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Agcom: advertising online cresce del 7% ma Italia ancora indietro

Agcom-internet

La pubblicità su in Italia tra il 2011 e il 2012 è cresciuta del 7% superando di poco 1,5 miliardi di euro, un dato che ci consegna però alla periferia del mondo digitale con metà della raccolta della Francia, 2,77 miliardi, un terzo della Germania, 4,5 e lontana dal Regno Unito dove supera i 6,6. È quanto si legge nell’indagine conoscitiva su internet dell’Agcom da cui emerge che il mercato mondiale vale circa 8 miliardi, di cui 28 solo negli Usa. Tra i paesi analizzati peggio di noi fa solo la Spagna dove sono stati raccolti appena 920 milioni. La relazione sottolinea anche che “l’esame della ripartizione dei ricavi tra i singoli operatori ha rivelato una struttura del comparto piuttosto concentrata, con la presenza di un operatore leader (Google) e una moltitudine di soggetti con quote nettamente inferiori”. Dai dati risulta infatti che Google detiene il 31,5% del mercato mondiale mentre colossi come Facebook, Yahoo e Microsoft hanno quote dal 2 al 4%. Anche se il dato italiano non è pubblico, dall’ spiegano che la struttura del mercato è analoga con una forte presenza dell’azienda di Mountain View.

Agcom_adversting internet

Dalla ricerca emerge come continua a crescere il ruolo di internet come strumento di informazione, la rete infatti è utilizzata dal 40% delle persone che si interessano di attualità, ad appena 4 punti percentuali dai quotidiani, mentre la televisione resta il mezzo principale, utilizzata dall’80% dei cittadini. Sono alcuni dei dati dell’indagine conoscitiva sui servizi internet e sulla pubblicità online realizzata dall’Agcom, presentata oggi a Roma. “Il dato è significativo – spiega Marco Delmastro, che ha curato lo studio – perché abbiamo percentuali simili agli altri paesi nonostante in Italia internet sia meno diffuso, c’è da sottolineare però che chi accede a internet e all’informazione online solitamente ha un titolo di studio più elevato, mentre la penetrazione è più bassa tra chi ha studiato meno”.  Per informarsi restano legati alle testate tradizionali, con i siti dei quotidiani che raccolgono il 36% degli utenti. È cresciuto molto anche il ruolo dei motori di ricerca, come Google, che nel 2013 sono stati utilizzati dal 21,6% degli utenti. Per il 9% invece il riferimento sono i siti delle agenzie di stampa mentre solo l’8% utilizza i social network.

Informazione online_Agcom

Quanto alle modalità di fruizione di internet è emersa ancora la prevalenza del modello di navigazione da apparati fissi, sebbene gli apparati mobili tendano ad acquisire quote di mercato sempre maggiori. In particolare, per alcune categorie di servizi orizzontali, è iniziato uno spostamento della navigazione dalla modalità fissa a quella mobile, portando con sé profonde trasformazioni nelle forme di fruizione degli utenti e, quindi, anche nella struttura dell’offerta dei servizi (e della loro valorizzazione economica).

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