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Google+ vivrà. Anche senza Vic Gundotra

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La notizia della dipartita di Vic Gundotra da Google è ormai nota ed è già stata discussa ampiamente me compreso qui con non poco stupore. Ma ci sono due aspetti sui quali vorrei soffermarmi e che ancora non sono stati sottolineati. Ovvero l’importanza di come mediatore politico all’interno di e la sua non centralità nell’ideazione e sviluppo nel progetto Plus.

 vic-gundotra-620x350Vic infatti non era tanto l’innovatore o l’inventore del servizio. Molti dei brevetti depositati da Google per Google Plus non erano infatti farina del sacco di Gundotra come dimostra bene quest’articolo. Anzi, la maggior parte dei brevetti registrati allo “United States Patent and Trademark Office” (USPTO) depositati a nome di Gundotra, non sono parte integrante di Google Plus. Anzi, la funzione principale delle “cerchie” deriva dall’idea di un ex dipendente di Google, Paul Adams, evangelizzata in un libro chiamato “Social Circles” di cui, in seguito, e’ stata impedita la pubblicazione. Adams teorizzava la potenzialità di questo strumento per poter permettere a Google di combattere Facebook sulla via del Social Networking, salvo poi andare a lavorare per Facebook stesso. E da qui, il veto alla pubblicazione.

Qui il punto non è descrivere la seppur interessante avventura di un piccolo genio della socializzazione online, ma evidenziare come Vic Gundotra non fosse l’inventore di Google Plus nonostante ne fosse il capo indiscusso. E questo dovrebbe essere già abbastanza per screditare tutte le teorie che vogliono che il Social di Google venga lasciato morire in seguito alla partenza del suo fondatore.

Il ruolo di Gundotra era, infatti, essenzialmente politico all’interno di Google. Prima di entrare in Google, Gundotra era il Chief Developer Evangelist a Microsoft, motivo per il quale era tra i nomi caldi nel momento in cui si discuteva della nomina del nuovo CEO del colosso di Redmond. Un ruolo in cui, fondamentalmente, Gundotra doveva mantenere unita la community degli sviluppatori mediando e mantenendo equilibri non semplici. Ecco quindi come uno sviluppatore è diventato la Head of Social a Google.

Si trattava di un ruolo difficile in cui serviva una persona in grado di avere le doti politiche per mantenere le relazioni tra le varie divisioni, che riuscisse e mediare le esigenze di visibilità e di centralità del progetto social, con le pretese di unicità ed indipendenza degli altri dipartimenti. Come spiega benissimo un ex dipendente di Google su TechCrunch, ogni volta che un prodotto viene lanciato da big G, si scatena un enorme dibattito al suo interno che non lascia mai tutti soddisfatti. Possiamo figurarci quanto debba essere stato difficile far accettare a tutti l’integrazione forzata di Google Plus con praticamente tutti i servizi di Google. Contrariamente al resto dei prodotti di Google, Plus doveva scontrarsi quotidianamente con un gigante leader nel mercato, e come qualsiasi prodotto al momento del lancio, Google Plus non era pronto ad affrontare la sfida, causando malumori sia internamente che esternamente da parte di commentatori che non esitarono a definirlo “morto” appena dopo un anno dal suo lancio.

googleGundotra doveva avere le doti di leadership necessarie per mantenere tutti uniti intorno al progetto, mediare con Larry Page e gli investitori, e prendere lo spazio ed il tempo necessario per dare al team di sviluppo l’opportunità di lavorare tranquillamente al progetto. Insomma la sua era più una figura da diplomatico che da sviluppatore.

Quello che si evince da questo breve racconto è che per Google non avrebbe nessun senso abbandonare ora il progetto. Quello in cui può aver fallito Gundotra è essere riuscito a mantenere alto l’interesse degli ambienti interni per il social network e non aver retto le pressioni esterne che avrebbero voluto vedere Plus mangiare quote di mercato a Facebook, quasi istantaneamente, nonostante le due piattaforme non fossero necessariamente sovrapponibili.

Non avrebbe quindi senso per Google abbandonare ora il progetto social. Lo hanno già detto in molti internamente, smentendo l’articolo di TechCrunch che lo dichiarava “il morto che cammina”. Per quanto mi riguarda, Google Plus ha già raggiunto risultati ragguardevoli e forse la partenza di Gundotra ne ri-definirà le tattiche e gli obiettivi, ma non ne segnerà di certo la fine.

 

Marcello Mari

Marcello Mari

Vive a Londra dove ha fatto della tecnologia e dell’ICT un interesse prima che un lavoro. Laureato in Scienze Politiche, appassionato di Relazioni Internazionali e di Politica, ha vissuto per due anni negli Stati Uniti, uno in Indiana e uno in Illinois. Per TechEconomy è stato osservatore di usi e costumi della rete in terra londinese, ed oggi si occupa di analizzare trend digitali dati alla mano.

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