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Enea: “Green economy, sostenibilità e innovazione per le città del futuro”

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La come chiave per avviare un nuovo sviluppo da e per le città all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica. E’ questo quanto emerge dal Rapporto sulla 2013: “Un Green New Deal per l’Italia”, curato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dall’, e giunto alla sua seconda edizione.

In Italia “le abitazioni consumano dal 30 al 60% in più di energia rispetto alla media Ue”; inoltre nell’ambiente urbano “si produce in media il 75% dei rifiuti“. Problemi ambientali riguardano anche “l’inarrestabile cementificazione con insediamenti distribuiti in maniera frammentata sul territorio, che continua ad occupare aree libere, spesso agricole, al ritmo di 343 metri quadrati all’anno per ciascun italiano“. Ma “La green economy – osserva il commissario all’Enea, Giovanni Lelli – può rappresentare la chiave di volta per avviare un nuovo ciclo di sviluppo all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica, con ricadute di lungo periodo che vanno dalla salvaguardia dell’ambiente al rilancio dell’industria e dell’occupazione. Una formidabile spinta propulsiva ad un New Deal legato alla Green Economy può venire da una nuova pianificazione urbana che faccia dell’eco-innovazione tecnologica e sistemica il fulcro della trasformazione delle nostre città per offrire una migliore qualità della vita ai cittadini ed un più sostenibile utilizzo delle risorse energetiche e non energetiche. Si tratta di un’opportunità per la nostra industria nazionale che porterà vantaggi e competitività quanto più sarà in grado di affrontare la sfida tecnologica della trasformazione sostenibile dei propri processi e prodotti. Con l’eco-innovazione si possono trasformare le aree urbane rendendole centri di risultati economici sostenibili e, al contempo, luoghi ideali per la crescita civile dei cittadini.”

Per il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi, “Durante una delle recessioni forse più lunghe e difficili degli ultimi decenni, investire per innovare, differenziare e convertire prodotti e processi produttivi in chiave sempre più green potrebbe essere una strada per rilanciare il nostro sviluppo. Un forte impulso in questa direzione può venire da concrete iniziative che possono partire, o essere rafforzate, dalle nostre città ” . 

Sono infatti le città, che devono avviarsi  a diventare smart city per non perdere la partita dell’innovazione e configurarsi come riferimenti unitari per interventi coordinati ed integrati a livello sociale, ambientale ed economico. Grazie anche alle possibilità offerte dall’Internet of Things, oggi  e sempre più in futuro, le tecnologie potranno efficacemente impattare su tutti i nodi cruciali della vita urbana: razionalizzazione dell’uso dell’energia elettrica, migliore gestione dei rifiuti, monitoraggio della mobilità urbana in ottica di sicurezza, uso razionale delle risorse idriche, etc… 

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