Letti da fuori

Il web apocalittico, ovvero come mantenere il proprio lavoro ora che c’è il web

apocalypse apocalisse

È un semplice problema di riconversione mancata. Simile a quello dei postiglioni quando sono arrivate le automobili. Tu sei un giornalista, entrato in redazione quando c’era la telescrivente. Saresti già andato in pensione, ma ti ha fregato la Fornero. O peggio. Potresti andartene, ma quello che ti frega è che sei vecchio e come tutti i vecchi pensi di essere indispensabile. E ora c’è il web. Lo hai ignorato finché hai potuto, con sorrisetti di superiorità. E che sarà mai questa nuova moda! Ah, figuriamoci. Poi la nuova moda è diventata abitudine,e tu, che sei rimasto lì con il sorrisetto di superiorità pietrificato sul volto, ora sei l’unico che manco sa aprire una email.

internet_apocalypseChe fare? Se non puoi unirti al web, la soluzione è diventare un web apocalittico. Non è difficile, soprattutto se sei abbastanza anziano per averlo già fatto con la tv negli anni 80. Il tuo mantra è che il web è male. E via, a raccattare ogni santo giorno ogni notizia e voce atta a dimostrare la tesi. Il wifi causa il cancro, l’impotenza, la morte cerebrale e anche dei fastidiosissimi brufoli sulla fronte. Google ammazza l’intelligenza, se tocchi un tablet i neuroni si suicidano. E è il male. La rete è piena di pedofili, odiatori professionisti, maniaci. Se c’è un omicidio, subito corri a scrivere che la vittima ha di sicuro conosciuto il suo assassino in chat, e se era il marito o il vicino di pianerottolo è lo stesso, perché di sicuro ci chattava. Se uno ti taglia la strada ad un semaforo, di certo lo fa perché sta consultando dal telefonino. Se i matrimoni si sfasciano  le donne tradiscono i mariti, i figli fanno sesso con i coetanei o non lo fanno, la colpa è del web. Il web apocalittico non ha bisogno di dati, perché queste cose le sa, ma comunque può sempre trovare qualche ricerca della sconosciuta università di Dovediavolostai che conferma le sue paure e le sue angosce. E trova sempre una Boldrini pronta a dargli corda perché qualcuno le ha fatto buh sulla rete.

Il web apocalittico non ha problemi di coerenza, perché per la sua tesi tutto fa brodo, quindi oggi si lagna perché a causa di internet si legge meno, e domani perché a causa di internet si legge troppo e quindi la gente rischia di andare in confusione per la sovra informazione. Piange le vecchie librerie che chiudono per gli ebook,e piange perché con gli ebook la cultura cessa di essere elitaria, ma poi lamenta il fatto che il web ha costi troppo alti, ed è elitario, insomma. Odia Wikipedia ma anche i siti a pagamento. Odia le reti chiuse, quelle aperte, il wifi libero, quello criptato. Odia i Social, ma poi si incazza se su Facebook nessuno gli dedica una pagina, non usa Twitter, ma pretende che la redazione gli faccia un account, per poi scrivere editoriali irati su tutta la schifezza che su Twitter gira, e si infuria se gli utenti di Twitter gli rispondono dandogli del babbione, perché confermano così che ha ragione, e loro sono brutti e maleducati. Il web apocalittico è apocalittico, appunto, e quindi annuncia una fine del mondo imminente a settimana, dovuta al web, sia ben chiaro. Verrebbe voglia di prenderlo a pugni, anche se alla fine di lui si sorride. In fondo e solo qualcuno che sta lottando per mantenere il suo posto di lavoro, che vuoi fa’?

Mariangela Vaglio

Insegnante, Blogger e Giornalista, Mariangela Vaglio è nota in rete come “Galatea”. Nel suo blog riflette su costumi, abitudini, vizi e virtù degli italiani in rete. Lo stesso fa per TechEconomy.

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