Analogical side

Responsabilità sociale ai frutti di mare

Voiello da usare

Ma perché uno che ama profondamente gli spaghetti si deve trovare a fare una mezza crociata contro un succulento piatto della sua gastronomia? Adesso vi racconto perché una forchettata di pasta crea le condizioni di una rissa con due turisti ubriachi e mi manda il pranzo per traverso. Succede a Roma, Trinità dei Monti.

Voiello da usareUna pasta indigeribile. “Bene, stanno levando il cantiere intorno alla Barcaccia” dico al mio amico Antonio mentre tiro fuori l’Iphone per immortalare il ritorno a noi della navicella di Bernini, dopo l’ennesimo restauro. Mentre giro e rigiro l’attrezzo cercando lo sfondo della scalinata, mi trovo a inquadrare il ponteggio intorno alla chiesa di Trinità dei Monti, sul quale troneggia una… succulentissima forchettata di spaghetti con crostaceo. Al dente, come suggerisce l’head line del mega poster: “Voiello, lo senti”. Una magnifica organolettica dose di goduria gustativa che fa da sfondo all’obelisco sallustiano e stravolge l’atmosfera del luogo, come se la scalinata stesse lì per favorire l’ascesa mistica verso l’alimento nazionale. Mi giro verso Antonio e devo avere la stessa espressione di Qui, Quo e Qua quando si chiedono: “Vedi anche tu quello che vedo io?” Ma Antonio è impassibile, guarda la performance di Voiello rapito. Anzi attonito. Poi muove le labbra senza che esca suono, ma il labiale è preciso: E che ca…!! Il play back si ripete altre due volte. Ora, voi non lo sapete, ma Antonio pubblicitario è, e molto conosciuto anche. E tutti e due non siamo per niente contrari al finanziamento dei restauri tramite la pubblicità. Tutt’altro! Ma la visibilità del brand e il consenso dei consumatori in un luogo del genere si cercano attraverso strade molto diverse dagli standard della comunicazione di prodotto. Potrebbe articolarsi intorno al concetto che “Voiello alimenta la bellezza”, o qualsiasi altra formula che ne sottolinei la responsabilità sociale evitando le succulenze unte di un visual del tutto fuori contesto. Intendiamoci: è efficace il visual e buona la parte testuale: sulla carta stampata, nei punti vendita, in Tv, sul Web quello scatto in macro funziona bene. Ma in cima alla scalinata di Trinità dei Monti, come sfondo dell’obelisco, a chiusura di una delle prospettive più magiche di Roma… è semplicemente e letteralmente fuori luogo: stona e stride. E non si digerisce.

Questioni di stile. Ovviamente è fotogratissima la scalinata, come sempre. Ma la prospettiva con la chiesa avvolta dalla pubblicità della pasta Voiello… di più. Soprattutto dai turisti. Un tedesco sventola sotto il naso dei passanti l’Ipad con la foto dell’obelisco al tonnarello, urlando “Very Italian Style, very italian…” con una grassa risata strafottente. Il suo amico, con birra in mano intanto canticchia “pasta Foielo very italian, Foielo is Italy, Foielo…” mentre ciondola in precario ed etilico equilibrio. La tentazione di spingerlo, appena un po’!, e fargli scendere in maniera più veloce la celebre scalinata, è forte. Confesso.

Scendo io invece a fotografare dal basso: qualcosa dovrò pur tentare di fare contro ‘sta cosa! Scatto una due, tre volte e mi sembra che anche l’obelisco sia irritato. Mi guardo intorno, Antonio è sparito. Ma intanto il secondo tedesco è in terra: non so come e perché, ma è successo! Il suo compagno cerca di evitare che, tra rutti e conati, si tagli con i vetri della bottiglia rotta; intorno un odore acido, di birra e non solo. Lo so che poi a mente fredda me ne vergognerò, ma non resisto. Mi avvicino, richiamo l’attenzione di quello più sobrio che poco prima sventolava l’Ipad e con l’aria più melliflua e pensierosa che posso, scandisco: “ Very german style, very german…! But can i help you, my Lords?” Non la prende bene, mi urla qualcosa, stavolta in tedesco, ma ha già i suoi problemi con la polizia locale che si è decisa a intervenire.

Voiello, ci hai pensato a che deleteri stereotipi nazionali stai rafforzando all’estero, o ti è sembrata questa visibilità grassa una splendida occasione per il prossimo lancio… chessò di… “fusilli dell’Obelisco”, “tonnarelli Trinità”, “mezzemaniche Bernini”, “gli ziti santi”…

Tweet e polemiche. Devo andare di corsa a un impegno di lavoro. M’invento l’hashtag , aggiungo la foto e twitto. Faccio voiello levalaancora a tempo a richiamo l’attenzione, in dm, di un gruppetto di amici, spengo ed entro nella riunione. Quando riaccendo, la rete si è appassionata anche perché un nugolo d’influencer (@Woork, @lddio, @Comeprincipe, @LaPausaCaffé…) è sceso in campo: i favorevoli alla mia tesi sono decisamente la maggioranza, ma c’è una tenace minoranza che sostiene la causa Voiello. Spesso sulla base di un equivoco: che sia una campagna ideologica contro il finanziamento dei restauri da parte dei privati. Chiarisco, e spesso c’intendiamo. Lascio perdere i casi dove l’intenzione rissosa mi sembra prevalere sul merito, mentre @gplexousted non rifiuta gladiatorie sfide a nessuno. Sempre generoso Giampiero!

Alterno lavoro e incursioni su Twitter. A sera due miei ex studenti mi avvertono che la cosa dilaga anche su Facebook e Instagram e che @Corriereit s’è impadronita della foto e del problema. Sono parecchio irritati della mancata corretta attribuzione della campagna. Gli spiego che l’importante è che il Corriere contribuisca a fare rimbalzare il problema e quindi… dobbiamo ringraziarlo piuttosto! E lo faccio, con un minimo sindacale d’ironia.

voiello levala 3

Due domande. E @Voiello? Tace, semplicemente tace. Anzi si assenta proprio da Twitter. E il sindaco di Roma, che ho chiamato in causa con un tweet raccogliendone l’invito alla “partecipazione civica”? Tace, anche lui. Certo si può chiamare in causa anche la Soprintendenza e chissà quanti altri uffici competenti… ma lo stanno già facendo altri. Io che sono un inguaribile ottimista faccio un paio di domande a un marchio storico come Voiello. E prima ancora al marchio storico Barilla, visto che Voiello è una partecipata:

  • Non è il colmo per una pasta essere di cattivo gusto?
  • Se destinare budget della pubblicità al finanziamento di un restauro è responsabilità sociale, lo è ancora dopo che l’hai condita ai frutti di mare lasciando che spanda i suoi umori sull’arte e sulla storia?

Scontato l’appello finale: #VoielloLevala!

Marco Stancati

Marco Stancati

Oggi consulente per la comunicazione d’impresa, formatore, curatore d’eventi. Ieri manager aziendale, docente alla Sapienza di Roma (comunicazione Interna e Pianificazione dei Media), direttore responsabile di periodici. Da sempre buon nuotatore, da otto anni plurinonno e discreto fotografo. Da analogico che vive quotidianamente la fantascienza del digitale, scrive di fenomeni coinvolgenti, di motivante umanità e di ordinaria disumanità.

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