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Google investe ancora nei computer quantici: accordo con Università California

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ha annunciato il rinnovo del suo impegno verso i computer quantici, ovvero dispositivi per il trattamento ed elaborazione delle informazioni che per eseguire le classiche operazioni sui dati utilizza i fenomeni tipici della meccanica quantistica. E’ la stessa azienda ad annunciare che John Martinis dell’Università della California – Santa Barbara, e parte del suo team si uniranno a Google per lavorare su un nuovo progetto legato a processori quantici e intelligenza artificiale.

Un computer quantistico, o quantico, ha come unità minima il “qubit” che, a differenza del bit che può assumere i valori 0 e 1, può anche essere la sovrapposizione quantistica di questi, permettendogli di svolgere calcoli legati alla probabilità in tempi estremamente minori dei computer tradizionali. Si tratterebbe quindi di una vera e propria rivoluzione.

Quello di Google è il secondo “sforzo” del colosso che ha da tempo mostrato interesse per l’informatica quantistica. E ‘stata una delle poche aziende, ad esempio, ad acquistare con la NASA il costoso computer quantistico D-Wave della D-Wave Systems (l’unica azienda a commercializzarne), anche quando non era ancora chiaro se e come avrebbe funzionato. Un device che secondo la casa madre è 35.000 volte più veloce di un computer ordinario ma su cui sono in molti, ancora oggi, ad essere scettici.

Dal 2013 Google ha anche lavorato con la NASA e l’Università Space Research Association come parte di un progetto, il “Quantum Artificial Intelligence Lab”. La collaborazione con Martinis non annulla il precedente accordo con la D-Wave: Hartmut Neven di Google ha confermato che la sua azienda continuerà comunque a collaborare con gli scienziati D-Wave e a utilizzare il suo computer quantistico presso il laboratorio NASA.

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