia aziende e di diverse università, che rappresentano varie teorie e prospettive, dimostriamo come le idee possano prendere forme dalle aule ai laboratori. Abbiamo in programma di organizzare un nuovo IoT360 per l’anno prossimo e di coinvolgere i nostri partner e l’istituzione EAI nella preparazione di questo evento anche su scala più grande per poter dimostrare le potenzialità di innovazione di questo importantissimo immaginario”.

I principali nodi emersi dal Summit

Dal punto di vista accademico uno dei nodi più controversi è stato proprio il dover scogliere le perplessità sulla definizione di IoT. Mischa Dohler, Chair Professor in Wireless Communication al King’s College di Londra, nel prendere la parola nella prima giornata ha detto: “chiudete gli occhi e pensate ad Internet; ora non riapriteli e pensate invece all’Internet of Things; riuscite ad immaginare cose diverse?” Una provocazione per dire che in realtà il campo dell’Internet Of Things non è delimitato da una recinzione rigida e da definizioni macchinose e che i suoi contorni sfumano grazie all’evoluzione di Internet e dei suoi device.

Per quanto riguarda il dibattito sullo stato del mercato si è dibattuto della sua reale grandezza e delle stime di Gartner. Kang-Won Lee, Senior Vice President of R&D for Information and Communication Tecnology di SK Telecom, ha mostrato una slide contrapponendo la stima di Gartner delle entrate che possono essere generate dall’Internet Of Things con quella che sotto la voce di “reality” ha stimato la SK Telecom: un divario gigantesco e provocatorio. Dopo questa introduzione contestuale, Kang-Won Lee ha descritto come in Korea la sua società sta sperimentando la tecnologia dell’Internet Of Things attraverso sensori e gateway, presentando una case history sulla piscicoltura.

Jan Farjh, Vice President Head Of Standardization and Industry di Ericsson, ha illustrato nel keynote introduttivo del Summit i progressi che l’azienda sta compiendo nella creazione delle infrastrutture tecnologiche statunitensi per poter permettere la maturazione e l’attecchimento delle tecnologie IoT. Analogamente Roberto Minerva, Head of Innovation Architectures di Telecom Italia ha illustrato i sistemi che la società pensa di mettere in atto dal punto di vista tecnologico. Minerva però è andato oltre ponendo alcune importanti domande al pubblico e facendo riferimento alle recenti controversie sulla privacy: “A chi appartengono i dati prodotti?” ha chiesto alla platea, la quale non ha saputo rispondere rimanendo in silenzio.

Questi sono solo alcuni dei punti emersi durante il Summit: dal punto di vista della giurisprudenza si è dibattuto anche del caso anti-trust che ha visto coinvolti la UE con Samsung ed Apple; si è parlato di come monetizzare i brevetti per le invenzioni legate all’IoT; si è dibattuto a lungo anche sui processi di implementazione delle tecnologie abilitanti per le smart city.

In conclusione il Summit IOT360 è stato l’occasione per fare il punto su dove il mondo sta andando dal punto di vista dell’innovazione legata all’Internet Of Things con una consapevolezza: non si tratta certamente di un traguardo, ma di un nuovo punto di partenza dal quale puntare al futuro e sarà interessante confrontare i progressi reali che verranno compiuti da questo momento fino alla prossima edizione del summit. Rubando le parole ad Imrich Chlamtac, monitorare gli sviluppi futuri sarà necessario per comprendere la reale portata di questo “importantissimo immaginario”.

Eugenio Maddalena

Eugenio Maddalena

Consulente di comunicazione digitale e formatore, è appassionato delle dinamiche che riguardano l’impatto delle nuove culture digitali all’interno della società, dal business alla politica. Nasce nel 1987, anno in cui si sono sciolti gli Smiths e sono nati i Nirvana.

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