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Wearable device: Qualcomm e Samsung finanziano Ineda

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La startup Ineda Sistems ha dichiarato di aver ricevuto 17 milioni di dollari in finanziamento da diversi investitori come Qualcomm, tra le principali aziende operanti nel settore dei semiconduttori, e Samsung Electronic per la progettazione di chip a basso consumo per smartwatch e altri . Ineda, con sede a Hyderabad, in India e a Santa Clara, in California, ha concluso l’operazione di finanziamento con Qualcomm, Samsung e altri investitori nel mese di dicembre 2013 ma la notizia è stata resa pubblica solo ieri.

L’azienda indiana, con oltre 180 dipendenti, sta sviluppando chip a bassa potenza per i wearable gadgets, progettati per  funzionare fino ad un mese senza bisogno di alcuna ricarica. Una delle principali critiche agli smartwatch lanciate lo scorso anno riguarda, infatti, la necessità di ricaricare questo tipo di dispositivi di frequente, si parla di una volta al giorno, come accade anche con gli smartphone ma che non sembra proponibile per un gadget di dimensioni più contenute.

Il presidente Ineda, Sanjay Jha, prima amministratore delegato di Motorola Mobility e poi chief operating officer di Qualcomm, in un intervento riportato da Reuters spiega: “nel mercato di oggi, le persone utilizzano la tecnologia offerta dagli smartphone per alimentare questi orologi. Questo ha portato a creare dei buoni prodotti, ma non a prodotti eccezionali“.

I progetti di Ineda per i wearable chip prevedono uno sviluppo più intensivo nella seconda metà di quest’anno: i chip in questione saranno disponibili secondo quattro livelli di potenza, e il più basso sarà sufficiente ad alimentare semplici dispositivi indossabili, come i braccialetti e gli smartwatch con annesso un sistema Android.

Stefania Carulli

Stefania Carulli

Stefania Carulli è consulente per la formazione. Dal 2009 al 2013 si è occupata di master post lauream e di corsi di aggiornamento per i dipendenti della P.A. E’ dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione alla Sapienza, Università di Roma, con una tesi sull’impatto della cultura partecipativa del web sulle dinamiche associative del volontariato organizzato.

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