Letti da fuori

Il fuffatore tecnologico, ovvero quello che capisce tutto di Internet

Esperto del web

Lui sa. Partiamo da questo concetto per descriverlo, che poi è quello fondamentale, l’ur-concetto su cui Lui sviluppa tutta la sua personalità. Lui sa. Tutto, da quale tasto usare per accendere il PC ai più reconditi segreti del marketing on line e della persuasione occulta sulla rete. Se si legge la sua biografia, che ha diffuso su ogni possibile piattaforma, come minimo si pensa di essere di fronte a Bill Gates, solo un po’ più competente. Perché è consulting di aziende prestigiose, mago del SEO, specialist di analytics ed evangelist di almeno una decina di cose, tanto che sembra il curriculum di S.Matteo, il suo, anche se poi dalla spocchia con cui interviene si capisce che, come minimo, Lui è uno in grado di dare delle lezioni anche a Gesù Cristo.

keep-calm-and-be-fuffaQuando parla, usa un linguaggio che sembra un frullato fra la neolingua di 1984 e un inglese poco più che standard masticato renzianamente: slogan infarciti di termini molto cool e tecno, equivalenti al vecchio latinorum di don Abbondio ma in salsa web. Le sue sterminate competenze, millantate ogni dieci secondi, se vai a grattare un po’ si rivelano per quello che sono: un diploma alla scuola RadioElettra quando va di lusso, o una laurea in qualcosa che suona moderno ma poco chiaro, presa non si sa come, anche se si sospetta grazie ad un massiccio intervento Cepu. Questa solida formazione di base non gli ha consentito di imparare in maniera appena appena decorosa l’italiano, tanto che quando si arrischia a scrivere un post sul suo blog (ovviamente ha un blog) lo capiscono in tre: Lui dice perché si tratta di post altamente tecnici, in realtà perché sono una accozzaglia di frasi incomprensibili e dati citati senza senso. Perché in realtà quello che sa fare (forse, si presume, anche se non è del tutto sicuro) è quello: pescare dati.

Ha imparato ad usare un paio di strumenti sul web, e quindi incrociando, cianciottando, impapocchiando, sa tracciare con una certa approssimazione quanti utenti visitano un sito e con quali parole chiave ci arrivano. Il problema è che spaccia questa cosa qua per marketing, e così si presenta alle aziende come un mago del web in grado di portare sulla loro pagina, grazie a qualche formula magica e qualche intruglio di SEO, decine di migliaia di clienti. Le aziende spesso gli credono, anche perché in Italia la maggior parte degli imprenditori è convinta che sia una specie di versione moderna della magia nera, e che gli algoritmi siano simili agli incantesimi di una fattucchiera. Lui arriva, li tramortisce con una raffica di termini tecnici tipo “Bisogna tracciare le provenienze tramite Google analytics agganciando i dati cliente e intersecandoli poi con le research.”, e loro gli affidano l’intera campagna marketing, convinti che il miracolo sia vicino.

Il problema è che Lui più che tracciare (forse) gli arrivi non sa fare, perché non ha la più pallida idea, per esempio di come scrivere dei contenuti che attirano i clienti stessi, anche perché, come abbiamo detto, la sua conoscenza della lingua italiana e la sua capacità di scrittura sono quelle di un bimbo della seconda elementare, e neanche dei più svegli. Quindi, dopo mesi, l’azienda si ritrova con una pagina o un sito desolatamente vuoti, perché i contenuti della pagina web sono sempre quelli di mesi prima, a meno che qualche anima pia dell’azienda non ne abbia scritti di comprensibili, e gli utenti, quei pochi che passavano in precedenza, sono nel frattempo scappati, di impatti virali sulla rete non c’è traccia, ma l’esperto evangelist e specialisti è lì, che continua a produrre fuffa e citare statistiche e accocchi tecnologici che solo Lui è in grado di maneggiare con perizia. Peccato che servano solo a misurare il suo fallimento, eh.

Mariangela Vaglio

Insegnante, Blogger e Giornalista, Mariangela Vaglio è nota in rete come “Galatea”. Nel suo blog riflette su costumi, abitudini, vizi e virtù degli italiani in rete. Lo stesso fa per TechEconomy.

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3 Comments

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  2. Gelatino al cioccolato

    03/10/2014 alle 13:59

    Ok, ma se non si fanno nomi e cognomi, si parla di nulla e poi… le competenze della scrittrice, come arrivano al web?

    Articolo condivisibile, ma senza sostanza e strutturato da una persona che ha competenze per valutare nel merito.

    IMHO.

  3. Pingback: Mai visti così tanti evangelisti dai tempi di JC!

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