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Decisione Ue su roaming e net neutrality: per l’industria è “passo indietro”

Europa

Il voto di ieri del Parlamento europeo è stato accolto, come era lecito attendersi, da reazioni contrastanti.  L’Unione europea di radiodiffusione (Uer) e l’Organizzazione dei consumatori europei (Beuc) hanno applaudito gli interventi per la cosiddetta neutralità della rete. Secondo l’Uer, l’approvazione del pacchetto da parte degli eurodeputati rappresenta “una buona notizia per un internet aperto e per un accesso universale ai contenuti di valore pubblico“. Gli emendamenti introdotti dal Parlamento Ue sulla neutralità della rete e lo spettro radio “hanno portato miglioramenti sostanziali alla proposta originaria della Commissione europea“, si legge in una nota dell’Uer. L’associazione dei consumatori europei si è detta “rassicurata” dal voto degli eurodeputati. Il Beuc pone l’accento in particolare sull’azzeramento del entro il dicembre 2015, i cui costi aggiuntivi non hanno nessuna giustificazione in un mercato unico delle telecomunicazioni. “Il voto – per Thomas Lohninger dell’European Digital Right (Edri) – rappresenta una vittoria della società civile: adesso abbiamo dei principi di base a livello legale nella Ue per assicurare la libertà e l’apertura della rete. I provider non potranno più discriminare milioni di consumatori europei“.

Ma i provider criticano apertamente il voto del Parlamento europeo: “Un passo nella direzione sbagliata“, è il giudizio dell’Etno, l’associazione europea degli operatori di Tlc, secondo la quale gli emendamenti introdotti dal Pe rischiano di rendere “quasi impossibile” una gestione efficiente della rete. Il voto di ieri, spiega Luigi Gambardella, Presidente di Etno “ci svia dagli obiettivi originari, in particolare quelli di un’industria digitale europea più forte e in grado di spingere la crescita e creare posti di lavoro“. Gli operatori accusano gli eurodeputati di imporre “un eccessivo onere” al settore europeo delle Tlc limitando inoltre “la capacità di offrire servizi migliori ed innovativi ai cittadini“. Ora, in base alla procedura di codecisione, il pacchetto Tlc dovrà passare all’esame del Consiglio dei ministri Ue che potrà anche apportare delle modifiche al testo. Per tornare poi ad essere votato in via definitiva dal prossimo Europarlamento, cioè quello che uscirà dalle elezioni che si terranno tra il 22 e il 25 maggio prossimi.

Ricordiamo che gli eurodeputati ieri hanno affermato, di fatto, che l’accesso a internet non deve avere limitazioni o interferenze e che non vi devono essere discriminazioni nell’offerta di contenuti, dispositivi, servizi o applicazioni. Nella pratica, il Parlamento Ue ha ridotto i casi in cui si può restringere o bloccare l’accesso a internet, rispetto alla proposta della Commissione, alla sola ordinanza di un tribunale, alle minacce alla sicurezza della rete o a rischi di una sua congestione temporanea. Ogni misura dovrà essere “trasparente, non discriminatoria e proporzionata” e “mantenuta per il tempo strettamente necessario“. Norme chiare anche per evitare che gli operatori blocchino alcuni servizi (come succede in diversi Paesi con Skype) o ne promuovano alcuni a discapito di altri. Stesso discorso per lo sviluppo di servizi di qualità superiore, come i video on demand e i cloud ad alta intensità, che potranno essere forniti sempre che non vadano a “discapito della disponibilità o della qualità dei servizi di accesso ad internet” offerti a altre società.

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