Market & Business

Schmidt ammonisce l’Europa: serve mercato unico

Eric Schmidt

Con questo documento, dal titolo esplicito, “Abbracciare una nuova era digitale in Europa”, Eric Schmidt propone le sue idee su come “abbassare l’elevato tasso di disoccupazione europea grazie all’innovazione dirompente“. Per il Ceo di , innovare non è mai un processo facile, richiede coraggio di sperimentare e di portare avanti nuove idee. “L’Europa è stata sempre all’avanguardia su questo fronte: radio, tv e gli standard per i cellulari di seconda generazione, i Gsm hanno avuto tutti origine in Europa. Ma i successi del passato – osserva – non assicurano che la grande tradizione dell’innovazione europea continui”.

Per questo è necessario un vero mercato unico digitale, che dia agli imprenditori europei “gli incentivi a investire e ad agire su un livello globale con maggiore velocità”. Per Schmidt, “bisogna mettere in campo una significativa volontà politica per sostenere i cambiamenti e garantire il successo delle startup europee”. Per cui è arrivata l’ora di agire, perché la passività “potrebbe mettere a rischio l’economia europea”. Quindi, il capo di Google sottolinea che tutto ciò richiede una forte leadership. E con l’occasione loda le parole della commissaria Neelie Kroes quando protestò contro la sentenza della Corte belga contro il servizio di taxi online Uber. “All’epoca twittò: ‘Non possiamo affrontare queste sfide ignorandole, o facendo scioperi, o tentando di mettere al bando queste innovazioni, come se non esistesserò”.

A giudizio di Schmidt, il mercato unico digitale potrebbe far incrementare il Pil europeo almeno del 4% entro il 2020 e generare sino a 250 miliardi di euro di crescita aggiuntiva. “Se venissero rimosse le barriere regolamentari – scrive il capo di Google – le startup potrebbero raggiungere direttamente mezzo miliardo di consumatori europei, un mercato più ampio di quello americano, dove le aziende tecnologiche hanno l’abilità di realizzare i loro obiettivi prima di espandersi al livello internazionale”. “Se la nuova Commissione riuscirà a introdurre queste riforme – conclude – l’Europa giocherà un ruolo di leader nell’economia digitale globale e sarà un posto migliore dove lavorare e vivere”.  

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