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Telco e servizi a valore aggiunto

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La forte pressione competitiva, accentuata dal protrarsi di una difficile situazione congiunturale che spinge a contenere i budget dei clienti finali, continua a generare degli effetti deflazionistici sulle componenti più tradizionali dei servizi di telecomunicazioni, da quelli vocali fino alla connettività, trasformandoli sempre di più in pure commodity. Il recente esito della gara per i servizi di connettività pubblica, con ribassi superiori al 90%, ne è forse l’esempio più lampante e definitivo.

telcoNel segmento di mercato delle grandi aziende, la risposta degli operatori passa da un continuo incremento delle prestazioni (velocità, ma non solo), ma anche da soluzioni più strutturali  che prevedono un riposizionamento di mercato e una conseguente riconfigurazione dell’offerta da servizi di base a servizi gestiti, ovvero soluzioni a maggiore valore aggiunto. In altri termini, gli operatori, facendo leva sui loro asset distintivi, a cominciare dal pieno controllo della rete di comunicazione, si candidano ad offrire dei servizi End to End, con garanzia dei più elevati livelli di servizio. Inizialmente, le componenti che si sono aggiunte alla connettività sono rimaste nell’alveo dei  servizi di rete, dalla sicurezza al governo delle diverse componenti delle infrastrutture tecnologiche dei clienti. Attualmente, anche grazie all’affermazione del paradigma del cloud computing, l’ambizione va però oltre gli aspetti infrastrutturali e si spinge verso le piattaforme architetturali, fino agli aspetti applicativi, entrando, quindi, sempre di più nel core business dei clienti finali e in particolare nei nuovi processi di digitalizzazione, ripercorrendo una strada che gli informatici ed i system integrator hanno intrapreso da oltre un decennio.

Non a caso, uno degli slogan più efficaci per differenziarsi dai diversi concorrenti dell’ecosistema ICT è stato quello di fare riferimento al “cloud con la rete dentro” utilizzato da Telecom Italia.

Per concretizzare questo nuovo posizionamento gli operatori stanno investendo lungo tre direttrici. La prima è quella è più affine al business delle telecomunicazioni e consiste nel potenziamento e/o ammodernamento dei data center, la seconda nell’allargamento con soluzioni a portafoglio per i servizi cloud, la terza nella definizione/rimodulazione delle partnership per garantire delle offerte chiavi in mano, ovvero una risposta alle richieste sempre più business oriented e meno tecnologiche dei clienti.

Sullo sfondo rimangono i nuovi investimenti infrastrutturali nelle reti di nuova generazione, che vogliono rappresentare un ulteriore elemento abilitante e di differenziazione nel governo delle diverse leve tecnologiche.

 telcoPer quanto riguarda i singoli operatori, negli ultimi anni Telecom Italia ha investito risorse importanti per lo sviluppo dell’offerta “Nuvola italiana”, che oggi è definitivamente integrata con il portafoglio “Impresa Semplice” specificatamente dedicato alle Piccole e Medie Imprese. Come spesso accade nell’apertura di un nuovo mercato, gli investimenti in comunicazione generano poi un beneficio per l’intero ecosistema, rafforzando la figura dei in generale.

Gli altri operatori non stanno naturalmente a guardare, a cominciare da Fastweb, che nelle grandi gare, pubbliche e private, governa uno spettro sempre più ampio di servizi. BT, forte dell’esperienza fatta nel Regno Unito e nelle sue attività internazionali, ha intrapreso prima di altri la strada della convergenza con l’IT e il suo portafoglio va dai più tradizionali servizi di rete agli IT services, fino ai servizi professionali e soluzioni applicative come il CRM. Wind e Vodafone mantengono, per il momento, un approccio più selettivo, ma anche in questo caso è evidente la ricerca di nuove forme di valore aggiunto, a cominciare dalle nuove opportunità provenienti dalla business apps.

In questo scenario,  sono destinati a modificarsi i confini stessi dell’ecosistema ICT, con la comparsa di modalità di co-opetition sempre nuove tra Telco, system integrator e i grandi attori del mondo informatico, non ultimi gli Over The Top.

Nei nuovi processi di digitalizzazione, sia pubblici che privati, gli operatori di telecomunicazioni sono definitivamente attori protagonisti.

 

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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