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Dichiarazione dei diritti di Internet: ecco la prima bozza

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Quattordici articoli complessivi: dal diritto di accesso all’inviolabilità dei sistemi informatici fino ad arrivare al tema spinoso della privacy. È questo il contenuto della Dichiarazione dei diritti di Internet elaborata dalla speciale commissione sui diritti e i doveri della Rete istituita presso la Camera dalla Presidente Laura Boldrini e annunciata nei giorni scorsi.

Il testo è stato presentato ieri nel corso della riunione interparlamentare sui diritti fondamentali, con la partecipazione dei Parlamenti di tutti e 28 gli Stati membri dell’Unione Europea, ed è stato pubblicato sul sito della Camera dei deputati e in contemporanea sulla piattaforma di consultazione pubblica camera.civici.ci.

E il 27 ottobre partirà anche una consultazione pubblica, della durata di quattro mesi, che vuole dare la possibilità a tutti i cittadini interessati di commentare la proposta, suggerire sviluppi ed estensioni, valutare le proposte della Commissione ed estendere il campo d’azione che vede nella Carta il punto di partenza.

I temi della Carta

Diritto all’accesso, alla sicurezza, all’anonimato e all’oblio e inviolabilità dei dati. Il documento che l’Italia propone all’Europa è composto da un preambolo e, appunto, 14 articoli.

Il testo parte dal presupposto che la rete deve essere considerata una risorsa globale e universale, senza dimenticarne l’importanza come spazio economico, alla quale tutti devono poter aver accesso vedendo rispettati i propri diritti, sia a livello nazionale sia internazionale. Internet, si sottolinea nel preambolo, non può essere considerato al pari degli altri media perché ha contribuito a ridefinire e ristrutturare spazi e rapporti tra pubblico e privato configurandosi come strumento essenziale per partecipare ai processi democratici. La Dichiarazione, che prende l’avvio dall’articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, si propone appunto come uno “strumento indispensabile per dare fondamento costituzionale a principi e diritti nella dimensione sovranazionale” per Internet.

I primi tre articoli riguardano il riconoscimento e la garanzia dei diritti, il diritto di accesso e la neutralità della rete, così come già riconosciuti dalle costituzioni, dalle leggi e dalla carta dei diritti dell’Ue. Il diritto di accesso è condizione necessaria per l’effettività dei diritti fondamentali della persona e al fine di garantirne l’operatività servono “adeguati interventi pubblici contro il divario digitale e culturale.” 

Alla tutela dei dati personali con le sue varie declinazioni sono dedicati gli articoli successivi. Ogni persona, recita la Dichiarazione, ha diritto alla protezione dei dati che la riguardano, alle informazioni relative ai soggetti che li trattano e alla possibilità di rettifiche o cancellazioni. Senza autorizzazione giudiziaria, inoltre, i dati personali devono essere “inviolabili”. E nessun atto o provvedimento giudiziario o amministrativo può utilizzare un trattamento automatizzato per definire il profilo o la personalità dell’interessato. È anche vietato l’uso di dati personali con finalità discriminatorie.

Per quanto riguarda la privacy, con particolare riferimento al diritto all’identità, al diritto all’anonimato e l’oblio, la Carta sancisce che comunicare elettronicamente in modo anonimo, per poter esercitare libertà civili e politiche, è un diritto, così come lo è quello di farsi cancellare dagli indici dei motori di ricerca, ma, a fronte di questo diritto, la cancellazione può essere impugnata.

Sul fronte della sicurezza della rete il punto specifico recita: “la sicurezza in Rete deve essere garantita come interesse pubblico, attraverso l’integrità delle infrastrutture e la loro tutela da attacchi esterni, e come interesse delle singole persone. Non sono ammesse limitazioni della libertà di manifestazione del pensiero; deve essere garantita la tutela della dignità delle persone da abusi connessi a comportamenti negativi, quali l’incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza”. Al momento non è chiara la procedura di sanzione degli abusi e la questione non mancherà di generare un acceso dibattito nei prossimi quattro mesi.

La Dichiarazione, negli ultimi articoli, affronta anche i problemi più strutturali, stabilendo diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme, tenute a comportarsi con lealtà e correttezza verso i navigatori. Inoltre è stabilito come diritto “fondamentale” anche l’educazione all’uso di Internet incoraggiata dalle stesse istituzioni pubbliche che devono promuovere attività educative rivolte a persone, scuole e imprese.

All’ultimo punto, sono elencati i criteri per il governo della rete, partendo dal principio che “Internet richiede regole conformi alla sua dimensione universale e sovranazionale (…) per garantire il suo carattere aperto e democratico”.

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