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#Web tax: De Benedetti e Confalonieri d’accordo sulla tassa per le aziende digitali

Anche i big di internet devono pagare le tasse dove fanno utili e fatturato, così come fanno gli editori. E ora che inizia il semestre europeo sotto la guida italiana il premier Matteo Renzi deve mantenere la promessa fatta di portare il problema in sede europea, trovando anche una soluzione.

Questa è la posizione comune del presidente del Gruppo editoriale L’Espresso Carlo De Benedetti e del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri sulla web tax, nel corso del convegno “Economia digitale e industria culturale” promosso dall’onorevole Francesco Boccia, Presidente della V Commissione Bilancio a Montecitorio.”Siamo profondamente in contrasto con la gestione Almunia, che ha fatto un pessimo lavoro” – ha sottolineato – “ora ci auguriamo che la nuova commissione riprenda il discorso partendo dai dati reali”.

 È necessario cogliere quindi “l’occasione del semestre italiano di presidenza Ue per affrontare questo problema“, ha aggiunto De Benedetti.

Io ammiro Google, è un’impresa straordinaria, così come Facebook, ma sono aziende che si basano su una presentazione fuorviante. Si presentano come aziende tecnologiche, ma in realtà raccolgono pubblicità. Sarebbe come dire che l’Espresso era un’azienda tecnologica perché avevamo le macchine da stampa. Google ha una base derivata dall’algoritmo creato da Brin e Page, ma ne fa uno sfruttamento commerciale per il quale è giusto che paghi le tasse nel paese dove produce profitti. Penso che Renzi abbia ragione quando dice che il problema va quindi affrontato in chiave europea e spero che lo faccia”. Prosegue così il direttore del Gruppo L’Espresso: ”ci aspettiamo che Renzi faccia quello che ha promesso, e cioè che la questione sia risolta in chiave europea. Il semestre di presidenza italiana dell’Unione è, anche su questo terreno, un’occasione che non possiamo perdere. Renzi lo sa e nell’ultima fase della presidenza italiana, durante la fase di costituzione della nuova Commissione, potrà influenzarne le scelte strategiche”.

Giovanni Minoli, introducendo l’intervento di Carlo De Benedetti, ha ricordato che le aziende digitali cosiddette “over the top” fanno sfuggire al fisco circa 3 miliardi, numeri importanti che secondo De Benedetti “segnalano una situazione di iniquità e disparità che va affrontata e risolta con il massimo della decisione da parte delle istituzioni europee e con il contributo di quelle nazionali”.

Per risolvere la questione, la tassazione, secondo De Benedetti, si potrebbe chiamare “equality tax”.

O “freedom tax”, come propone l’onorevole Francesco Boccia, che aveva avanzato l’idea della tassa poi bocciata da Renzi. Taglia corto invece Confalonieri ”chiamatela Carolina, o come volete voi“, dice “basta che la mettano. Gli over the top devono essere assoggettati allo stesso nostro regime, non solo sul piano fiscale. Ci deve essere parità di trattamento, visto che il fatturato lo fai con la pubblicità“.

Il presidente di Mediaset, che ha definito le attività sui contenuti delle big del web come “pirateria d’alto bordo” si aspetta “che il Paese reagisca, se poi si muove la commissione qualcosa accadrà. Ma mi aspetto di più da Renzi, ha detto che ha portato a casa la flessibilità, speriamo che porti a casa anche qualcos’altro“.

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