Energy & Tech

Mobilità, quando l’auto è di tutti

mobilità intelligente

Una città per essere intelligente, dovrebbe esserlo in tutte le sue estensioni, quindi perché non nella gestione della ?  Quindi ecco che si parla di auto elettriche, a idrogeno, a gas o anche ibride e poi ci si arena sulle infrastrutture di ricarica, sui costi del prodotto e sulle difficoltà a sostituire il mezzo elettrico date dall’autonomia dei mezzi.

Ma un auto per essere smart deve davvero essere anche di proprietà? In effetti quello che ci ha mostrato la domanda e offerta di questo il mercato è come siano più vincenti iniziative di sharing piuttosto che la vendita delle auto tipiche della “nuova” mobilità.

mobilità intelligenteAd esempio crescono le attività di sharing. Ci stanno provando sia centri piccoli come il Comune di Marino (Provincia di Roma) e aree urbane più estese come il comune di Napoli (il progetto Ciro), ma potrei citare anche Milano o Roma con iniziative di sottoscrizione private. Tali servizi possono assolvere a due funzioni, sostituire i mezzi pubblici interni alla città o prendere il posto dell’auto di proprietà per gli spostamenti extra. Nel primo caso verrebbe da chiedersi se le linee di servizio pubblico forse non assolvono bene al loro compito, e di conseguenza viene da pensare che il problema sia un altro e legato più a questioni di logistica che alla proprietà del trasporto. Nel secondo caso credo che analizzando il flusso e deflusso nelle grandi città, ci si accorgerà come il problema sia legato in gran parte al traffico dell’area metropolitana, ben oltre quindi gli attuali circuiti tipici dell’auto in sharing (l’iniziativa del Comune di Marino forse risponde di più a questa esigenza).

Quindi con premesse diverse e svolgimenti originali, le conclusioni sono sempre le stesse, la e le sue componenti non possono essere valutate solo nelle sue estensioni astratte (come dovrebbe essere una città intelligente?), ma viste analizzando le dinamiche della città – in questo caso la mobilità. Se non si agirà così finirà che le soluzioni smart non saranno applicate in modo intelligente, e le vedremo ancora a lungo semplici facciate utili solo a mascherare problemi ben più complessi e incancreniti, insomma saranno solo occasioni perse .

Agnese Cecchini

Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio).
Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e… buona cucina. Attualmente è il direttore editoriale di Gruppo Italia Energia.

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