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Akamai: Italia più connessa ma resta profondo gap con altri stati Ue

Akamai

Akamai  ha pubblicato il Rapporto sullo Stato di Internet nel mondo relativo al secondo trimestre 2014. Basato sui dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, il rapporto offre un’analisi approfondita di dati sullo stato della rete globale. Un’edizione, questa, “delle prime volte”, commenta David Belson che ne ha curato la pubblicazione “Il numero di “prime volte” presente in questa edizione di   lo rende particolarmente interessante. Abbiamo osservato per la prima volta una diminuzione del numero di indirizzi IP unici, la velocità media di connessione a livello globale ha superato la soglia dei 4 Mbps e i clienti hanno notato una diminuzione della probabilità di attacchi DDoS”.

In Italia

Il panorama italiano è fatto, come spesso accade quando si parla di Internet, di chiaro-scuro. In Italia la velocità media di connessione registrata nel secondo trimestre 2014 è di 5,8 Mbps, in aumento dell’11% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Q2 2013). Il picco di velocità media di connessione raggiunto in Italia è pari a 26,4 Mbps, in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q2 2013) e un aumento del 23% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014). Nonostante questi aumenti, l’Italia è però l’unico Paese tra quelli europei a registrare picchi di velocità media di connessione sotto i 30Mbps.

Per quanto riguarda la connettività, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (Q2 2013)  l’adozione della banda larga (>4 Mbps) in Italia è aumentata del 28%, stabilizzandosi al 65%. Purtroppo però anche nel Q2 2014, Italia, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Sud Africa rimangono gli unici Paesi a non registrare tassi di adozione dell’high broadband al di sopra del 10%. Tuttavia nel trimestre in esame, l’adozione di high broadband ha registrato però una crescita del 52% rispetto al trimestre precedente (Q1 2014) e una crescita del 102% rispetto allo stesso periodo del 2013. A oggi il 6,6% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps.

Sul fronte mobile nel nostro Paese la velocità media di connessione mobile si attesta sui 4,7 Mbps con picchi medi di 35,7Mbps e, seppur al 41esimo posto a livello mondiale, con solo il 2,5% delle connessioni a superare i 15 Mbps, l’Italia registra un aumento di oltre il 100% (+106%) rispetto allo stesso periodo del 2013 (Q2) e un +54% rispetto al primo trimestre di quest’anno.

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Nel mondo

Velocità di connessione e connettività broadband: sensibile crescita in Europa
La velocità media di connessione globale è cresciuta del 21% rispetto al primo trimestre, superando per la prima volta la soglia dei 4 Mbps e assestandosi su 4,6 Mbps.
Per il secondo trimestre consecutivo la Svizzera è a primo posto della graduatoria europea con una velocità media di connessione di 14,9 Mbps. Una crescita sensibile rispetto al trimestre precedente è stata osservata in tutti i Paesi europei, dal +7,4% della Francia al +27% della Romania. Notevole anche l’incremento anno su anno, con crescite variabili dal 22% di Italia e Austria al 58% dell’Irlanda. Anche il picco di velocità media ha subito una sensibile crescita rispetto al primo trimestre in tutti i Paesi. Al primo posto compare la Romania con una velocità media di connessione superiore a 60 Mbps, seguita da Paesi Bassi, Svizzera e Belgio con velocità superiori a 50 Mbps.

Il tasso di adozione della high broadband (<10 Mbps) ha continuato a mostrare una forte crescita raggiungendo il 23% grazie all’incremento del 12% durante il secondo trimestre. Tra i Paesi europei, Svizzera, Paesi Bassi e Romania hanno mostrato crescite superiori al 50% e, con l’unica eccezione dell’Italiatutti i Paesi hanno evidenziato crescite superiori al 10%. Variazioni positive trimestre su trimestre nell’adozione della high broadband sono state osservate in tutti i Paesi oggetti dello studio. Il tasso di crescita più alto è stato osservato in Portogallo (+92%), il più basso in Finlandia (+5%),

Globalmente, il tasso di adozione della banda larga (>4 Mbps) è cresciuto del 5,6% trimestre su trimestre, raggiungendo il 59%. In Europa, Romania, Danimarca e Paesi Bassi hanno raggiunto la Svizzera nel ristretto numero di Paesi con un tasso di adozione superiore al 90%. Ancora una volta tutti i Paesi europei hanno raggiunto tassi di adozione superiori al 50%. L’analisi trimestre su trimestre mostra che le variazioni sono sempre state positive ma moderate: solo per Norvegia e Italia la crescita è stata superiore al 10%. La crescita trimestrale più bassa, meno di 1% si è verificata in Gran Bretagna e Francia. 

Adozione del 4K in Europa: Svizzera, Paesi Bassi e Svezia sempre ai primi posti
Dato che per l’offerta di contenuti in 4K (Ultra HD) è necessaria una connessione tra i tra i 10 e i 20 Mbps, nel rapporto sul primo trimestre 2014 è stata introdotta una nuova metrica che misura quanto i vari Paesi siano pronti al 4K, identificando i Paesi che possono sostenere connessioni superiori ai 15 Mbps. I nostri dati non considerano altri fattori quali la disponibilità di contenuti codificati 4K o di televisori e media player abilitati.
Nel trimestre la maggior parte dei Paesi europei aveva più del 10% delle connessioni ad Akamai a velocità pari o superiori a 15 Mbps, percentuale che sale al 25% per i primi tre Paesi: Svizzera, Paesi Bassi e Svezia. Il primo posto spetta alla Svizzera con il 33% delle connessioni già pronte per il 4K. Portogallo e Romania hanno visto la percentuale raddoppiare rispetto al trimestre precedente mentre l’incremento più basso si è avuto in Finlandia (14%). 

Attacchi DDoS (Distributed Denial of Service): diminuzione in Europa

Security appIl Rapporto sullo Stato di Internet di Akamai include anche un focus sugli attacchi DDoS riscontrati dai clienti Akamai. Il numero di attacchi DDoS rilevati nel secondo trimestre 2014 è sceso a 270, in calo rispetto ai 283 rilevati nel trimestre precedente che già aveva mostrato una netta diminuzione rispetto al Q4 2013. Grazie ai due trimestri consecutivi di calo, il numero di attacchi DDoS risulta diminuito del 15% anno su anno. Questa tendenza conferma le conclusioni del Rapporto trimestrale Q2 di Prolexic sugli attacchi DDoS a livello globale, secondo il quale gli attacchi volumetrici (indirizzati ai Layer 1-4) sarebbero aumentati, mentre sarebbero diminuiti gli attacchi applicative (indirizzati ai Layer 5-7).

In Europa la diminuzione è stata del 14% rispetto al trimestre precedente, passando da 57 a 49 attacchi. Per la prima volta da quando Akamai ha iniziato a monitorare questo tipo di attacchi, il numero di client che ha subito attacchi successive è diminuito dal 26% al 18%. Solo due client sono stati colpiti da attacchi DDoS più di cinque volte. Uno solo è stato attaccato sette volte, contro i 17 attacchi del trimestre precedente.

IPv4 e Ipv6: l’Europa rimane leader nell’adozione di Ipv6
Oltre 788 milioni di indirizzi Ipv4 unici in 238 Paesi si sono connessi alla Akamai Intelligent Platform nel secondo trimestre 2014, per la prima volta in leggero calo (-0,9%) rispetto al trimestre precedente. “Una diminuzione sia pure minima è del tutto inusuale nella storia del nostro rapporto”, spiega Belson. “Ma non vediamo ragione per preoccuparsi. Il calo potrebbe essere dovuto al fatto che i provider tendono a preservare lo spazio IPv4 o a una crescita della connessione IPv6 e alla sua adozione da parte di importanti provider. In ogni caso il 69% dei Paesi continua a mostrare una crescita anno su anno del numero di indirizzi IPv4 unici”.

Per quanto riguarda l’adozione di IPv6, il maggior numero di richieste continua a provenire da provider fissi e mobili, capitanati da Verizon Wireless col 50% delle richieste ad Akamai su IPv6. Per altri quattro operatori (Telenet, Brutele, Kabel Deutschland e XS4 ALL) oltre un terzo delle richieste ha avuto luogo su IPv6.

I Paesi europei continuano a guidare la classifica mondiale dell’adozione di indirizzi IPv6, occupando sette delle prime dieci posizioni. I volumi di traffico IPv6 sono più che raddoppiati rispetto al trimestre precedente in Repubblica Ceca e sono cresciuti di oltre un terzo in Belgio. In Romania e Germania, invece, i livelli di adozione sono diminuiti rispetto al primo trimestre, con un calo del 25% in Germania. Ciò è però dovuto a un forte aumento delle richieste Ipv4 che si traduce in un calo del traffico IPv6 in termini percentuali.

 

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