In Controluce

Con Mediolanum parliamo di Mobile Payment

Mobile_payment

Non v’è dubbio sul fatto che l’impatto dei sistemi di sull’economia sarà, nei prossimi anni, impressionante. Le ricerche parlano di incrementi annuali a due cifre del volume del transato ed i dati consolidati danno ragione, una volta tanto, agli analisti. Non sarebbe la prima volta che le ricerche si trovano ad anticipare trend dando tempi che, nella realtà, viaggiano poi molto più lentamente delle aspettative dei ricercatori e delle aziende che sponsorizzano le analisi. Ma non è il caso del Mobile Payment.

I sistemi di Mobile Payment stanno infatti crescendo. E stanno crescendo in fretta. Una crescita che dipende da numerosi fattori, primo tra tutti la diffusione ormai capillare degli smartphone ed il ruolo di questi strumenti nel quotidiano degli utenti. Il livello di “confidenza” (o, come la chiamano gli esperti, l’intimacy) di chi ha uno smartphone nei confronti dello strumento è così alto da abbattere drammaticamente quelle barriere e quella diffidenza che hanno reso in passato la vita tanto complicata a carte di credito ed altre forme di pagamento elettronico.
Pagare qualcosa con il proprio smartphone, con lo strumento cioè con il quale si parla (o ci si “messaggia”) con la mamma ed il papà, con il marito o con la moglie, con i propri figli e con il fidanzato non è percepito come qualcosa di “rischioso”. Lo smartphone è ormai diventato una vera e propria estensione del sé, attraverso la quale si parla con i propri amici, ci si collega con i propri contatti, si interagisce con il mondo. Ed il pagamento di una transazione non è altro che il completamento di una particolare forma di interazione. La conclusione di qualcosa di naturale, appunto.
Ma il fatto che le persone tenderanno a dare per scontato il mobile payment, portando ad una sorta di “commoditizzazione” della funzione, non implica automaticamente che la gestione di tali operazioni sarà altrettanto “naturale” (e semplice) per chi dovrà implementarla. E se in un contesto ormai decisamente demand driven gli operatori commerciali saranno facilitati dal fatto di non dover convincere gli utenti finali, potrebbero esser forse proprio utenti finali a metter pressione agli operatori.
Insomma: occorre attrezzarsi, ed occorre farlo in fretta e bene. Occorre attrezzarsi in termini tecnologici, ma ancor prima in termini culturali: partendo dalla comprensione delle possibilità, dei rischi, delle opportunità e delle caratteristiche di un fenomeno che promette di cambiare in modo significativo il nostro rapporto con il denaro.
Per questo motivo abbiamo deciso di iniziare un percorso di approfondimento che nei prossimi mesi – analogamente a quanto fatto con il canale dedicato ad Internet of Everything – ci permetterà di approfondire questo importante e delicato tema.
Lo faremo con l’aiuto di , con la quale approfondiremo le diverse dimensioni del fenomeno: quella tecnologica, ma anche quella economica, quella di processo, quella culturale. Approfondiremo casi di studio, esploreremo soluzioni, daremo voce ad esperti e parleremo di tematiche connesse alla sicurezza, alle modalità di erogazione dei sevizi. Parleremo con e degli attori coinvolti in un processo di pagamento che diventa sempre più semplice per gli utenti, ma che proprio per questo deve diventare sempre più sofisticato sull’altro versante della supply chain. La partnership con Banca Mediolanum ci darà la possibilità di guardare al fenomeno dal di dentro, dando voce ai protagonisti e supportando quel processo di crescita necessario per governare il cambiamento in atto.

Chief Editor di TechEconomy.
Docente universitario, giornalista, advisor per le Nazioni Unite.

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