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Apple: l’iWatch avrà anche sensore sensibile ai raggi UV?

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Si torna a parlare dell’iWatch. Lo smartwatch di casa , in uscita pare per la seconda metà del 2014, potrebbe offrire un sensore d’esposizione ai raggi UV. L’azienda incaricata del prototipo sarebbe la Silicon Labs con sede ad Austin, in Texas.

Una notizia, questa, utile per gli sportivi, per gli appassionati di montagna e per chi si trova a svolgere attività all’aria aperta per molte ore. L’esposizione alla radiazioni ultraviolette, infatti, può essere dannosa e l’utilizzo di un dipositivo in grado di avvertire dei rischi potrebbe risultare vincente.

In pratica, secondo l’ultimo rapporto Apple, il primo device indossabile della casa di Cupertino avrà più la funzione di un medico virtuale da polso che di un secondo schermo per l’iPhone. Secondo alcuni rumors, l’attenzione di Apple sarebbe concentrata sulla capacitò del device di fornire informazioni e dati relativi alla salute e al benessere dell’utente più che sull’implementazione della gestione delle mail o delle notifiche push. L’incontro nei mesi scorsi tra i dirigenti Apple e la US Food and Drug Administration, secondo quanto riportato all’epoca dal New York Times, per discutere gli ostacoli normativi al lancio di un dispositivo sanitario indossabile non fanno che confermare l’intenzione dell’azienda in questo senso.

La notizia di questa “aggiunta” sull’iWatch arriva da una nota agli investitori da parte di Blayne Curtis, analista di Barclays, il quale avrebbe già individuato l’azienda produttrice dei sensori: la Silicon Labs, società impegnata nella produzione dei vetri in cristallo di zaffiro per l’iPhone6 e ora anche per lo smartwatch. I chip prodotti da questa azienda, in più, sono capaci di misurare il battito cardiaco, la pressione e l’ossigenazione del sangue e offrono sensori di prossimità di dimensioni ridotte. Tutti elementi che andrebbero ad arricchire l’iWatch in un mercato che si annuncia affollato.

Anche in questo caso, i tempi di presentazione del prodotto al grande pubblico non sono noti ma la fortuna delle aziende che forniranno i componenti sembra assicurata. La Silicon Labs, infatti, con la vendita del chip multifunzione potrebbe aumentare di 4 milioni di dollari il proprio fatturato.

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