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Internet of Everything e settore pubblico: le persone al centro dell’innovazione

L’Internet of Everything applicato al settore pubblico rappresenta un tema di grande interesse, soprattutto per le opportunità che esso offre alle amministrazione sia in termini di ottimizzazione delle risorse che di efficienza dei servizi al cittadino. Nel mondo molte città, i luoghi per eccellenza di applicazione dell’ al public sector, si stanno muovendo a grandi passi verso l’innovazione. È il caso di Barcellona e Amsterdam, solo per citarne alcune. Ma quali sono i 10 elementi che accomunano le amministrazioni pubbliche e gli enti locali che rappresentano best practices nello sfruttare il potenziale dell’IoE nel settore pubblico? La risposta arriva in occasione dell’evento mondiale Cisco Live US, tenutosi a maggio a San Francisco e dedicato ai professionisti del settore dell’IT, in è stato reso noto uno studio sul tema dal Cisco Consulting Group.

Il lavoro si basa sull’analisi di 40 casi reali che, nei prossimi mesi, verranno resi pubblici (sotto forma di “profiles” delle varie città). Alcuni dei casi presi in esame sono già stati realizzati ed esiste un sito interattivo per vedere le iniziative attuate fino a questo momento.  I 10 elementi proposti dallo studio che legano le amministrazioni pubbliche allo sviluppo dell’Internet of Everything, sono:

  1. Le organizzazioni del settore pubblico sono tra gli innovatori IoE più importanti nel mondo
  2. Le città stanno attuando strategie globali IoE per acquisire valore in questo settore
  3. Una organizzazione di rete può ampliare le potenzialità di questi soggetti
  4. Progetti pilota misurabili possono contribuire a costruire i supporti e le competenze necessarie per lavorare al meglio
  5. L’uso dai Data Analytics aumenta l’impatto dell’ IoE
  6. Le città stanno abbracciando velocemente il mobile come parte delle loro strategie IoE
  7. Le soluzioni IoE devono influenzare le persone e i processi, non solo i dati e gli oggetti
  8. Trasparenza e Open Data possono valorizzare il potenziale nascosto dell’IoE
  9. Toccare i processi organizzativi aziendali è un elemento necessario per il successo dell’ IoE
  10. La leadership politica deve guidare attivamente il cambiamento centrato sull’IoE

Il settore pubblico è tra i maggiori innovatori in campo IoE del mondo ma ciò che lo rende davvero speciale “è il fatto di essere un ottimo terreno di prova per l’implementazione dell’IoE, per le dimensioni delle sue istituzioni e per i problemi che deve affrontare. La messa in opera e la portata delle iniziative in ambito pubblico potranno fornire un modello da seguire non solo per le organizzazioni pubbliche ma anche, e soprattutto, per le aziende private.” commenta Joseph Bradley responsabile della “practice” Internet of Everything in Cisco Consulting Group, a valle della presentazione dello studio, riflettendo sulle evidenze più interessanti tra quelle emerse.

Le città, infatti, stanno attuando strategie globali per acquisire valore nell’IoE e questo perché sono in prima linea nell’offerta di servizi fondamentali che costituiscono un importante banco di prova nella gestione di servizi per la cittadinanza: acqua, energia, istruzione, trasporto, sicurezza, infrastrutture. Ma le soluzioni IoE devono toccare soprattutto persone e processi: “Le iniziative di successo in questo campo non sono legate unicamente alle innovazioni tecnologiche ma devono accompagnare le persone coinvolte nel cambiamento. In particolare è necessario lavorare sul fronte interno: ovvero formare i dipendenti ai ruoli e alle responsabilità che queste attività comportano, al fine di maturare le competenze necessarie e sensibilizzare la cittadinanza sull’utilità dei sistemi IoE.

Il caso del porto di Amburgo, come racconta Bradley, è emblematico in tal senso. L’Autorità Portuale di Amburgo (HPA) è responsabile della gestione dei trasporti e delle infrastrutture e dei trasporti – che comprendono navi portacontainer, ferrovie, camion e strade – all’interno di una struttura che si estende per oltre 26.000 ettari. Tale Autorità deve inoltre assicurare che le operazioni portuali non influiscano negativamente sul traffico ferroviario e automobilistico della città. Di fronte a questa situazione complessa, lo sviluppo di un’architettura basata sull’IoE mostra la sua efficacia grazie alle persone coinvolte in questo processo organizzativo. Perché “quando una nave entra in porto, i sensori collocati sul posto rilevano informazioni importanti per i piloti delle navi e per gli operatori delle merci. In altre parole, le persone giuste ricevono i dati al momento giusto, in modo che possano avviare i processi adeguati.”

Come afferma il dottor Sebastian Saxe, chief information officer della Hamburg Port Authority “l’Internet of Everything prevede una tecnologia, cerca di costruire un processo di controllo e comprende le persone in questo processo, al fine di costruire sistemi più intelligenti … Se si tenta di avvicinarsi a questo tipo di modello e si tralasciano processi e persone si attua inevitabilmente una soluzione incompleta“.

Quindi non solo soluzioni tecnologiche ma soluzioni con al centro persone e idee. È questo il punto di partenza per un’applicazione “intelligente” dell’IoE.

 

Stefania Carulli

Stefania Carulli

Stefania Carulli è consulente per la formazione. Dal 2009 al 2013 si è occupata di master post lauream e di corsi di aggiornamento per i dipendenti della P.A. E’ dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione alla Sapienza, Università di Roma, con una tesi sull’impatto della cultura partecipativa del web sulle dinamiche associative del volontariato organizzato.

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