Energy & Tech

Tutti in colori del “green”

Green

Cosa intendiamo per green energy? Molti istintivamente associano l’energia green al fotovoltaico, altri un po’ più preparati arrivano a considerare l’eolico e il solare termico. In pochi, tra i non esperti, ragionano in termini di “calore”, contenimento delle perdite e infrastrutture efficienti, magari non solo tecnologicamente, ma anche nella fruizione fino al cliente finale…

Come ascrivere al concetto di green una sola tecnologia è riduttivo, anche pensare che ci sia il green al 100% può essere un abbaglio. I pannelli fotovoltaici, ad esempio Green1-545x350abbiamo visto come possano essere complessi da smaltire, (tanto che dopo i primi anni è stata introdotta una filiera specifica per il recupero), un pò come per Pc, telefonini, tablet, insomma tutti i materiali che non sono biodegradabili e ricche di materie prime riutilizzabili. Pensiamo ad un altro tema difficile dell’equilibrio ambientale, come la riduzione della CO2 nell’aria cittadina, un modo per risolverlo potrebbe essere alimentare le città a energia elettrica, magari prodotta da centrali nucleari molto lontane dai centri abitati; quindi anche il nucleare può essere green? In questa visione le stesse auto elettriche si trasformano in elementi nocivi alla salute, perché alimentate a nucleare o peggio a petrolio o peggio ancora a carbone. Insomma, l’inquinamento lo spostiamo, ma non lo eliminiamo.

Bruciamo tutto allora? Dipende come e quanto. I Termovalorizzatori e, quindi, le polveri ultrasottili, secondo diversi studi non sembrano essere nocivi se, e sottolineo se come intonerebbe una nota cantante italiana, si seguono le linee stabilite da esperti e ricercatori. Stesso dicasi per lo shale gas, per la gestione delle scorie radioattive, la gestione dei rifiuti… insomma…. se la testa è green tutto quello che fa si trasforma in energia e risorse pulite. Quindi, sì, concentriamoci sulle tecnologie, integriamole, ma non diciamoci che bastano da sole. Pensiamo, agiamo e progettiamo green; perché uno storage domestico -che presto mi auguro sarà qualcosa di diffuso in ogni casa con autoproduzione energetica annessa-se buttato in mezzo a una strada e non nella discarica preposta, inquinerà esattamente come un materasso o la pila esausta di un auto.

Agnese Cecchini

Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio).
Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e… buona cucina. Attualmente è il direttore editoriale di Gruppo Italia Energia.

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