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AT&T: il Byod non è solo problema di device, ma di data management

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Il fenomeno del , per il quale nelle imprese si assiste sempre di più all’uso da parte dei dipendenti di personali per accedere a dati e informazioni di lavoro, sta segnando il passaggio “da aziende sino ad ora impegnata ad avere il controllo completo sui device utilizzati, a imprese che devono attivarsi nel settore del data management.” A sostenerlo è Mike Troiano, VP del comparto su soluzioni mobili avanzate del colosso americano .  E che il Byod rappresenti una possibile criticità lo dimostrano i molti dati sul tema: una recente indagine Oracle mostra come il 44% delle imprese Ue sia essenzialmente contrario al Byod temendo per la sicurezza. Altro tema complesso legato al Byod è quello dei tempi di lavoro che cambiano con l’avvento delle tecnologie: secondo Troiano in futuro i dipendenti potrebbero chiedere un compenso quando accedono al “lavoro” fuori dagli orari definiti.

Il colosso della telefonia, prova a rispondere con una soluzione che, se da una parte evidenzia il lento potenziamento della presenza AT&T nel mercato delle applicazioni, dall’altro prova ad offrire una soluzione. Si tratta di Toggle, un sistema che, installato sui device, consente ai dipendenti di avere uno spazio completamente separato sul proprio dispositivo mobile  dedicato all’uso lavorativo. In questo modo, il datore di lavoro può controllare e monitorare i dati di suo interesse sul dispositivo, senza mai fare confusione con le informazioni personali del dipendente che risiedono nella parte privata dello strumento. Correttamente configurato, la app stabilisce una VPN sicura e Toggle fornisce anche un piano telefonico separato per uso lavoro in modo da segnare chiaramente i confino di utilizzo dello stesso.

La soluzione della AT&T è uno dei primi passi compiuti per rispondere ai problemi di sicurezza che possono generarsi in caso di accesso a dati e informazioni di lavoro attraverso connessioni non sicure: l’applicazione permette di lavorare su cloud escludendo completamente la possibilità, anche accidentale, di salvare dati rilevanti su smartphone o tablet personali.

 

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