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Datagate: Cina spinge le banche a sostituire server IBM

Il Governo cinese, sullo scia delle rivelazioni del Datagate, avrebbe deciso di ordinare alle banche nazionali di sostituire tutti i server di fascia alta della statunitense con apparecchiature Made in China. L’esecutivo cinese, insieme alla Banca centrale e al ministero delle Finanza, sta infatti valutando se l’utilizzo dei server da parte delle banche commerciali non metta a repentaglio la sicurezza finanziaria del Paese.

Ufficialmente questo cambiamento dei server rientrerebbe in un programma sperimentale ma in realtà, secondo molti osservatori, si tratterebbe di una “ritorsione” da parte delle autorità cinesi dopo che i giudici americani hanno incriminato cinque militari cinesi di spionaggio informatico.

La scorsa settimana il governo cinese ha annunciato che avvierà dei controlli su tutte le compagnie tecnologiche che operano nel Paese, mentre dal 25 maggio ha ordinato a tutte le compagnie pubbliche di tagliare i legami con le società di consulenza Usa.

IBM ha dichiarato, attraverso il suo portavoce, Ian Colley, di non essere a conoscenza delle richieste delle autorità cinesi e che la presenza dell’azienda in è sempre stata affidabile, nonché di lunga durata, considerando positivamente la sua attività per più di 30 anni.

Questa nuova versione della Guerra Fredda tra Oriente e Occidente si combatte quindi a colpi di tecnologia. Non è infatti il primo caso di sabotaggio che coinvolge governi e colossi tech. Di recente Microsoft, ha reagito negativamente alla decisione del Centro Appalti del Governo cinese di escludere il suo sistema operativo Windows 8 da una maxi commessa di PC a basso consumo energetico. Senza contare il divieto ad acquistare il sistema operativo Windows 8 per le agenzie governative. Due operazioni che hanno inciso sulle vendite di IBM in Cina, già in calo del 20% nel primo trimestre dell’anno.

Oltre alla Cina anche la Russia ha reagito alle rivelazioni riguardanti le attività di spionaggio USA: a fine marzo, infatti, la Russia ha deciso di sostituire gli iPad Apple dei funzionari del Cremlino con di tablet della Samsung.

Stefania Carulli

Stefania Carulli

Stefania Carulli è consulente per la formazione. Dal 2009 al 2013 si è occupata di master post lauream e di corsi di aggiornamento per i dipendenti della P.A. E’ dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione alla Sapienza, Università di Roma, con una tesi sull’impatto della cultura partecipativa del web sulle dinamiche associative del volontariato organizzato.

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