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Intelligenza artificiale: la nuova frontiera dei social media?

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Ormai sappiamo bene che i social network stanno conquistando grandi quantità di informazioni sui propri utenti ma forse non tutti sanno che gran parte di queste informazioni non è strutturata e quindi non è facilmente utilizzabile da parte delle compagnie.

Ora però alcuni giganti delle reti sociali, come Facebook, Twitter e LinkedIn hanno intrapreso una nuova sfida che prevede l’utilizzo delle più recenti tecniche disponibili in materia d’ (la capacità di un computer di fare ragionamenti e svolgere le funzioni della mente umana) per affiancare ai loro sistemi in uso una vera e propria capacità di apprendimento. In altre parole, stanno iniziando ad elaborare in modo differente e con l’aiuto dell’ tutte le attività che si svolgono sulle loro reti, che vanno dalle chat, al riconoscimento facciale delle foto, fino ad arrivare alle attività di gioco. Nella vita pratica, inoltre, un software in grado di ragionare come un essere umano è utile per predire i comportamenti degli utenti, dalle ricerche web agli acquisti di e-commerce, ma anche per correggere un testo, stabilire i rapporti realmente esistenti fra due amici su un social network e, ancora, trovare le bufale tra le notizie di Internet.

Un recente rapporto di Business Insider illustra come i progressi nella ricerca sull’intelligenza artificiale, focalizzata sulla programmazione di dispositivi in grado di eseguire pensieri e astrazioni di alto livello, stiano aiutando i social network e i loro inserzionisti ad ottimizzare questo vasto oceano di dati di consumo attualmente non sufficientemente strutturati. Grazie alle nuove tecnologie, quindi, i avrebbero il potenziale per diventare molto più personalizzati, e nuovi settori della pubblicità e del marketing andrebbero incontro ad una rapida ascesa: si parla di nuovi metodi di clusterizzazione delle audience, di marketing predittivo e di sofisticate analisi di brand sentiment.

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Ma qual è lo stato attuale delle big della rete impegnate in materia d’intelligenza artificiale?

Secondo il rapporto, Facebook ha lanciato un nuovo laboratorio di ricerca, in partnership con il New York University’s Center for Data
Science, dedicato interamente all’intelligenza artificiale. La supervisione del progetto è affidata all’esperto Yann LeCun, che ha dato personalmente la notizia del suo coinvolgimento in questa attività attraverso il suo profilo facebook nel mese di dicembre del 2013.

Google, da parte sua, ha acquisito DeepMind, una società impegnata nella costruzione di algoritmi di apprendimento per l’e-commerce, simulazioni e giochi, per la cifra di 400 milioni di dollari. Sono più di 50 i dipendenti della nuova azienda considerati tra gli esperti più talentuosi nel campo della Intelligenza Aritificiale e l’assunzione di un pioniere della materia, come Geoff Hinton, docente presso l’università di Toronto, per migliorare la ricerca vocale di Android completa il quadro estremamente positivo delle risorse professionali a disposizione della casa di Mountain View per questa nuova impresa.

Anche LinkedIn non rimane a guardare. Il social dedicato ai contatti professionali ha di recente acquisito la start up Bright, una società che utilizza algoritmi per consigliare a chi cerca lavoro delle proposte di impiego pertinenti alle proprie qualifiche e capacità. L’acquisto di Bright, che ammonta a 120 milioni di dollari, rappresenta la maggiore acquisizione per Linkedin fin dalla sua nascita, dopo le spese non di poco conto per Slideshare (119 milioni di dollari) e Pulse (90 milioni di dollari).

Pinterest, invece, ha acquisito VisualGraph, una società specializzata nel riconoscimento delle immagini e nella ricerca visiva. Nel curriculum del Ceo di VisualGraph, Kevin Jang, c’è la collaborazione con Google per la costruzione della prima applicazione di visione artificiale per l’implementazione della ricerca di immagini.

In sostanza i big dei social media hanno già investito ingenti somme e agganciato i migliori esperti del settore per lavorare sull’’intelligenza artificiale. Ora, considerata la concorrenza e la caratura delle aziende in questione, non resta che vedere l’evoluzione di questi progetti e i tempi di sviluppo.

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