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Banda larga, wifi e mobile per la scuola digitale presentata dal Governo

digital school

per il futuro dell’educazione in Italia. E’ questo quanto emerge dalla proposta fatta dal Governo all’interno del piano “” così come descritto nelle linee guida “La Buona scuola”, pubblicate online sito passodopopasso.italia.it. Un insieme di 12 punti programmatici che mirano a innovare e migliorare la scuola italiana con le tecnologie che dovrebbero giocare un ruolo fondamentale.

“Ad oggi solo il 10% delle nostre scuole primarie, e il 23% delle nostre scuole secondarie, è connesso ad Internet con Rete veloce – si legge nel documento – Le altre scuole sono connesse a velocità medio-bassa, ma con situazioni molto differenziate”. E ancora: “Quasi in una scuola su due (46%), la connessione non raggiunge le classi e quindi non permette quell’innovazione didattica che la Rete può abilitare”. Per superare questa condizione il Governo annuncia banda larga veloce, WiFi per classe e dispostivi mobili per la didattica in tutte le scuole italiane anche facendo ricorso alle logiche BYOD che punterebbero sull’uso dei device personali degli alunni per portare avanti la didattica. In analogia con quanto accade sempre più frequentemente nel mondo del lavoro.

Ma per realizzare questa “visione”, parola che compare spesso nel documento, il Governo fa un appello e chiede uno “sforzo collettivo, un’iniziativa nazionale di co-investimento”, “in sinergia tra risorse nazionali, regionali e private” che Renzi e l’esecutivo vogliono ” promuovere nel paese entro la fine dell’anno”. Coerentemente con questo il Governo pensa a piani straordinari di collettività delle aree interne per raggiungere, di concerto con le regioni, i centri più piccoli e remoti con le scuole “madre” attraverso la connettività di rete. A supporto degli investimenti privati, la riforma prevede il ricorso a bonus fiscali, in particolare allo school bonus, alla school guarantee e al crowdfunding.

 

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