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Apple contrattacca: diamo lavoro a 629 mila persone in Europa

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Centinaia di migliaia di posti di lavoro creati in Europa grazie all’innovazione applicata all’ecosistema delle app: in totale sarebbero 629.000, di cui 497 mila ricollegabili al mondo dell’App Store, 132mila quelli direttamente o indirettamente supportati da , 116mila i posti creati da altre imprese per effetto della crescita della compagnia e, infine, 16.ooo impiegati da Europa. Sono questi i numeri dell’impiego targato nel vecchio continente comunicati dal colosso in queste ore.

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La divulgazione di cifre tanto importanti in un periodo assai critico dal punto di vista occupazionale per l’europa, dà ad Apple anche l’opportunità di sottolineare la rilevanza del suo business non solo in termini di impiego, ma anche del suo ruolo nella complessiva rivoluzione che ha preso il nome di . “Con più di 1,2 milioni di applicazioni e oltre 75 miliardi di download, l’App Store ha creato un nuovo settore: quello della progettazione e sviluppo di App iOS” spiegano. “Da quando abbiamo dato il via alla rivoluzione delle app nel 2008, circa 500.000 posti di lavoro sono stati creati in Europa che sono direttamente attribuibili all’ App Store. Dei più di 20 miliardi dollari che gli sviluppatori hanno guadagnato dalle vendite su App store in tutto il mondo, 6,5 miliardi dollari sono andati a sviluppatori europei. Questa crescita di posti di lavoro per programmatori, sviluppatori, imprenditori,  non sarebbe esistita senza l’innovazione e la tecnologia di Apple.”  E sempre sul fronte sviluppatori, dei  280mila gli sviluppatori totali iscritti in Europa, in Italia sono 20.900, quarta dopo il Regno Unito con 61mila, la Germania che ne conta 52mila e dopo la Francia con 30mila. Classifica quasi del tutto sovrapponibile a quella del numero dei dipendenti Apple nei vari stati: primo il Regno unito con 5.000 dipendenti, 4.000 in Irlanda, 1.600 in Germania, 1.800 in Francia e 1.300 in Italia.
Ma il sistema Apple fa bene non solo agli sviluppatori ma anche ai fornitori di Cupertino che sono circa 4.500: “Queste aziende svolgono un ruolo significativo nella nostra capacità di fornire prodotti stupefacenti, servizi ed esperienze per i nostri clienti in tutto il mondo ogni giorno.”

La disamina non termina qui: a supporto della centralità dell’economia delle app per il vecchio continente, Apple cita dati elaborati ad hoc da Analysis Group secondo cui nel 2014 l’economia globale della app dovrebbe fornire 16,5 miliardi dollari di ricavi al PIL dell’UE, e questo contributo sta crescendo a un tasso del 12% annuo. A livello globale, l’economia delle applicazione aggiungerà una cifra stimata tra gli 86 miliardi dollari di ricavi al PIL mondiale nel 2014.

Numeri, quelli comunicati dal colosso, che assomigliano a un duro monito per ricordare quanto conti, e quanto pesi, sulle casse e sull’occupazione di tutti gli Stati, il business della Mela. In tempi di condanne e processi ai colossi hi-tech d’oltreoceano, che in Italia hanno colpito la stessa Apple nella discussa polemica con Siae sull’equo compenso per copia privata,  è questo un avviso, neppure troppo velato, all’Europa?

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