Diritto al digitale

Bitcoin: i problemi legali nel settore del gioco, tra ostacoli e progressi

Le problematiche legali relative all’utilizzo dei nel settore dei giochi con vincita in denaro stanno diventando oggetto di sempre più accese discussioni. Infatti alcuni operatori di hanno già incominciato ad accettare transazioni in bitcoin e anche le autorità regolatorie del settore del gioco straniere stanno cercando di creare un quadro giuridico volto a proteggere sia gli operatori che i giocatori in relazione all’utilizzo di tale moneta virtuale nell’offerta di gioco. Tuttavia, tali progressi incontrano limitazioni previste sia dalla normativa sui giochi che di carattere generale.

Ho già trattato le problematiche legali di carattere generale concernenti i Bitcoin, ma l’utilizzo di bitcoin nel settore dell’offerta di giochi a distanza obbliga a conformarsi con un livello ancora più alto di compliance specialmente in paesi soggetti ad una normativa locale ad hoc in materia come l’Italia.

Le problematiche principali riguardano la conformità con la normativa in materia di antiriciclaggio che in paesi, come l’Italia, prevede degli obblighi specifici ulteriori per gli operatori di gioco. In tale contesto uno degli indicatori di condotte sospette ai fini della normativa antiriciclaggio riguarda proprio i casi in cui i depositi o prelievi vengano eseguiti tramite mezzi di pagamento che non sono collegati al titolare del conto di gioco. Al fine di prevenire tali condotte gli operatori di gioco a distanza hanno specifici sistemi di allarme, ma come si può superare tale ostacolo con riferimento ai bitcoin?

A giudizio di alcuni le transazioni in bitcoin sono molto più tracciabili delle normali transazioni in denaro. Tuttavia il problema è se tali transazioni siano tracciabili da parte delle autorità pubbliche.

Cosa dovranno fare gli operatori di gioco per risolvere questo problema? Dovranno accettare solo bitcoin detenuti a nome del titolare del conto di gioco? Accetteranno di essere sottoposti a controlli più severi in caso di transazioni in Bitcoin?

Il Bitcoin è una valuta virtuale non disciplinata da alcuna normativa specifica e di solito per finalità regolatorie è trattata come un bene piuttosto che una valuta. Non c’è alcuna autorità pubblica che monitora il suo utilizzo e le transazioni non coinvolgono soggetti regolamentati quali sono invece le banche, ad esempio, in caso di transazioni in denaro. Ciò rende l’attività di monitoraggio di tali transazioni più difficile per i soggetti pubblici. E infatti uno degli argomenti che sto al momento trattando consiste la possibilità per una banca di investire in Bitcoin come avviene ad esempio con l’oro.

Un ulteriore problema interessante riguarda le modalità di calcolo delle imposte sui giochi dovute dagli operatori di gioco in caso di transazioni in Bitcoin. In paesi come l’Italia le imposte sui giochi sono pagate in relazione alla maggior parte dei giochi durante il mese successivo a quello in cui sono maturate. Tuttavia, visto che il valore dei bitcoin può notevolmente variare nel corso di un mese, qualora si considerasse solo il valore dei bitcoin al momento del pagamento ciò rappresenterebbe un’ulteriore “scommessa” per gli operatori e anche per i giocatori stessi in paesi dove le vincite di gioco non sono tassate alla fonte.

Ci sono altre interessanti problematiche legali che riguardano l’utilizzo dei Bitcoin ma le tratterò nei prossimi articoli.

Giulio Coraggio

Giulio Coraggio

Avvocato in Italia ed Inghilterra specializzato in diritto delle nuove tecnologie, privacy, giochi e diritto commerciale, lavora nel dipartimento di Proprietà Intellettuale e Tecnologie dello studio legale internazionale DLA Piper. Riconosciuto da alcune delle più importanti directory legali internazionali è spesso relatore a conferenze e webinar sulle nuove tecnologie e i giochi. Ha il grande privilegio di lavorare nel settore delle tecnologie che sono la sua passione (insieme al Napoli…) e trasmette questa passione ai propri clienti immedesimandosi nel loro business.

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