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Internet of things: le imprese sono pronte ma il 57% delle reti no

Una recente indagine rivela l’impatto positivo dell’Internet of Things sulle imprese ma le infrastrutture di rete e la sicurezza sono ancora due fattori incerti. Le aziende, infatti, sono preparate e consapevoli del suo potenziale tuttavia, allo stato attuale, non ci può essere la capacità di rete sufficiente per gestire la richiesta che accompagnerà l’esplosione prevista legata a questo tipo di dispositivi.

Questo secondo i risultati di un recente sondaggio su 400 professionisti IT negli Stati Uniti e nel Regno Unito, impegnati in aziende con più di 1.000 dipendenti, e commissionato da Infoblox Inc., società californiana di controllo della rete. Il sondaggio è stato progettato per valutare le opportunità e le sfide che circondano la IoT e per valutare se le reti aziendali sono pronte per un aumento nella distribuzione dell’internet degli oggetti.

L’indagine ha rilevato una significativa consapevolezza del potenziale impatto dell’Internet of Things, con il 90% degli intervistati impegnato nella progettazione o nell’implementazione di soluzioni per far fronte alle aumentate esigenze di networking generate da progetti legati all’Internet of Things. Secondo la società di ricerca Gartner, “il numero degli oggetti coinvolti, esclusi PC, tablet e smartphone, raggiungerà i 26 miliardi di unità nel 2020, con un aumento di 30 volte superiore rispetto alle 0,9 miliardi di unità del 2009“.

Le risorse a sostegno di tali implementazioni già sembrano essere a portata di mano: il 78% degli intervistati sostiene di avere il budget sufficiente e il 75% di avere un numero adeguato di personale.

Nonostante una bassa tendenza alla crescita dei budget nell’IT, l’89% ritiene che nel bilancio del prossimo anno avrà risorse adeguate per rispondere alle esigenze dell’internet degli oggetti e il 73% crede che avrà lo staff necessario.

Tuttavia, mentre il 86% dei professionisti IT dice di comprendere le esigenze dell’Internet of Things e quasi la metà (46%) aspetta che queste implementazioni entrino a far parte della rete esistente della propria organizzazione, oltre la metà (57%) riferisce che la rete attuale è già a pieno regime. Un numero simile (54%) vede la gestione delle infrastrutture di rete come una priorità per le proprie organizzazioni.

È incoraggiante che la maggior parte dei professionisti IT riconoscano l’impatto dell’Internet of Things sulle loro reti”, ha dichiarato Cricket Liu, responsabile infrastrutture a Infoblox. “Gli amministratori di rete hanno lottato negli ultimi anni per rendere sempre più solida la tendenza al BYOD e la accrescerà queste pratiche. Allo stesso tempo, molte aziende dovranno affrontare questi cambiamenti senza significativi aumenti di bilanci o di staff”.

Il sondaggio ha inoltre rivelato che quasi i due terzi degli intervistati (63%) ritengono che l’IoT possa costituire una minaccia per la sicurezza della rete, una preoccupazione condivisa anche da Liu: “Con così tanti oggetti e la costante aggiunta di indirizzi IP è importante per i responsabili delle reti tenere traccia di ciò che è sulla loro rete in qualsiasi punto, e anche tenere a mente tutti questi oggetti e gli indirizzi IP a disposizione: sono potenziali punti deboli nelle infrastrutture IT di un’organizzazione“.

Tuttavia, un terzo degli intervistati (37%) ritiene che queste preoccupazioni sulla sicurezza siano eccessive.

L’Internet of Things potrebbe rendere più difficile per i responsabili IT all’interno delle aziende rimanere aggiornati sui dispositivi che vengono aggiunti alle reti aziendali, così come spesso si avviene quando i dipendenti portano sul luogo di lavoro i dispositivi personali senza la preventiva approvazione del reparto IT.

Il 56% dei responsabili IT conferma questa criticità. Infatti anche se il 74% delle imprese ha dichiarato l’esistenza di un piano di sviluppo integrato nell’Internet of Things, tale pratica non può essere autorizzata senza il coinvolgimento del reparto IT.

Secondo Liu “i dipartimenti IT hanno un ruolo cruciale nello sviluppo dell’Internet of Things ma queste unità trovano difficoltà nel momento in cui l’azienda decide di adottare nuovi dispositivi IoT senza consultare i reparti tecnici, forzando i processi di supporto in tema di connettività e di protocolli di sicurezza per device ben diversi da PC, tablet e smartphone“.

Infoblox, a fronte dell’indagine,  raccomanda di osservare alcuni passaggi strategici per migliorare la preparazione delle aziende in tema di Internet of Things.

  • Una corretta pianificazione della distribuzione degli oggetti, ben prima dell’acquisto.
  • Una impostazione condivisa dei criteri di accesso alla rete per i nuovi device al fine di impedire un uso inefficiente delle risorse di rete e per preservarne la sicurezza.
  • Una valutazione completa dei sistemi di automazione e controllo, per evitare attività superflue legate alla gestione dei dispositivi.
  • Una corretta distribuzione di IPv6 per evitare l’attuale carenza globale di indirizzi IPv4.

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