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Facebook: al via i primi passi nel business dell’healthcare?

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Facebook si prepara ad investire nel settore dell’healthcare. Dopo amici e interessi, pare che il colosso di Zuckerberg potrebbe conoscere anche lo stato della nostra salute. Sulla scia di altre aziende tecnologiche della Silicon Valley, come Apple e Google, starebbe progettando i suoi primi passi nel promettente campo della sanità. Secondo alcune fonti anonime vicine all’azienda riportate da Reuter, la società starebbe valutando la creazione di comunità online di “supporto” per determinate patologie. Un secondo team starebbe anche considerando un ulteriore campo di sviluppo per questo tipo di applicazioni, quello della prevenzione, con l’obiettivo di aiutare le persone a migliorare il loro stile di vita.

Negli ultimi mesi il gigante dei social networking ha tenuto riunioni e meeting con esperti e imprenditori del settore medico mentre è stata creata, sul fronte interno, un’unità tecnica dedicata alla ricerca e allo sviluppo di applicazioni utili in campo sanitario. Il lavoro è ancora “in progress” ma sono già state create le basi operative, forti di un interesse non inedito in questo campo.

Già nel 2012 Facebook aveva lanciato delle operazioni sul tema della salute ma con risultati discontinui. Il successo più rilevante è stata la campagna che ha consentito agli utenti negli Usa di segnalarsi come donatori: in un solo giorno 13.054 persone si sono registrate online come donatori di organi, contribuendo ad un aumento di 21 volte superiore rispetto alla media giornaliera di 616 iscrizioni, secondo uno studio pubblicato nel mese di giugno 2013 sull’American Journal of Transplantation.

Gli esperti di Facebook hanno notato che le persone con malattie croniche, come il diabete, spesso cercano aiuto e informazioni on line sui siti di social networking: per un consiglio, per avere supporto, per parlare apertamente della propria patologia. Inoltre, l’aumento delle reti create dai pazienti, come PatientsLikeMe, dimostrano che le persone si trovano a proprio agio a condividere le proprie esperienze online. Di fronte a questo scenario anche l’interesse personale dell’amministratore delegato Mark Zuckerberg contribuisce ad un maggiore coinvolgimento della compagnia nel campo della sanità.

Il problema più complesso, però, rimane quello della privacy, soprattutto per un’azienda che negli ultimi tempi ha dovuto affrontare notevoli critiche su questo terreno spinoso. Ma in questo senso Facebook è in ottima compagnia visto che anche le altre big hanno problemi simili. Quel che è certo è che un tema così complesso ha bisogno di norme certe per proteggere l’anonimato dei propri utenti e per evitare che i dati e le osservazioni condivise non siano a disposizione di inserzionisti o aziende farmaceutiche, ha dichiarato Frank Williams, a capo della Evolent Health, compagnia che fornisce software e servizi ai medici statunitensi.

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