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WSD – Bellezza

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“È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura… Gli sparuti incostanti sprazzi di . E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.” (Jep Gambardella – Toni Servillo, “La Grande Bellezza”)

la grande bellezza

Bellezza, complice un Oscar, è la parola della settimana.
A dire il vero è stata anche quella delle settimane precedenti perché, per chi lo avesse perso (e non gliene faremo una colpa), “bellezza” è stata anche la parola utilizzata come concept del recente Festival di Sanremo. Nessun riferimento alle canzoni, va da sé, ma un chiaro rilancio di quell’idea, così vicina e presente al Paese, che quando nasci e cresci in uno dei posti più belli del mondo, benedetto dalla natura e dalla storia, non puoi calpestarlo come se fosse mondezza.

La bellezza è una qualità che o si ha o non si ha, questo abbiamo imparato.
Contro ogni concetto appreso, la bellezza è una qualità che si può anche costruire. La bellezza ha a che vedere con la grazia e con l’equilibrio, concetti che spesso rimuoviamo dal nostro quotidiano perché troppo impegnativi.
La grazia nei modi è ciò che ci porta a considerare le nostre relazioni professionali non come mero accidente ma come frutto del lavoro che abbiamo fatto e seme del lavoro che faremo. Si può essere schietti, nella grazia, e si può utilizzare la schiettezza per collaborare e costruire insieme un progetto senza logorarci e logorare il prossimo.
L’equilibrio è quell’insieme di domande/risposte che ci supporta nel quotidiano.
Quando lavoriamo, spesso dimentichiamo di farci domande. Ci chiudiamo nelle nostre convinzioni, ci imbrigliamo nei tempi che ci siamo dati e ci dimentichiamo che, oltre le nostre certezze, ci sono le opinioni degli altri e, oltre al nostro tempo, c’è il tempo degli altri.
L’equilbrio è riuscire a lavorare a un progetto fino a notte fonda e anche riuscire a lasciare la scrivania (e il tablet e il pc e il telefono) ogni giorno con serenità. Perché si è fatto tutto e quel che non si è fatto si può fare domani, se non intralcia il risultato finale.

Quanta poca bellezza c’è in quei bandi di gara ai quali si risponde di fretta e senza grazia.
Quanta poca bellezza c’è in quegli uffici che quotidianamente chiudono alle 9 di sera perché si deve dimostrare, senza alcun equilibrio, che “fare tardi” sia lavorare.

Grazia+Equilibrio= Bellezza. Magari non vincerete l’Oscar ma lavorerete meglio allontanando il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura.

 

Francesca Quaratino

Francesca Quaratino

Francesca Quaratino è amministratore e socia di Manafactory srl, società che si occupa di strategie, contenuti e formazione per la comunicazione in Rete.

Nata nel 1974, dopo la laurea in etnologia ha iniziato a lavorare come community manager in una delle prime web agency italiane. Dice: “Volevo fare l’antropologa ma i popoli da studiare erano finiti e avevo a disposizione il mio modem 56K e il Web, che di tribù era pieno”.

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