Interviste

La rivoluzione della stampa 3D: intervista a Hilde Sevens di Autodesk

3D-Printing
HSevens

è Business and Development Director Emea per il Gruppo Consumer di .

Una nuova rivoluzione capace di riportare desideri e creatività delle persone al centro del processo di produzione. Parliamo della , il fenomeno che negli ultimi sta attirando l’attenzione mondiale anche grazie e progetti ambiziosi di ampia risonanza mediatica. Ne abbiamo parlato con Hilde Sevens, Business and Development Director Emea per il Gruppo Consumer di Autodesk. Con lei scopriamo che la stampa 3D non è poi così “giovane” come siamo portati a pensare. Nata intorno al 1984 oggi è più “accessibile alle persone perché nel frattempo sono scaduti alcuni brevetti che ne rendevano protetto l’utilizzo”.

Ma è certamente in questi anni che sta aumentando la consapevolezza delle opportunità offerte dalla stampa 3D in settori apparentemente impensabili. “In passato – spiega Hilde Sevens- è stata usata come tecnologia per realizzare prototipi soprattutto nei settori dell’automotive e dell’industria aerospaziale ma oggi è largamente impiegata nell’industria medica”. La creazione di protesi, ad esempio, è uno dei settori di applicazione per eccellenza del 3D: “Costruire una protesi è un’attività altamente specifica, modellata sulle esigenze del corpo del paziente. Nulla di meglio del 3D riesce a soddisfare questo bisogno di altissima customerizzazione e precisione.” Ma anche la stampa di bio-materiali come gli organi è una frontiera in esplorazione: “Pensiamo ai reni, gli organi di cui più c’è richiesta mondiale per i trapianti: quello che si sta pensando è di riprodurre un organi con tecniche di stampa 3D sulla base del dna del malato”. Con risultati eccezionali in termini di azzeramento delle possibilità di rigetto.

In qualche modo più facile da immaginare è il vantaggio che la stampa 3D offre al settore della gioielleria e del design: “è molto facile con la stampa 3D realizzare creazioni piccole e molto articolate e precise altrimenti difficili da produrre”. In questo senso la stampa 3D ha il “potere di modificare anche il business in modo profondo. Pensiamo ai giovani imprenditori. Un tempo era necessario avere ingenti disponibilità per iniziare un’attività, ma ora non più: basta disegnare una oggetto, un prodotto, stamparne un modello in 3D, fotografarlo, e caricarlo su piattaforme di commercio online artigianale, ad esempio come Etsy,  per avviare un’attività”. Con grandi risparmi anche in termini di magazzino e di costi di produzione che si attiveranno solo in caso di ordini.

Ma è uscendo dal settore industriale che si sta assistendo al vero e proprio “boom” della stampa 3d. “Questo è un periodo propizio” spiega Hilde Sevens “siamo in una fase storica e sociale in cui la voglia delle persone di essere protagonista della rivoluzione tecnologica e digitale, si associa al desiderio di condividere le proprie creazioni con altri, su comunità online specializzate così come sui social media”.

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Una bambola stampata in 3D grazie a Makie.me

In questo sostrato ricco di potenzialità, si innesta la stampa 3D: “Parliamo non a caso di nuova rivoluzione industriale: le opportunità offerte dalla stampa 3D permettono alle persone di esprimere la loro creatività e personalità attraverso un processo di produzione personalizzato e quindi unico. Un’esperienza completamente diversa rispetto alla tradizionale visione di massa della produzione” che pure continuerà ad esistere ma sempre più spesso sarà affiancata da sistemi più personalizzati e creativi. “La manifattura con la nuova rivoluzione del 3D, torna nelle case!” spiega Sevens.

Qualche esempio? Accanto ai più “tradizionali” servizi online per la stampa di prototipi 3D in ambiti strettamente professional, troviamo servizi e app che mirano all’entertainment quali: Makie.me, dove è possibile disegnare una bambola, personalizzarla in base ai gusti e necessità, e procedere all’ordine della stampa in 3D per un oggetto che verrà poi recapitato a casa; oppure 3DPcase app pensata per personalizzare le cover dell’oggetto personale per eccellenza, il proprio smartphone, fino all’italiana Makoo , che permette di realizzare gioielli personalizzati a partire dalle tracce vocali.

Ciò dimostra che il mercato consumer rappresenta un’opportunità enorme anche chi produce il software, il vero supporto abilitante per la stampa 3D: oggi non è più sufficiente pensare solo in termini di creazione di “strumenti adatti a far progettare, ma soprattutto a software capaci di supportare il fare, che abilitino la trasformazione dei progetti in realtà.”  “Vogliamo essere certi che le persone abbiano accesso al 3D e realizzino i loro desideri e creatività. L’obiettivo di Autodesk è ampliare gli orizzonti andando oltre la progettazione, fino a comprendere l’intero processo di realizzazione dei prodotti”. 

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Screenshot di 123D Catch

In questa visione si collocano soluzioni come 123D Catch, per device mobili, che permette di elaborare un modello 3d a partire dalle fotografie: un servizio utile per chi non possiede le conoscenze tecniche per software più complessi; oppure 123D creature, un’app legata all’entertainment per la creazione di personaggi reali e non, fino a 123Dapp, tool per realizzare creature e personaggi a partire da mix di progetti.

Ci sarà dunque una stampante 3D in ogni casa? “E perché mai dovrebbe?” risponde saggiamente la Sevens “come in ogni casa anche oggi non c’è una stampante “tradizionale” perché ve ne dovrebbe essere una 3D? Esistono servizi ad hoc che rendono facile la stampa e la consegna a domicilio di creazioni tridimensionali a costi comunque contenuti”. Sembrerebbe questo, dunque, il modello del futuro.

Insomma, con la stampa 3d si apre una vastità e varietà di opportunità per il business, professional anche per i consumatori, che, come dice in chiusura Hilde Sevens,: “make the impossible, possible!”.

 

 

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