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Turismo: come app e algoritmi intelligenti cambiano i nostri viaggi?

turismo online

Il è cambiato. Il mondo delle vacanze ormai sta vivendo un’evoluzione senza precedenti e a ritmi velocissimi: se fino a pochi anni fa l’arrivo del web e dei siti che aiutavano anche il viaggiatore meno esperto a pianificare i propri spostamenti ha dato l’avvio a questo cambiamento, ora la presenza diffusa dei device mobili ridefinisce ulteriormente questo scenario.

L’uso di algoritmi matematici altamente sofisticati ha contribuito nel tempo a trasformare il modo in cui i consumatori scelgono le proprie vacanze permettendo ai travel promoter di attingere ad un elevato numero di dati e preferenze di acquisto per personalizzare sempre di più le offerte di viaggio, in grado di conquistare anche il turista più esigente. L’industria dei viaggi si è così legata a doppio nodo con la tecnologia, in particolare con il settore delle applicazioni mobili, e ciò dimostra come il cambiamento nella fruizione dei dispositivi tecnologici abbia modificato le preferenze dei consumatori e le pratiche di acquisto di un pacchetto vacanze.

Secondo una ricerca condotta da Cisco in vista della prossima edizione del Travel Technology Europe show, la conferenza specializzata nella tecnologia e nell’e-marketing per gli addetti ai lavori del settore del turismo (agenzie di viaggio, tour operator, aziende dei trasporti) previsto per febbraio 2015, il 71% dei professionisti che operano nel campo dei viaggi ha dichiarato di avere una presenza costante su siti come Facebook e Twitter, considerati oramai  “essenziali” per il loro business. Quattro su cinque degli intervistati hanno classificato i social media come strumento migliore, e di maggiore successo, per attrarre nuovi clienti, secondo solo al sito web aziendale.

Nel settore dei viaggi, l’interesse verso i social network non ha portato solo ad un aumento di nuove applicazioni, ma anche ad un ingente investimento in algoritmi matematici sofisticati utili per le esigenze dei fornitori di viaggi: chi saranno i prossimi clienti? Quali sono le tipologie di prodotto più vendute? Quali i trend e le esperienze più adatte alla propria clientela? A fronte di questo panorama, sono nate startup e applicazioni in grado di offrire previsioni attendibili sui potenziali consumi dei clienti.

Much Better Adventures – Sciare senza perdere tempo 

ChaletLa start up Much Better Adventures, ad esempio, sta cambiando il passo in termini di scelta e di acquisto di una vacanza in montagna, il tutto grazie ad un algoritmo e ad una presenza vincente sui social media. Le persone non scelgono più le destinazioni setacciando per ore gli elenchi degli alberghi alla ricerca delle migliori offerte: i clienti decidono tutti i particolari della sistemazione (ubicazione dell’alloggio, prezzo della stanza), li pubblicano sul sito web di Much Better Adventures, e i venditori offrono in breve tempo delle soluzioni su misura.

Il sito raccoglie 285 aziende indipendenti che insieme rappresentano più di 1.600 chalet in 17 località sciistiche europee. Considerato il successo del servizio, il fondatore del sito, Sam Bruce, prevede già che il numero delle imprese raddoppierà entro la prossima stagione sciistica. Solo l’anno scorso 24.000 sciatori hanno usato le strutture presenti sul sito e nove su 10 di loro hanno detto che avrebbero utilizzato di nuovo il servizio grazie al tempo risparmiato.

La scorsa stagione la piattaforma ha generato 1,3 milioni di sterline in vendite a favore delle strutture ricettive e il successo non accenna a fermarsi. Gli sciatori, infatti, sono solo la punta dell’iceberg. Nel mirino della società, nel prossimo futuro, ci sono servizi di matchmaking per i ciclisti, gli escursionisti, i surfisti e i subacquei.

Fiz – Conoscere un luogo prima di arrivarci

Fiz, grazie ad un algoritmo proprietario, fornisce ai propri clienti le migliori opzioni per un viaggio e il tempo libero aggregando contenuti. Con sede nel Kent, in Inghilterra, Fiz offre una piattaforma appositamente progettata per aiutare i consumatori a ottenere di più dal loro viaggi, evidenziando i luoghi, le esperienze e le attività locali che generano un buzz positivo sui social media.

Secondo la co-fondatrice, Sarah Hughes, il volume di informazioni disponibili online può generare confusione nei turisti: per questo è utile adattare le informazioni sulle cose migliori da vedere e da fare in base alle esigenze specifiche dei clienti. “Si può trovare di tutto, con un sacco di fatica e non è raro per un viaggiatore visitare dai 15 ai 20 siti web per cercare di costruire un quadro della località che lo attende“. Fiz, però, risolve la questione combinando  informazioni turistiche ufficiali con le migliori “dritte” presenti sui social media, da quelle sui ristoranti migliori ai luoghi più romantici, che molto spesso non compaiono sui siti web tradizionali e che il più delle volte si perdono nelle mille pagine di recensioni di TripAdvisor. “L’obiettivo è quello di riportare ai nostri clienti una serie di informazioni che difficilmente potrebbero ricostruire navigando in un unico sito web, dall’atmosfera dell’hotel, alla presenza di hotspot locali, dalle migliori passeggiate ai monumenti meno conosciuti” dice Hughes.

La base di Fiz sono proprio i social network. Twitter, foto, recensioni e consigli postati pubblicamente su Facebook, Foursquare, Flickr e Panoramio. Un serbatoio quasi inesauribile di informazioni aggregate costantemente per consentire ai visitatori di vivere al meglio luoghi e atmosfere e, a conclusione dell’esperienza, per valutare le strutture visitate e i consigli più utili.

Anche se Fiz ha solo 15.000 utenti (realizzati in gran parte con il passaparola) questa cifra potrebbe presto moltiplicarsi. La piattaforma, infatti, sta per essere rilanciata dopo aver attratto l’interesse di Apple che ha offerto il proprio aiuto per la semplificazione dell’applicazione e l’implementazione della piattaforma. L’ultima tappa per il completo successo della piattaforma sarà però la diffusione dell’accesso veloce ad Internet, soprattutto nelle località più remote. “La chiave di questo tipo di piattaforma sarà la cooperazione dei gestori, il roll-out di 4G, e le iniziative messe in campo dai big, del calibro di Facebook e Google, per estendere l’accesso a Internet in aree difficili da raggiungere“, dice Hughes.

YPlan –Dove andiamo stasera?

YplanNel frattempo, il lavoro degli sviluppatori sul perfezionamento dei loro algoritmi va avanti e non si ferma al settore turistico. Richard Mapes, direttore scientifico di YPlan, la piattaforma britannica che pubblica i migliori consigli su eventi e manifestazioni in giro per il mondo, spiega uno dei nodi critici di questo tipo di servizi. Ovvero il comportamento potenziale dei clienti. “La chiave è essere in grado di prevedere il comportamento delle persone che non conosciamo: la nostra tecnologia ci permette di monitorare gli individui che interagiscono con i nostri eventi e vedere dove essi divergono dalle tendenze generali, in modo che possiamo mantenere un certo grado di “raffinazione” dei consigli proposti. Miglioriamo continuamente la nostra tecnologia, per esempio al momento stiamo guardando quali sono le informazioni di Facebook più condivise, cosa ci permetterebbe di diventare ancora più accurati nelle previsioni dei comportamenti dei vecchi e dei nuovi clienti, con una combinazione di proposte estremamente personalizzabile”.

Insomma oramai non ci saranno più segreti tra noi, le applicazioni e i social network. Gli ingredienti per una vacanza o per un’uscita perfetta ci sono tutti. Il prossimo passo sarà forse la scelta dei nostri futuri compagni di viaggio?

Stefania Carulli

Stefania Carulli

Stefania Carulli è consulente per la formazione. Dal 2009 al 2013 si è occupata di master post lauream e di corsi di aggiornamento per i dipendenti della P.A. E’ dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione alla Sapienza, Università di Roma, con una tesi sull’impatto della cultura partecipativa del web sulle dinamiche associative del volontariato organizzato.

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