Best Practice

Internet of Everything e arte: il Cleveland Museum of Art

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Musei e gallerie d’arte sono luoghi che non si associano immediatamente all’innovazione tecnologica, eppure ci sono diverse eccezioni che ci dimostrano come l’Internet of Everything risieda già nelle stanze che ci mostrano il passato, guardando inevitabilmente al futuro.

E’ il caso di Cleveland Museum of Art, di arte antica, moderna e contemporanea (CMA)  che negli ultimi otto anni ha anticipato l’avvento dell’ investendo 350 milioni di dollari un processo di rinnovamento e di espansione che comprende il mettere la tecnologia al centro dell’esperienza del visitatore. Un luogo, il di Cleveland, Ohio, Stati Uniti, in cui anche se alcune delle mostre in esposizione possono risalire a centinaia o addirittura migliaia di anni fa, l’esperienza che si è quella di entrare nel pieno del 21° secolo o oltre.

La tecnologia mette in mostra l’arte

Il vero pezzo forte del Gallery One: è una enorme parete interattiva di 40 piedi per 5 di altezza, dove i visitatori possono toccare letteralmente con mano, i pezzi esposti nel museo. Un’esperienza immersiva unica nel suo genere che si accompagna alle molte postazioni che permettono, volendo, di ammirare i pezzi esposti nei loro ambienti naturali, come cattedrali e foreste pluviali.

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Ma questi non sono i soli due modi con cui entrare in contatto con i pezzi esposti: i visitatori possono utilizzare i loro iPad o iPhone per ottenere ulteriori informazioni sulle mostre semplicemente posizionare il dispositivo vicino al pezzo. Attraverso un’app dedicata, ArtLens, è possibile attivare tre funzioni diverse: “Near You Now”, per sfogliare e trovare l’interpretazione digitale di opere d’arte a loro piace basate sulla prossimità; “Tour”, per avere un’esperienza più strutturata nelle gallerie, facendo un giro curata per il blocco del tempo che hanno a disposizione; infine la funzione “Scan” per eseguire la scansione di oggetti d’arte bidimensionali per attivare testi o video per far apparire sullo schermo iPad.  E al CMA non è neppure vietato fare fotografie: il museo consiglia di scattarne in modo da poterle condividere con gli amici. E i visitatori non se lo fanno ripetere due volte: circa il 70% di loro lo fa volentieri.

Obiettivo: l’esperienza delle persone

Mettere al centro dell’esperienza i visitatori, le persone. Un mondo museale completamente diverso da quanto possiamo immaginare, il che era precisamente l’intenzione del CIO Jane Alexander: “Abbiamo posto i visitatori al centro dell’esperienza di reinstallazione e  di reinterpretazione della collezione permanente”. Grazie a loro si è scoperto che i musei d’arte spesso intimidiscono i visitatori mentre l’aspettativa iniziale è quella di rendere  “le gallerie un divertimento per i loro figli”. La ristrutturazione che è seguita al piano di investimenti ha trasformato in realtà anche queste indicazioni tanto che, solo per citarne uno, sui dispositivi “Line e Shape”  del museo è possibile disegnare una forma o un ghirigoro con il dito sullo schermo e il sistema interattivo poi rivela automaticamente quale delle opere d’arte della collezione che incorporano le stesse linee e scarabocchi. Un modo divertente per avere visivamente familiarità con l’arte, nella convinzione che: “La tecnologia serve a migliorare l’opera d’arte, non a distrarla da esso. La tecnologia mette in mostra l’arte.”

Il team

Lo sviluppo della Gallery One rappresenta una vera collaborazione alla pari tra curatori, servizi di gestione delle informazioni e tecnologia, settore educativo e reparti di progettazione presso il Museo d’Arte di Cleveland.  Il processo di sviluppo è stato guidato dal capo curatore e vice direttore di CMA, un approccio atipico nella progettazione di spazi tecnologici interattivi. Questa struttura organizzativa di collaborazione è rivoluzionaria, non solo all’interno della comunità museale, ma all’interno del disegno dell’interfaccia utente in generale. Il contributo di ogni reparto è stato elevato con una conseguente un’esperienza interattiva senza precedenti grazie a tecnologia e software utilizzati in modo unico e innovativo.

I risultati

Un impegno e una visionarietà che danno frutti tangibili: ad un anno dal completamento della costruzione per il progetto futuro, la CMA ha annunciato la partecipazione era salito del 39% anno su anno, al più alto livello da più di un decennio. E non solo: il CMA ha completato il primo semestre del suo anno fiscale con un incremento dell’80% delle donazioni. “L’obiettivo principale della Gallery One era quello di costruire un pubblico, comprese le famiglie, giovani, scolaresche e visitatori occasionali, fornendo un ambiente divertente e coinvolgente per i visitatori con tutti i livelli di conoscenza dell’arte “, dice Alexander .

Device mobili, reti, arte e l’esperienza interattiva di uno spazio culturale che si fa “leggere e vivere” dalle persone: a Cleveland l’Internet of Everything è già una realtà e non è difficile immaginare che, in futuro, non sarà più la sola. O almeno è quello che speriamo.

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