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Elio Catania: con l’Agenda digitale “in gioco un punto di Pil all’anno”

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Attuare l’Agenda digitale vuol dire guadagnare in termini di competitività e non solo: “c’è in gioco un punto di Pil all’anno e la competitività di tutto il sistema paese” e “non basta indicare l’elenco di ciò che serve. Bisogna passare alla fase operativa, con l’impegno della classe dirigente, pubblica e privata“. Lo dice , presidente di Confindustria digitale in un’intervista al Sole 24 Ore su Digital Venice. “Ormai – spiega – l’equazione più investimenti in innovazione digitale, più produttività, più competitività e quindi più crescita è un fatto assodato. Siamo difronte alla sfida di una trasformazione epocale di modelli amministrativi, istituzionali, politici e di business”. Quindi, osserva, “serve uno scatto in avanti. Solo il 5% delle aziende italiane vende on line, contro il 14% della media europea. Nella Pa solo il 21% dei rapporti con i cittadini avviene attraverso la rete, contro il 41% europeo“. E questo, dice, “è bassa competitività di sistema: vuol dire aziende che crescono di meno e una Pa non efficiente. I nostri investi menti sono 25 miliardi di euro in meno all’anno rispetto alla media europea, arriviamo al 4% rispetto al Pil contro il 6% Ue”. 

Le dichiarazioni di oggi si sommano a quelle rilasciate ieri nel contesto dell’evento istituzionale con Matteo Renzi e Neelie Kroes. Elio Catania aveva espresso soddisfazione per la Venice Declaration “una dichiarazione di leadership e di impegno. Condividiamo – ha aggiunto –  l’idea che la produttività e la crescita in Ue possano essere rilanciate solo attraverso un uso pervasivo delle tecnologie digitali in tutte i settori dell’industria e delle istituzioni. Trasformazioni e cambiamenti possono essere attivati solo attraverso una politica economica incentrata sulle tecnologie. Governi e Ue devono svolgere questo ruolo con uno straordinario e senza precedenti grado di passione ed energia, cioè di leadership.”  Spazio anche alla questione attuazione, fattore non di secondaria importanza per Catania: “La vera sfida che si affianca alla Venice Declaration, è come raggiungere questi obiettivi. Per questo l’imperativo è l’ “execution”, per far in modo che la visione e le priorità scendano sul terreno della concretezza.    

 

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