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Quando si dice vacanze. Turismo accessibile fra proposte di nicchia e business da esplorare

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Le mète sono pronte: gli alberghi preparano le stanze e lucidano piatti e bicchieri, i ristoratori stanno affinando le ricette, i receptionist di ogni latitudine del mondo sono ai blocchi di partenza: i vacanzieri stanno arrivando. Se è vero che sempre di più si parte per un po’ di relax anche in momenti dell’anno diversi, quando si dice vacanze la stagione per eccellenza resta ancora per i più proprio l’estate, anche per il modo in cui tutto un sistema organizzativo, sociale e produttivo, si è ormai organizzato.

All’inizio di questa nuova, e auspicabilmente bella stagione, TechAbility@work esplora il mondo delle vacanze per illustrare quali possibilità di turismo accessibile ci sono in giro, ma anche per capire meglio se fra gli ospiti attesi – e dunque nella proposta di vacanze fruibili in autonomia – ci sono le persone con . Perché qualora così non fosse, può purtroppo capitare che siano percepiti o accolti come “ospiti inattesi” che mettono alla prova in modo imprevisto gli spazi, i servizi di ristorazione, la predisposizione delle stanze, la progettazione architettonica e sensoriale delle strutture e dei servizi, i percorsi pedonali, i mezzi di trasporto fruibili, le informazioni turistiche disponibili in modo accessibile (magari anche multimediale così da personalizzarne col proprio ausilio informatico, se si usa, l’opportunità di fruirle).

Dunque, val la pena capire se nel momento in cui una prenotazione proviene da una persona con disabilità tutto è pronto per accoglierla o se invece ancora qualcosa va migliorato, preparato, formato, tenuto in debito conto: aspetti, questi, che mettono a fuoco una dimensione professionale ancora piuttosto nuova, e dunque implementabile, nel settore del turismo.

Partiamo dunque proprio da questo aspetto: quali “ability” devono essere a lavoro per preparare, ideare, organizzare e proporre una vacanza in cui l’accessibilità sia un requisito di accoglienza? Prima di ogni cosa occorrerebbe partire dalla capacità di pensare e allestire un’informazione che sia disponibile nel senso più ampio del termine: distribuita quindi in modo multipiattaforma, naturalmente anche on line così da raggiungerla in remoto, il più possibile dettagliata e profilata su diverse esigenze di mobilità e fruizione.

Accessible-Tourism-Per fare degli esempi concreti, per chi si muove con l’ausilio di una sedia a ruote o ha difficoltà di deambulazione autonoma è importante poter disporre di “dettagli” che consentono di progettare la propria possibilità di spostamento e dunque trovare informative su presenza di dislivelli, raggiungibilità degli ingressi di una struttura da un parcheggio, misure degli spazi di ingresso alle sale o alle porte delle camere, servizi accessibili, pendenza delle rampe, spiagge senza barriere, mezzi pubblici con pedane d’ingresso, solo per fare alcuni esempi. Per una persona sorda tutto questo non ha importanza e meglio sarebbe invece pensare ad un materiale informativo scritto, on line o su carta, che sia approfondito dal punto di vista delle informazioni utili all’orientamento, ai punti di raccordo dei mezzi pubblici, alle notizie storiche e alle note turistiche dei luoghi visitati; se poi una persona sorda prendesse parte ad una visita di gruppo, avrebbe necessità che quella guida mentre parla non gli voltasse le spalle qualora il turista fosse in grado di leggere il labiale oppure, in alternativa, che quanto la guida spiega parlando sia anche già pronto in un testo stampato da distribuire all’occorrenza che sia altrettanto ricco di tutto quel che serve per gustare il posto e conoscerlo al meglio.

Per una persona con deficit visivo, il bisogno informativo cambia ancora e le esigenze della sua autonomia hanno altri parametri: mentre dislivelli o gradini sono superabili una volta segnalati, diventa essenziale poter contare su informazioni turistiche in formato digitale accessibile, raggiungibili anche dal web in cui bisogna aver cura di non pubblicare eventuali locandine o brochure informative ottenute come “pdf” da scansione di un documento evitando così di  mettere on line un’immagine illeggibile dalla sintesi vocale che legge quanto visualizzato sullo schermo in formato testo: una tale minima accortezza evita uno dei più diffusi ostacoli per una persona cieca alla reperibilità delle informazioni sul web e dunque va adeguatamente evitata. Sarà inoltre importante dare indicazioni sulle barriere percettive e sensoriali, sugli ostacoli nei percorsi pedonali, sulla presenza di annunci vocali sui mezzi pubblici, sulla reperibilità di indicazioni in Braille per chi lo leggesse o di percorsi tattili oppure, magari, dell’opportunità di immergersi in allestimenti multisensoriali o di gustare una “cena al buio” (iniziativa che si va diffondendo) o un drink nei cosiddetti “bar al buio”.

Già solo esplorando il versante informativo, si capisce che un’accoglienza accessibile parte da lontano, da molto prima che il turista arriva sul luogo e richiede una progettazione “user centered” ancora più marcata poiché conduce a profilare le esigenze del cliente in modo quasi personale così da fornire elementi e informazioni molto precise. Difficile? Probabilmente più che proporre un pacchetto generalista fatto di partenze e arrivi standardizzati, con menù, itinerari, escursioni, spostamenti, guide, eventi pensati per essere a misura di tutti ma… in realtà solo di alcuni, di quelli cioè che in quel certo standard si possono ritrovare.

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Nell’accoglienza di un “turismo accessibile”, infatti, si riconoscono ormai molte persone (chi ha una disabilità, persone anziane, chi ha esigenze alimentari particolari), e numericamente rappresentano un target interessante per i tour operator e le strutture ricettive: ad aver fatto chiarezza su questo aspetto nel 2009 addirittura c’è stato il “Manifesto per la promozione del Turismo Accessibile in attuazione dell’art. 30 della Convenzione ONU per i Diritti delle persone con disabilità del 2006 che sotto il titolo “Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport” recita in sintesi che: “1. Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire che le persone con disabilità: …(c) abbiano accesso a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, abbiano accesso a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale”.

Nel 2013, per iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato lanciato un altro documento che oltre a far cultura dà indirizzi chiari e fa il punto sulla domanda potenziale in termini quantitativi: è il primo Libro Bianco sul turismo per tutti in Italia dal titolo Accessibile è meglio. Al di là delle posizioni istituzionali (al riguardo altro link utile è www.italia.it/it/info-utili-e-faq/turismo-accessibile.html), va di certo segnalato che in Italia a far da apripista in materia c’è stato Village4All che con lo slogan “A ciascuno la sua vacanza” ormai da molti anni ha inaugurato un’attenzione e un’informazione dettagliatamente organizzata sul turismo accessibile in tutta Italia e non solo conducendo ad una sensibilità diffusa sull’argomento.

E ancora, è utile considerare “Gitando.it” (www.gitando.it/it/ il “Salone del turismo e delle vacanze per tutti” che si svolge annualmente); cercare le risorse (app o siti web) che invitano a segnalare luoghi privi di barriere architettoniche o sensoriali e visitabili in maniera accessibile (fra queste Easyway), ma anche “ACT! – Accessibility City Tag” di Ibm Italia adottata già in alcuni luoghi perché profila gli spazi in base alle esigenze di mobilità. E per chi pensasse che l’accessibilità è difficile da realizzare, deve dare uno sguardo a Venezia, città calle e mare, che è ormai da anni un “faro” in questo senso con numerose iniziative concrete di accoglienza e visitabilità.

Per chi amasse viaggi con soste a piacere, ci sono camper accessibili; quanti volessero immergersi nella natura, possono esplorare Parchi per tutti con proposte su aree naturali protette, parchi nazionali e aree marine.

A ognuno la sua buonissima vacanza!

Rosanna Consolo

Rosanna Consolo

Giornalista pubblicista e Dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione con un progetto sulla “Cultura accessibile”, dal 2011 al 2013 è stata assegnista di ricerca nel Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma per un progetto sulla e-Inclusion nel lavoro delle persone con disabilità finanziato dall’Istituto Superiore di Comunicazione e Tecnologie dell’Infromazione (Iscom) del MISE.

Da oltre un decennio svolge ricerca sulle opportunità offerte dall’ICT nel promuovere e realizzare l’inclusione e la partecipazione delle persone con disabilità. Ha lavorato nella Fondazione ASPHI Onlus di Bologna occupandosi di integrazione dei disabili tramite assistive technologies. Nel 2013 ha promosso la seconda edizione del seminario “Inclusione digitale. Promotori di accessibilità” realizzato nel Dipartimento CoRiS insieme con IBM Italia. E’ cultore della materia nella cattedra di “Tecnologie per la disabilità” presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università LUMSA di Roma.
Ha scritto numerosi articoli e saggi sul tema tra cui “Sciences for Inclusion. Cultural approach to disability towards the Society for all” e “Oltre il senso del limite” di Bonanno Editore.

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