Legal & Digital Rights

Datagate, Snowden: attività di spionaggio anche a danno delle ong

continua a svelare i retroscena delle attività dell’NSA. In videoconferenza da Mosca durante un’audizione al Consiglio d’Europa di Strasburgo, Snowden afferma che gli Stati Uniti hanno spiato le comunicazioni riservate di alcune organizzazioni non governative, come Amnesty
 International e Human Rights Watch, come parte dei suoi programmi di sorveglianza di massa.

Secondo le dichiarazioni di Snowden “l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha una direzione che lavora per sovvertire intenzionalmente le leggi sulla privacy e le tutele costituzionali degli Stati membri dell’UE in merito alle attività di sorveglianza“. Tra gli obiettivi dell’attività dell’Nsa ci sono “dirigenti o il personale delle organizzazioni civili o impegnate nella difesa dei diritti umani, comprese le organizzazioni che operano entro i confini degli Stati Uniti “, ha aggiunto. Le attività di spionaggio riguardano, infatti, anche enti come il Fondo per i bambini delle Nazioni Unite o gli avvocati americani coinvolti nella negoziazione degli accordi commerciali: soggetti e gruppi pacifisti estranei a qualsiasi minaccia terroristica sorvegliati per motivi di sicurezza nazionale.

Il Consiglio ha colto l’occasione di questa audizione per fare delle domande specifiche a Snowden su argomenti diversi. L’obiettivo è fare luce sui piani operativi dell’Nsa e la loro applicazione: come ad esempio il data mining sui dati di catturati attraverso il programma di sorveglianza Dragnet, algoritmi usati per determinare le attività di persone comuni non sospettate di attività illecite. O il XKeyscore, un software altamente invasivo della privacy, che permette la creazione di impronte digitali elettroniche utili per monitorare le attività dei cittadini e delle agenzie da sorvegliare. In pratica, qualsiasi attività, comunicazione prodotta da un dispositivo informatico sarebbe rintracciabile e collegata ad un account internet personale.

Secondo Snowden: “Questo non è solo un problema per gli Stati Uniti o dell’Unione Europea”, conclude, “questo è in realtà un problema globale”.

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