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Ad #Innofare con @CnaNext: l’innovazione tra PA, competenze, formazione e luoghi di lavoro

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Confrontarsi sui temi dell’innovazione grazie a nove tavoli di approfondimento che vedranno esperti afferenti diversi interessi e discipline discutere e confrontarsi a 360° su: artigianato nell’era del digitale, prospettive dell’internet of things, passando per e-Commerce, Mobile Payment, crowdfunding, e-gov , formazione, competenze digitali e credito. E’ il CNA NeXT Innofare che si terrà il 4 e il 5 ottobre 2014 all’interno della , una due giorni che vuole essere momento di contaminazione tra discipline ed esperienze innovative a tutto tondo delle imprese.

PA e e-government sono argomenti su cui, chi decide di fare impresa, si trova preso o tardi a fare i conti e si tratta di conti non piacevoli: è sotto gli occhi di tutti che le promesse di semplificazione attraverso l’innovazione e il digitale sono state mantenute solo in parte. Il tavolo “E-gov: usare il digitale per semplificare i rapporti con la PA e accrescere la competitività delle imprese” moderato dal nostro Ernesto Belisario, ha l’obiettivo di analizzare cosa ha funzionato (e cosa no) nel processo di digitalizzazione del settore pubblico e di elaborare proposte concrete su come utilizzare le tecnologie per semplificare i rapporti con la PA, aumentare la competitività delle aziende e, perché no, per semplificare la vita di imprenditori ed artigiani. “Il settore pubblico – spiega in una intervista – può essere driver di innovazione per l’intero Paese. Il digitale, se correttamente coniugato, infatti, fa rima con semplificazione (e quindi riduzione degli oneri a carico delle imprese) ed attrazione degli investimenti (è difficile che investitori non italiani accettino i bizantinismi che, ancora oggi, la nostra PA richiede). Compito del tavolo #egov sarà proprio cercare di capire dove si può intervenire fin da subito, anche senza la necessità di modifiche normative. Magari provando ad individuare buone prassi da replicare per raggiungere l’obiettivo più velocemente.”

E il ruolo delle istituzioni nei processi di innovazione del Paese è al centro del tavolo moderato da Armando Prunecchi, Direttore Divisione Organizzazione e Sviluppo Sistema CNA): “Rappresentanza 2.0: attori vecchi e nuovi e ruoli in evoluzione“. “Le istituzioni giocano un ruolo importantissimo – spiega – ma devono fare una scelta radicale: preferire il merito alla fedeltà, con i dipendenti con gli interlocutori. Questa sarebbe la vera innovazione, il merito migliora processi e prodotti, la fedeltà livella sempre in basso perché non ha alternative.” E ancora: “Le istituzione dovrebbero avere una compliance con le strutture private che mostrano merito, quelle che curano la formazione e mettono al centro il loro interlocutore, sia cittadino o imprenditore.”

E formazione è la parola chiave su cui ruoterà il tavolo moderato dal giornalista Walter Passerini: Il profilo dell’artigiano nell’era digitale: la sfida della formazione”.  La riflessione partirà da un dato di fatto, illustrato dallo stesso Passerini: “In Italia si fa pochissima formazione aziendale, nonostante una mole di risorse stabilite dalla legge della formazione continua. Si tratta di mettere a regime le risorse secondo un piano che tenda a rendere “obbligatoria” la formazione aziendale. Le piccole imprese e gli artigiani sono spesso fuori dal sistema formativo. Si tratta di reincluderli, anche con agevolazioni, a partire dai contratti di apprendistato. Andrebbe realizzata una permanente indagine sui fabbisogni, stimolando l’offerta di contenuti.” D’altra parte non c’è scelta: “Se un’azienda vuole essere competitiva deve puntare sulle competenze. La stessa competizione è guerra delle competenze. Da notare che tutte queste parole hanno la stessa radice: cum-petere, che vuol dire tendere insieme verso lo stesso obiettivo. La formazione diventa quindi una leva fondamentale, perché valorizza le persone e i processi e da questa via le imprese stesse.”

Parte della valorizzazione delle risorse, infine, passa anche per i luoghi di lavoro, di cui parlerà Francesco Bombardi, Direttore Scientifico FabLab di Reggio Emilia, nel tavolo Innofare intitolato “Dalla bottega al FabLab: i nuovi luoghi del lavoro”. In realtà, spiega Bombardi, non c’è distinzione tra nuovi e vecchi luoghi del lavoro “Non esiste estinzione ma cambiamento e, nel cambiamento, trovo che comunque ci siano delle costanti che accomunino vecchi e nuovi luoghi del lavoro: per esempio la stretta dipendenza tra efficienza e qualità degli spazi di relazione.” Il FabLab diventa quindi: “un’officina aperta al pubblico che mette a disposizione strumenti e competenze per chiunque voglia realizzare le proprie idee sottoforma di prototipo. È una rete, un sistema di laboratori che scambiano conoscenza, condividono uno statuto e dei codici che sono gli stessi per tutti: le stesse macchine, la stessa filosofia, gli stessi ambiti di ricerca che sono, ad esempio, stampanti 3D, elettronica, macchine a controllo numerico, tutte in una versione “safe”, cioè sicura, utilizzabili anche da un pubblico non esperto.”

Si tratta di un piccolo assaggio di quanto accadrà in alcuni dei tavoli previsti dal Innofare: ulteriori informazioni sui tavoli e per come fare a prenotare la propria partecipazione sono disponibili qui e sulla Pagina Facebook dell’evento.

 

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