Legal & Digital Rights

Boldrini: “Rete bene comune per natura”, più attenzione a donne e minoranze

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 “La Rete è un bene comune per natura“. Lo ha dichiarato la presidente della Camera, , in occasione del “Dal Net Mundial in Brasile all’Internet Governance forum in Turchia. Un lungo viaggio verso una nuova governance di Internet” e sottolinea alcuni nodi  difficili e sui quali occorre una riflessione di ampio respiro, come il diritto all’informazione, alla privacy e all’oblio. Occasione, quella del convegno, anche per annunciare che il 28 luglio si riunirà la Commissione di studio “per elaborare principi e linee guida in tema di garanzie, diritti e doveri per l’uso di Internet”, promossa dallo stesso presidente della Camera. Della Commissione faranno parte i deputati più attivi nel campo dell’innovazione tecnologica, più una serie di studiosi ed esperti, tra i quali ad esempio il professorStefano Rodotà, e poi operatori del settore e i rappresentanti delle associazioni.

Un pensiero in particolare deve essere rivolto soprattutto alle persone che in rete hanno più difficoltà a difendersi. “Occorre prestare attenzione soprattutto a “minoranze e a quei gruppi sociali che talvolta in rete sono sottoposti ad attacchi tali da indurli ad abbandonare il campo. E le donne spesso oggetto di insulti sconci e di minacce a sfondo sessuale. Come far sì che quello sia davvero uno spazio accessibile a tutti e non un dominio dei violenti?“.

Sono interrogativi estremamente complessi – fa il punto la presidente della Camera – che ci mettono davanti a scelte di rilevanza strategica per le nostre società. E perché le risposte siano corrette è importante che siano elaborate con il metodo giusto. Le possiamo dare coinvolgendoci tutti in uno scambio, accrescendo la nostra consapevolezza e la volontà di essere ‘cittadinì e non solo ‘utenti della rete. Veri e propri cittadini digitali con diritti e doveri. Sarebbe una follia prendere decisioni riguardanti la Rete, bene comune per natura, senza assicurare la partecipazione più vasta possibile“.

La cittadinanza digitale diventa quindi la risposta più efficace per aumentare la nostra consapevolezza di “cittadini” più che di semplici “utenti”: “siamo convinti che grazie agli strumenti offerti da internet le nostre democrazie possano trovare nuovo impulso. Convinti che passi anche per questa via la possibilità di ridurre la distanza che oggi fa sentire così lontane le Istituzioni. Convinti che la cittadinanza digitale rappresenti la nuova grande opportunità di rinnovamento civico del nostro tempo: per una società senza frontiere, più aperta, più giusta, più inclusiva“.

Stefania Carulli

Stefania Carulli

Stefania Carulli è consulente per la formazione. Dal 2009 al 2013 si è occupata di master post lauream e di corsi di aggiornamento per i dipendenti della P.A. E’ dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione alla Sapienza, Università di Roma, con una tesi sull’impatto della cultura partecipativa del web sulle dinamiche associative del volontariato organizzato.

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