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Pew Research: quali sono le previsioni per l’IoT e i wearable device?

IOT

L’Internet of Things potrebbe diventare realtà entro il prossimo decennio. La stima arriva dall’ultima ricerca del Pew Research in collaborazione con la Elon University’s Imagining the Internet Center che offre una serie di previsioni sulle tecnologie wearable e l’Internet of Thing.

La ricerca, condotta tra il 25 novembre 2013 e il 13 gennaio 2014, ha utilizzato un questionario online che ha coinvolto 1.606 persone, tra innovatori nel campo della tecnologia, imprenditori e analisti. La domanda principale riguardava i potenziali effetti dell’Internet of Things sulla vita quotidiana dei cittadini entro il 2025.

In generale la maggioranza delle persone ha risposto positivamente alla domanda, osservando che l’Internet of Things si sta rapidamente diffondendo, non solo in rapporto al corpo umano, che in futuro sarà connesso a differenti device per il controllo delle attività e a dispositivi per il monitoraggio della salute, ma anche in relazione ad altri campi. Nell’edilizia, ad esempio, dove i sensori monitoreranno la manutenzione degli edifici; nelle città, dove a breve l’elettricità e gli altri servizi saranno più efficienti grazie all’uso intensivo dei “sistemi intelligenti”.

In pratica gli intervistati si aspettano di vedere un’applicazione dell’Internet of Things nei seguenti settori:

  • Salute e benessere: sarà possibile indossare dispositivi per connettersi e avere feedback sulle proprie attività legate al fitness e alla salute e monitorare le attività di amici e partenti grazie a sensori presenti negli indumenti;
  • Edilizia: potremo controllare case e abitazioni in remoto, come il riscaldamento degli interni o il livello dell’innaffiamento del nostro giardino;
  • Città: dispositivi embedded e applicazioni per smartphone consentiranno di avere trasporti più efficienti, dati aggiornati sui livelli dell’inquinamento e aggiornamenti costanti sulla manutenzione delle infrastrutture;
  • Beni e servizi: produttori e fornitori attraverso i sensori avranno la possibilità di organizzare meglio e in tempi ridotti la produzione e la distribuzione delle merci;
  • Ambiente: sarà possibile leggere i dati relativi all’estrazione delle risorse naturali o allo stato di salute di campi, foreste e oceani.

Patrick Tucker, autore di ” The Naked Future: What Happens In a World That Anticipates Your Every Move?” ha dichiarato nello studio Pew che “nel 2008 il numero dei dispositivi connessi a Internet ha superato le popolazione umana e sta crescendo molto più velocemente rispetto a noi. Nel 2013 sono 13 miliardi i dispositivi connessi a Internet, secondo Cisco, e ce ne saranno 50 miliardi nel 2020. Questi includeranno cellulari, chip, sensori, impianti e dispositivi di cui non abbiamo ancora la portata“.

Ma i e l’Internet of Things non si fermano però all’idea di avere degli oggetti connessi ad internet in grado di aiutarci in qualsiasi frangente della vita umana. Il sondaggio della Pew mostra, infatti, che gli intervistati prevedono in tempi brevi non solo l’adozione dei gadget indossabili – come sono oggi Google Glass e Jawbone Up – ma anche delle tecnologie che potrebbero essere incorporate nei nostri corpi. “Immaginate la raccolta dei dati che ora richiede sensori fisici ingombranti avverrà all’interno del nostro corpo” sostiene Kathryn Campbell, managing partner presso Primitive Spark, una società di marketing con sede a Los Angeles .

I tempi stimati per l’adozione dell’Internet of Things e wearable computing sono ancora da determinare:  secondo Ian O’Byrne, un professore presso l’Università di New Haven, il futuro di queste tecnologie è ancora in una fase “adolescenziale” ma ad un certo punto troverà un senso compiuto.

Ma questo futuro in che cosa consiste? Thomas Haigh, storico delle tecnologie dell’informazione e professore associato di studi informatici presso l’Università del Wisconsin, sostiene che Google Glass saranno un prodotto di nicchia ancora per un po’ di tempo ma sul lungo periodo non potranno diventare un prodotto mainstream. Lenti a contatto intelligenti o un dispositivo impiantato potrebbero diventare più facilmente una parte standard dell’essere umano.

Naturalmente non tutti sono così ottimisti per il futuro. Come ha osservato Pew, alcune delle persone che hanno risposto al questionario hanno detto che la società continuerà comunque a dire di “no” ai frigoriferi programmabili e alle auto con indirizzi di posta elettronica. Di questo stesso avviso anche alcuni esperti come Bob Frankston, pioniere di Internet e innovatore tecnologico, che ritiene l’Internet of Things una moda per geek.

Tuttavia il timore principale che si evince dalle risposte delle persone coinvolte nella ricerca riguarda prevalentemente l’uso che di questi dati potrebbero fare le autorità governative. In altre parole, come si domanda uno degli intervistati, è utile avere un frigorifero che mi avverte con un messaggio quando è terminato un prodotto ma se ho un incidente d’auto il mio consumo di birra (visibile dalle statistiche del mio frigorifero e dalle carte fedeltà del supermercato) potrebbe essere usato contro di me?

Queste domande sono lecite e meritano una riposta veloce, tanto più se la diffusione di questo tipo di tecnologie viaggerà a ritmi vertiginosi entro il prossimo decennio. Lee Rainie, direttore del centro di ricerca Pew Internet & American Life Project, comprende bene i problemi di privacy legati a questa massiccia trasmissione di dati ed auspica una risoluzione efficace della questione ben prima di cominciare ad abbracciare il cambiamento.

Stefania Carulli

Stefania Carulli

Stefania Carulli è consulente per la formazione. Dal 2009 al 2013 si è occupata di master post lauream e di corsi di aggiornamento per i dipendenti della P.A. E’ dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione alla Sapienza, Università di Roma, con una tesi sull’impatto della cultura partecipativa del web sulle dinamiche associative del volontariato organizzato.

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