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Smart government: i 10 trend del futuro secondo Gartner

Gli analisti di Gartner hanno evidenziato i 10 trend tecnologici ritenuti più strategici per gli smart government del futuro, in occasione del recente Gartner Symposium/ITxpo tenutosi a Dubai dall’1 al 3 aprile. Il governo smart integra le informazioni, la comunicazione e le tecnologie operative per la pianificazione, la gestione e le operazioni su più settori e giurisdizioni differenti per generare valore pubblico sostenibile“, ha detto Andrea Di Maio, vice presidente delegato della Gartner. “Abbiamo così identificato i 10 trend tecnologici che le agenzie governative IT dovrebbero conoscere nei loro processi di pianificazione strategica”.

Trend che, visti complessivamente, costruiscono l’impianto dell’Internet of Everything del futuro applicato alla pubblica amministrazione.

L’uso di device personali

Indipendentemente dal modo in cui le organizzazioni governative impegnate nell’IT tentano di classificare i diversi device e le applicazioni e gli stili di interazione da parte degli utenti, è ormai evidente che l’uso personale dei device si  unirà agli scopi professionali. Questi enti possono avere l’illusione di controllare la gestione di tali dispositivi di proprietà dei dipendenti. Tuttavia, la realtà è che i dipendenti, in base alle proprie preferenze e al desiderio di migliorare le proprie performance lavorative, possono decidere quando e quanto vogliono di utilizzare le informazioni e le applicazioni aziendali in sinergia con le informazioni ottenute dai dispositivi personali.

Coinvolgimento dei cittadini tramite dispositivi mobile
Da diverse inchieste Gartner emerge che c’è un interesse diffuso a fornire servizi ai cittadini attraverso i dispositivi mobili, nonché a sfruttare le funzionalità del software sociale. Questa richiesta è espressa allo stesso modo sia dalla leadership politica sia dalle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. L’idoneità dei servizi pubblici ad essere disponibili sui canali mobile dipende da una combinazione di fattori, non sempre fattibile: dai dati demografici, dalla frequenza di utilizzo dei dispositivi, dall’immediatezza della fruizione, dal potenziale livello di automazione, dalla pertinenza della informazioni e dalla qualità del servizio.

 Analisi dei Big Data
I Big Data sono il banco di prova dei governi con problemi di gestione e trattamento delle informazioni. Al momento la consapevolezza dell’importanza dei Big Data e le iniziative in tal senso sono limitate ai casi specifici, come le frodi, gli sprechi del patrimonio pubblico, gli abusi in termini di privacy, la sicurezza e la salute pubblica. Ma i governi saranno sempre più alla ricerca di metodi innovativi per utilizzare questi dati per aumentare l’efficienza dei processi e ridurre i costi, ma senza un strategia di ampio respiro applicata ai molteplici settori del comparto pubblico il successo di queste operazioni sarà di breve durata.

Costi operativi degli Open Data
Molti tendono a equiparare gli open data con i dati pubblici, tuttavia questi ultimi possono essere definiti aperti solo quando sono leggibili e accessibili. La capacità di “mescolare” dati differenti provenienti da fonti diverse, come pure come la capacità di costruire nuovi servizi e processi basati su dati aperti, sarà sempre più strategica sia per i governi, che potranno diventare i fornitori di dati aperti, sia per i consumatori, le imprese, le ONG e le comunità dei cittadini.

Dati gestiti dai cittadini
La possibilità per i cittadini di accedere ai propri dati al di fuori del contesto di una determinata operazione di governo permette un controllo sui propri dati che apporta notevoli vantaggi: una maggiore trasparenza sulla privacy dei dati elettronici, l’integrazione di servizi pubblici differenti, la creazione di servizi con un valore aggiunto interoperativo che va dal settore commerciale, al non profit allo scambio di informazioni tra gli utenti. Ci sono delle sfide da superare su una serie di questioni pratiche, come la disponibilità e l’affidabilità dei dati, i problemi di credibilità e di sicurezza, la dimensione e la complessità di alcuni servizi, come quello sanitario e di altre aree di destinazione, che necessitano di un trattamento particolare, ma i benefici nel lungo periodo sono sicuramente maggiori.

Tecnologie ibride e Cloud
I governi di tutto il mondo continuano ad utilizzare servizi cloud ma l’attenzione si sta spostando velocemente allo sviluppo di servizi cloud interni per consentire alle agenzie governative di allargare il proprio raggio d’azione per escludere i prodotti commercialmente disponibili ma con una gestione limitata dei servizi. Gli obiettivi principali che spingono all’adozione di un cloud interno sono la riduzione dei costi, la rapidità di approvvigionamento e di distribuzione, la rispondenza alle normative vigenti e alle esigenze di taglio dei costi.

Internet of Things
Il fenomeno dell’Internet of Things  sta andando ben oltre il semplice pc o gli smartphone. I piani delle smart city di oggi mirano ad esplorare la possibilità di elaborare enormi masse di dati provenienti da dispositivi come videocamere, sensori di parcheggio, sensori per la qualità dell’aria. Questi dispositivi possono aiutare i governi locali a raggiungere i propri obiettivi in termini di maggiore sicurezza pubblica, qualità dell’ambiente e dello stile di vita.

Interoperabilità
Le iniziative dei governi dipendono dall’interoperabilità delle informazioni, dai dati ottenuti da soggetti esterni, nonché dalle fonti interne e possono contribuire alla trasformazione e alla distribuzione di dati utili per le analisi delle prestazioni e delle operazioni di business. Fino a oggi i risultati non sono stati entusiasmanti, a causa degli eventuali cambi a vertici delle amministrazioni pubbliche o della perdita della volontà politica di impegnarsi in questo ambito. Diventa quindi urgente affrontare il tema sull’interoperabilità con un approccio più globale e che tenga conto della misurabilità dei risultati.

Lo studio delle buone pratiche
Non esiste un mercato per la gestione dei casi perché tutti i casi non sono uguali. Diventa quindi difficile creare dei modelli a cui ispirarsi per approntare delle strategie operative. Sia che si tratti di casi in cui devono essere prese delle decisioni o di casi in cui il rilevamento dei dati deve essere veloce, si fa sempre più forte la necessità di avere software BPM (Business process management) o ECM (Enterprise content management) in grado di elaborare questo tipo di informazioni.

Gamification per l’engagement
La gamification può essere utilizzata dai governi per motivare le interazioni con i cittadini o per raggiungere livelli più significativi di coinvolgimento con i dipendenti. Gli esseri umani hanno una naturale tendenza a impegnarsi quando le interazioni sono inquadrate in un gioco. Le dinamiche di gioco possono quindi tornare utili se al servizio dei servizi pubblici, per la gestione del personale al fine di stimolare il lavoro di squadra, per accrescere l’engagement dei cittadini. Tuttavia, i governi che intendono sfruttare questo fenomeno dovranno valutare in via preliminare alcune variabili di non poco conto: il target di riferimento, il tipo di comportamenti su cui intervenire e il sistema di monitoraggio per valutare le performance.

Stefania Carulli

Stefania Carulli

Stefania Carulli è consulente per la formazione. Dal 2009 al 2013 si è occupata di master post lauream e di corsi di aggiornamento per i dipendenti della P.A. E’ dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione alla Sapienza, Università di Roma, con una tesi sull’impatto della cultura partecipativa del web sulle dinamiche associative del volontariato organizzato.

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