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Renzi: innovazione tecnologica centrale nel semestre europeo

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tecnologica al centro del prossimo semestre di presidenza italiana. A sostenerlo è il premier italiano durante l’intervento di oggi alla Camera, un discorso che rafforza quanto già sostenuto in occasione della redazione e presentazione del documento, rilasciato al Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, “Un nuovo inizio per l’Europa”. Nel documento si legge la considerazione percui “Negli ultimi anni c’è stato un drammatico calo negli investimenti sia pubblici che privati a fronte di una incertezza macroeconomica complessiva e ad una frammentazione del mercato. Al fine di aumentare la crescita dell’Unione europea nel suo complesso, questa tendenza va invertita con una serie di iniziative volte a finanziare la crescita che includano settori come l’energia e l’agenda digitale”. 

Oggi, alla Camera, Renzi ha nuovamente sottolineato la necessità di realizzare un disegno innovativo per l’Europa: “La Ue ha la necessità di una classe politica parlamentare che provi a raccontare concretamente che tipo di orizzonte politico vuol dare a questo disegno. Naturalmente, il Governo ha anche alcuni compiti: digital bank, 8 luglio, Venezia, tutto il grande tema dell’innovazione, dell’innovazione tecnologica e di come essa sia la chiave per affrontare, per esempio, la questione della pubblica amministrazione.” Ma l’innovazione è anche la chiave per affrontare la questione energetica se è vero che non è più possibile disgiungere il tema energia da termine «tecnologia». “La tecnologia – ha spiegato il premier – è ciò che trasforma la scarsità in abbondanza. Se questo è, siamo nelle condizioni di fare dell’appuntamento veneziano sull’ICT un grande momento di confronto con società civile, opinion maker, classe politica, partiti, soggetti sociali rappresentativi. E farlo a Venezia ha un valore doppio, perché la bellezza e la grandezza di quella città, che è specchio e indice di una bellezza del Paese, evoca ed educa all’investimento nell’innovazione tecnologica come chiave di lettura del semestre italiano.”

Nel documento programmatico sottoposto all’attenzione di Van Rompuy nei giorni scorsi, Renzi ha posto la crescita e il lavoro quali nodi fondamentali delle politiche europee del futuro: “L’attuale congiuntura politica richiede un profondo cambiamento dell’agenda europea. È arrivato il tempo di ripensare, con mente fresca, alla strategia più efficace per rilanciare la crescita, creare lavoro e promuovere la coesione. Questo è anche il modo migliore per aumentare la sostenibilità fiscale”. Ma per fare questo servono riforme strutturali: che sono a livello nazionale “il pilastro della nuova agenda politica. Le riforme e l’innovazione sono il principale motore della crescita, soprattutto se lo sforzo è compiuto con ampio consenso a livello nazionale e in contemporanea anche in altri Paesi. La cornice economica europea dovrebbe sostenere agende improntate alle riforme nei Paesi membri e aumentare gli incentivi alle riforme”.

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