Market & Business

Facebook vale 200 miliardi di dollari e supera le “vecchie” Oracle e Ibm

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batte Toyota e Coca-Cola e supera, per la prima volta, i 200 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Il che, sostiene il Financial Times, fa si che la creatura di Mark Zuckerberg, abbia superato per valore i big della vecchia tecnologia, come Oracle, Ibm e Intel. Una corsa, quella di , spinta dall’attività video, che consente alle aziende uno strumento in più per pubblicizzare i loro prodotti sul social network, la cui app è la più popolare sugli smartphone, siano questi Apple o Samsung.

L’analisi del FT sottolinea come il boom dei titoli Facebook rappresenti la promozione di Zuckerberg, sul quale all’inizio erano stati sollevati dubbi sulla sua capacità di poter guidare un gigante come Facebook. Invece Zuckerberg è riuscito a spazzare via i dubbi e la sua strategia gli ha consentito di portare Instagram e WhatsApp nella galassia Facebook. Il boom di Facebook è più veloce di quello di Google che, sbarcata in Borsa nel settembre 2004, ha raggiunto i 200 miliardi di dollari di capitalizzazione nell’ottobre 2007 per poi crollare, come il resto del mercato, nel 2008. Google ha poi rivisto tale soglia solo alla fine del dicembre 2009. Negli ultimi due anni la valutazione di Google è salita del 75%, quella di Facebook del 330%.

A meno di due anni dallo sbarco in Borsa a 38 dollari per azione, uno sbarco da molti definito disastroso e che aveva fatto impensierito mercati e investitori,  i titoli Facebook valgono ora 77,89 dollari, per una valutazione di mercato di oltre 200 miliardi di dollari, la metà di quanto vale Google (400,4 miliardi di dollari). Mountain View e Facebook sono acerrime nemiche nella raccolta pubblicitaria online e si contendono la corona di destinazione più popolare sul web. Nei trimestri più recenti, i ricavi di Google sono stati quattro volte quelli di Facebook, ma il social network cresce a una velocità doppia, il 61%. “La disciplina finanziaria di Facebook è superiore a Google” afferma Brian Wieser al FT, analista di Pivotal Research, sottolineando che Facebook può contare su molti fattori che fanno da traino a una crescita rapida dei ricavi e degli utili, “una cosa che Google non ha”.

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