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#CodeIT in Rome: il racconto di una giornata

codeweek

L’antica arte del saper fare è vecchia come il mondo e trova nuova linfa nel processo di innovazione portato avanti dall’Europa e dall’Italia negli ultimi anni. È questo il fulcro attorno a cui ruota la Europe CodeWeek, la settimana della programmazione che dall’11 al 17 ottobre vede coinvolti 28 Paesi Europei con più di 3.000 eventi organizzati e un bacino di utenti coinvolti che tocca le 100mila persone. Un’iniziativa del Vice Presidente della Commissione Europea Neelie Kroes per favorire l’avvicinamento di giovani e giovanissimi al pensiero computazionale attraverso la programmazione.

In Italia la CodeWeek ha raggiunto i 300 eventi, con risultati in netto aumento rispetto allo scorso anno, come ha spiegato Alessandro Bogliolo, CodeWeek Ambassador, alla CodeIT in Rome tenutasi presso lo Spazio Europa – Rappresentanza italiana della Commissione Europea. “Il CodeIT in Rome è l’evento culmine della partecipazione italiana all’edizione 2014 della Europe CodeWeek e vogliamo fare il punto su cosa sta già accadendo ovunque in Europa. La programmazione è il linguaggio delle cose e partire dalla Scuola non è più un opzione, è un fatto. Il nostro obiettivo è far diventare il coding una seconda lingua madre.”

Ricchissimo il programma della mattinata con la partecipazione di Alessandra Poggiani, Direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, Francesco Luccisano, Capo Segreteria Tecnica del MIUR, Giorgio Ventre e Enrico Nardelli, Programma il Futuro – CINI, Flavia Marzano, Presidente Stati Generali dell’Innovazione e Riccardo Luna, Digital Champion italiano.

“Vogliamo iniziare dalla scuola per rendere il Paese più moderno ed avere più strumenti per affrontare il mondo del lavoro. La rivoluzione digitale non riguarda però soltanto i giovanissimi ma tutti gli individui nel loro intero ciclo di vita. Quali competenze sono necessarie oggi nel mondo del lavoro, a tutte le età? Non possiamo più prescindere dal digitale.
Ci siamo accorti che gli anni in cui il nostro PIL ha avuto un calo sono stati anche gli anni in cui abbiamo dato meno attenzione all’agenda digitale. L’Europa sta ponendo particolare attenzione al tema e l’Italia non è da meno.”
Con queste parole Alessandra Poggiani introduce la CodeIT in Rome, complimentandosi con il grande lavoro svolto da tutto il team della CodeWeek in Italia e salutando, in collegamento Skype, due eventi in contemporanea ad Eboli e Pavia, dove bambini e ragazzi hanno potuto sperimentare in prima persona la programmazione, creando veri e propri giochi o applicazioni.

codeit in romeSi parte dalla Scuola, dunque, per formare generazioni più consapevoli ma anche per portare a compimento quella che Francesco Luccisano definisce la “Legge del bosco”: sulle tematiche digitali i risultati si vedono a medio termine. Ci vogliono anni per seminare, prima ancora di iniziare a raccogliere.
La semina è dunque iniziata, come sottolinea il messaggio lasciato dal Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini: “Istruzione e agenda digitale sono due politiche fondanti per lo sviluppo del Paese. Finalmente siamo riusciti nel nostro intento e ieri abbiamo ottenuto un miliardo di euro per il piano La Buona Scuola”.

È Francesco Luccisano a spiegare i 4 punti fondamentali del processo di innovazione della scuola italiana:

  1. Alfabetizzazione: la rivoluzione digitale non è soltanto tecnologica ma anche epistemologica. Cambia il nostro modo di imparare e di sapere e saper fare.
  2. Allearsi con gli insegnanti: coinvolgimento degli insegnanti nel processo di innovazione della scuola italiana. Importante è quindi anche il tema della formazione degli insegnanti, spesso estranei all’alfabetizzazione informatica e digitale.
  3. Nuova manifattura 2.0: rinnovare i laboratori scolastici, fornendo strumenti utili al fare concreto.
  4. Partecipazione: il piano di Governo La Buona Scuola si trova attualmente in fase di consultazione, fino al 15 novembre. Sono già oltre 450 mila le segnalazioni arrivate sul sito www.labuonascuola.gov.it, a dimostrazione del grande interesse che ha oggi la formazione scolastica per il nostro Paese.

Nell’ottica dell’alfabetizzazione la collaborazione del MIUR con il CINI – Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica per il progetto Programma il Futuro è ben spiegata da Giorgio Ventre: “Vogliamo cogliere il momento e portare il coding nella scuola primaria, passando dalla porta principale. Non più progetti pilota nelle singole scuole ma azioni concrete che partono dal MIUR e che coinvolgono tutti.”
Programma il Futuro è un progetto di 3 anni attraverso il quale il MIUR porta nelle scuole i concetti base dell’informatica attraverso la programmazione (coding), usando strumenti facili e divertenti.
Sono più di 3200 gli iscritti al programma nei primi 20 giorni dal lancio, a dimostrazione di come le giovani generazioni non siano più solo meri consumatori ma ideatori e produttori nella Società Digitale.

Flavia Marzano, Presidente Stati Generali dell’Innovazione, sottolinea inoltre come l’obiettivo de #labuonascuola debba essere quello di sviluppare creatività e competenze: “i ragazzi devono diventare makers: fare e non solo imparare. Inoltre devono poter sviluppare competenze nel campo dell’ICT, della logica e della matematica, affinché diventi un modus operandi come lo sono i famosi Fermi Problems, cioè problemi che si risolvono solo grazie all’uso delle proprie conoscenze, della creatività e della messa in comune delle informazioni.
Non lasciamo i bambini chiusi dietro un banco ma diamo loro spazi fisici per sviluppare la creatività.”

Numerose anche le testimonianze portate alla CodeIT da realtà esistenti da anni con l’intento di promuovere e coltivare le sonia montegioveconoscenze informatiche tra giovani e meno giovani: Sonia Montegiove, editor di Girls Geek Life e contributor di TechEconomy, sottolinea l’importanza di colmare il divario di genere nell’accesso all’informatica e al digitale, puntando sulla valorizzazione delle differenze di approccio anziché sulla veicolazione di stereotipi di genere. “Le community open source sono importantissime in molti ambiti come nel coding e quelle che funzionano meglio sono miste: uomini e donne lavorano insieme senza pensare ad un uso della tecnologia da parte del gentil sesso “solo perché è rosa”.
Mentre gli uomini cercano di capire come sono fatti gli oggetti smart, le donne si focalizzano sul come questi oggetti possano migliorare la vita e risolvere i problemi. I due approcci sono complementari e a Girl Geek Life abbiamo ben 48 collaboratrici, pur avendo un vasto pubblico maschile che ci segue. Spieghiamo argomenti complessi in modo semplice, è questa la nostra forza.”

Semplificare argomenti complessi è al centro del lavoro di CoderDojo Italia, una rete internazionale di volontari che fornisce laboratori di programmazione informatica a bambini e ragazzi, come spiega Agnese Addone: “Alla CodeWeek abbiamo programmato la prima #CoderCamera in cui porteremo, venerdì 17 ottobre, 80 piccoli ninja alla Camera dei Deputati e alla sede centrale del MIUR di Roma. Useremo Scratch, un editor visuale con cui è possibile imparare velocemente i meccanismi della programmazione informatica ed animare delle immagini costruendo dei veri e propri videogiochi. I nostri ninja dimostreranno a parlamentari e personale del MIUR che il coding non solo si impara, si fa.”

Interessanti anche le testimonianze del lavoro svolto da Informatici Senza Frontiere, Onlus con oltre 300 soci che si occupa di progetti no profit per colmare il digital divide, Scientix, comunità per l’insegnamento della scienza in Europa e Rails Girls, comunità globale nata in Finlandia che ha come obiettivo fornire strumenti e supporto alle donne per capire le tecnologie e sfruttarne le potenzialità.

Chiude l’evento Riccardo Luna, Digital Champion di recente impegnato nella Maker Faire Rome: “Tutti si chiedono cosa sarà del processo di digitalizzazione in Europa dopo Neelie Kroes, Vice Presidente della Commissione Europea che sta spingendo con grande forza sul tema. Nei giorni scorsi ero a Bruxelles con il Digital Champion estone che è anche, con mia grande sorpresa, il Presidente della Repubblica dell’Estonia. L’intero Stato è fondato sul digitale ed hanno portato avanti un grande processo di alfabetizzazione culturale, partendo dalle competenze dei cittadini che in prima persona hanno promosso e divulgato le loro conoscenze digitali. Quella a cui assistiamo oggi è una rivoluzione digitale che parte dal basso e che non si fermerà. L’Italia sta facendo bene con il progetto La Buona Scuola ma non è tutto: basta con i progetti pilota nelle scuole, ora serve un progetto Paese. Sappiamo già ciò che funziona, ora dobbiamo farlo. Ma questo vale anche per le vecchie generazioni, non solo per i giovanissimi. Oggi un cinquantenne che perde il lavoro non ha alcun modo di trovarne un altro, perché servono digital skills a tutte le età ed il nostro compito è renderle disponibili.”

Nell’importante ottica del “fare” la CodeIT in Rome ha lanciato, a fine mattinata, l’esperimento del Crowd Coding in cooperazione con tutti gli Stati partecipanti alla CodeWeek. Ragazzi da tutta europa lavorano insieme alla programmazione di un Flagship Game, con l’intento di dimostrare e realizzare concretamente la capacità di saper fare, programmando.

Valeria Leuti

Valeria Leuti

Laureata in Comunicazione d’impresa nel 2009, ha lavorato nel campo della formazione universitaria e aziendale, per poi concentrarsi sulla gestione e lo studio dei social media in ottica business.
Collabora con aziende e associazioni come Social Media Specialist e consulente.

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